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Archivio per categoria Tutela Consumatori

Truffa diamanti alle Terme: lo Studio Calvello assiste i risparmiatori (fonte: Il Mattino di Padova del 10.03.2019)

Ha investito in diamanti gli tornano 15 mila euro

Anche alcuni investitori del bacino termale, incappati nella truffa, figurano nello scandalo scoppiato a livello nazionale, che ha visto il maxi sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro eseguito dalla Guardia di Finanza ai danni delle due società che avrebbero venduto tramite gli sportelli bancari diamanti a prezzi gonfiati. Risultano infatti indagati noti istituti bancari che hanno filiali anche in Abano e Montegrotto ed i cui clienti sono stati spinti alla sottoscrizione di questo investimento in pietre preziose. “L’investimento in diamanti, nell’ambito di una corretta diversificazione del proprio patrimonio” afferma l’avvocato Claudio Calvello il cui Studio sta assistendo vari clienti incappati nella truffa, “è di per sé valido ed interessante, solo che in questo caso le pietre preziose venivano collocate a prezzi estremamente gonfiati nel senso che il reale valore dei diamanti era di gran lunga inferiore a quello effettivamente sborsato dal cliente”. È il caso di M.G. di Montegrotto che ha finalmente tirato un sospiro di sollievo dopo che ha rivisto riaccreditato sul proprio conto corrente l’importo di oltre 15.000,00 euro. In questi giorni, infatti, dopo la notizia del maxi sequestro alcune posizioni si stanno magicamente sbloccando ed alcune banche hanno deciso di rimborsare integralmente i loro clienti.  “Il consiglio che mi sento di dare” chiosa l’avvocato Calvello “è di sfruttare al massimo il momento propizio per cercare di ottenere il rimborso totale dell’investimento”. (Fonte: Il Mattino di Padova del 10.03.2019)

Ecco il link all’articolo originale:

https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2019/03/10/news/ha-investito-in-diamanti-gli-tornano-15-mila-euro-1.30084694

Tribunale di Padova, danno da vacanza rovinata: risarcimento oltre i limiti della Convenzione di Montreal

Tribunale di Padova, sez. II, – Dott. Giovanni G. Amenduni – Sentenza del 09.04.2014

Segnaliamo questa interessante sentenza ove il Tribunale di Padova affronta la questione relativa al limite di indennizzo previsto dalla Convenzione di Montreal in caso di smarrimento del bagaglio.

I PASSI SALIENTI DELLA SENTENZA

 “Sia il venditore che l’organizzatore di viaggi turistici “tutto compreso” rispondono del danno patito dal viaggiatore, in conseguenza del fatto illecito del terzo della cui opera si sono avvalsi, non a titolo di colpa “in eligendo” o “in vigilando”, ma in virtù della sola assunzione legale del rischio per i danni che possano accadere al viaggiatore (cfr. da ultimo Cass. 11.12.2012, n. 22619).”

“Va risarcito il valore del contenuto del bagaglio, non già nei limiti massimi della Convenzione di Montreal (applicabile solo nei confronti del vettore), ma per l’intero.”

“Il danno da vacanza rovinata, deve preliminarmente ricordarsi che esso viene riconosciuto a ristoro del disagio psico – fisico sofferto a causa della mancata realizzazione in tutto o in parte del programma previsto, nei limiti in cui risulti superato il livello di normale tollerabilità”

LA SENTENZA INTEGRALE

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI PADOVA

SEZIONE SECONDA

in composizione monocratica, nella persona del giudice unico, dott. Giovanni G. Amenduni, ha emesso la seguente

SENTENZA

Nel procedimento civile di primo grado iscritto al n. … del ruolo generale dell’anno 2008, rimesso in decisione all’udienza del 7.11.2013 e vertente

tra

………………………

Con il patrocinio e la difesa dell’avv. Claudio Calvello

ATTRICE

e

…………………S.p.A.

Con il patrocinio e la difesa dell’avv. …………., dell’avv. ……… e dell’avv. ………

CONVENUTA

e

……………… di ……. S.r.l.

Con il patrocinio e la difesa dell’avv. ………………..

CONVENUTA

e

………. S.p.A.

Con il patrocinio e la difesa degli avvocati ……., ……….. e ……….

TERZA CHIAMATA

Oggetto: contratto di viaggio.

Conclusioni delle parti

Parte attrice

previo accertamento e declaratoria delle responsabilità delle convenute a causa della inesatta esecuzione degli obblighi a loro carico derivanti in forza del contratto inter partes stipulato in data 15/01/2007, condannare ……S.p.A. (Tour Operator) in persona del legale rappresentante pro tempore e …. di …..S.r.l. (Agenzia di Viaggi), in persona del legale rappresentante pro tempore, in via solidale o alternativa tra loro (secondo le rispettive responsabilità), al pagamento in favore della sig.ra ……… del complessivo importo di € 9.405,00 (di cui € 6.405,00 a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali ed € 3.000,00 a titolo di risarcimento dei danni non patrimoniali), o al pagamento di quella diversa maggiore o minore somma accertata in corso di causa e da determinarsi, all’occorrenza, in via equitativa ex art. 1226 c.c., oltre alla rivalutazione monetaria ed agli interessi (c.d. compensativi) sulle somme devalutate dal verificarsi del fatto all’effettivo soddisfo (c.d. taxatio) secondo il criterio impartito dalle Sez. Unite della Suprema Corte con la nota pronuncia n. 1712/95.

Con vittoria di spese, diritti e onorari da distrarsi a norma dell’art. 93 c.p.c. a favore dell’avv. Claudio Calvello quale procuratore antistatario nonché con sentenza munita della clausola di provvisoria esecuzione.

Per parte convenuta …….S.p.A.  

nel merito ed in via principale:

–  dichiarare l’estraneità al presente giudizio e/o la carenza di titolarità e/o di legittimazione passiva in capo a ….. S.p.A. per i motivi esposti in atti e, per l’effetto, rigettare ogni avversa domanda proposta nei confronti della suddetta;

sempre nel merito ed in via subordinata ma pregiudiziale:

–  rigettare le domande tutte formulate nei confronti della …. S.p.A. dall’attrice in considerazione della eccepita decadenza ex art. 98 D.lgs. 206/05;

sempre nel merito ed in via subordinata:

–  rigettare le domande tutte formulate nei confronti della … S.p.A. dall’attrice in quanto infondate in fatto ed in diritto, per i motivi esposti in atti;

sempre nel merito ed in via ulteriormente subordinata:

–  qualora dovessero essere ritenute fondate le pretese di parte attrice nei confronti della …. S.p.A., salvo gravame, condannare la terza chiamata …. S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, a tenere indenne la …. S.p.A. da quanto fosse condannata a pagare alla sig.ra ….. rifondendo le relative somme e limitando le somme da rifondere alla sig.ra ….. a quelle risultanti, alla data di emissione del provvedimento decisorio del presente giudizio, sulla base di quanto stabilito dall’art. 22, comma 2, della legge n. 12 del 10.1.2004 di ratifica della Convenzione di Montreal stipulata il 28.5.1999;

In via istruttoria:

la ….. S.p.A. si oppone all’ammissione dei capitoli di prova articolati da parte attrice nella memoria del 24 dicembre 2008 per le ragioni di cui in atti;

in ogni caso: condannare l’attrice e/o la terza chiamata …. S.p.A. a rifondere alla convenuta …. S.p.A. le spese, i diritti e gli onorari del giudizio.

Per la convenuta …. di ….. S.r.l.

Nel merito:

respingersi le domande di parte attrice nei confronti della … di … S.r.l., in quanto infondate sia in fatto che in diritto per i motivi e le ragioni tutte esposte in comparsa di costituzione e risposta del 23/4/2008.

Respingersi ogni domanda di condanna in solido perché infondata in fatto e diritto.

Con vittoria di spese, diritti ed onorari da distrarsi a favore della sottoscritta procuratrice che si dichiara antistataria.

In via istruttoria, si insiste per l’ammissione di tutte le istanze istruttorie formulate in atti, e non ammesse.

Per la terza chiamata ….S.p.A.

NEL MERITO: rigettare le domande tutte da chiunque proposte nei confronti di … S.p.A. in quanto infondate in fatto ed in diritto.

IN SUBORDINE: ridurre le pretese dell’attrice entro il limite massimo stabilito dalla Convenzione di Montreal di 1.000 DSP (pari ad € 1.130,00 circa).

Con vittoria di spese ed onorari di causa oltre ad I.V.A. e C.P.A.

 MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda attorea è fondata.

Preliminarmente, in ordine alla eccepita decadenza dell’attrice per non aver tempestivamente sporto reclamo ai sensi dell’art. 98 del cod. consumatore, deve rilevarsi la sufficienza della comunicazione di smarrimento del bagaglio all’Agenzia di viaggi convenuta, una volta l’attrice rientrata in Italia (circostanza non contestata dalla convenuta). Va contestata, inoltre, la stessa natura decadenziale del termine in questione, attesa la formulazione del secondo comma del citato articolo, che individua, attraverso l’uso del verbo potere, una facoltà in capo al consumatore e non certamente un suo onere.

Nel merito, attesa la pacificità dello smarrimento del bagaglio da parte dell’attrice all’arrivo a Zanzibar, si deve innanzitutto fare richiamo alla giurisprudenza che ritiene che sia il venditore che l’organizzatore di viaggi turistici “tutto compreso” rispondono del danno patito dal viaggiatore, in conseguenza del fatto illecito del terzo della cui opera si sono avvalsi, non a titolo di colpa “in eligendo” o “in vigilando”, ma in virtù della sola assunzione legale del rischio per i danni che possano accadere al viaggiatore (cfr. da ultimo Cass. 11.12.2012, n. 22619).

Ed invero, in caso di mancato o inesatto adempimento delle prestazioni oggetto del c.d. pacchetto turistico o package il venditore e l’organizzatore sono tenuti a dare la prova che il risultato “anomalo” o anormale rispetto al convenuto esito della propria prestazione professionale, e quindi dello scostamento da una legge di regolarità causale fondata sull’esperienza, dipende da fatto ad essi non imputabile, in quanto non ascrivibile alla condotta mantenuta in conformità alla diligenza dovuta, in relazione alle specifiche circostanze del caso concreto; e ciò anche se la responsabilità sia ascrivibile esclusivamente ad altro prestatore di servizi, salvo il diritto di rivalersi nei confronti di costui (con riferimento al vettore, cfr. Cass., 10.9.2010, n. 19283; Cass., 29.2.2008, n. 5531). Se tale prova non viene fornita, i medesimi rimangono soccombenti secondo la regola generale ex artt. 1218 e 2697 c.c..

Orbene, in merito alla legittimazione passiva della convenuta … S.p.A., nel caso di specie non v’è dubbio che il cliente, quale creditore di ogni singola prestazione inserita nel più ampio processo organizzativo del pacchetto – vacanza ha la possibilità di richiedere il risarcimento del danno direttamente nei confronti del vettore, ma ciò non esclude il diritto di far valere la responsabilità direttamente in capo ai soggetti convenuti per il principio sopra richiamato, salva la possibilità di questi di rivalersi nei confronti del terzo responsabile dell’evento dannoso (cfr. in termini Tribunale di Nola, 9.9.2010).

Ancora, l’aver stipulato una polizza assicurativa per il rischio dello smarrimento del bagaglio (nel caso di specie con la soc. Europ Assistance) non rappresenta motivo di esenzione da responsabilità della convenuta, essendo evidentemente diverso il titolo in forza del quale l’attrice ha convenuto in giudizio il tour operator.

Venendo al quantum debeatur si deve rilevare che parte attrice ha dimostrato (cfr. istruttoria testimoniale) di aver dovuto sostenere una spesa di circa 500 usd (€ 360,00) per far fronte alle necessità conseguenti alla perdita del bagaglio. Siffatta voce di danno, pertanto, dovrà essere risarcita. Analogamente, va risarcito il valore del contenuto del bagaglio, non già nei limiti massimi della Convenzione di Montreal (applicabile solo nei confronti del vettore), ma per l’intero. Sulla scorta di quanto emerso dalle testimonianze sul punto, e in ragione del fatto che la vacanza risultava organizzata per la durata di sette giorni, si ritiene di poter liquidare siffatta voce in € 3.500,00.

Venendo a trattare del danno da vacanza rovinata, deve preliminarmente ricordarsi che esso viene riconosciuto a ristoro del disagio psico – fisico sofferto a causa della mancata realizzazione in tutto o in parte del programma previsto, nei limiti in cui risulti superato il livello di normale tollerabilità.

Orbene, non v’è dubbio che l’aver dovuto realizzare di dover trascorrere l’intero periodo di vacanza privi dei propri effetti personali costituisce certamente lesione dell’interesse del turista di godere pienamente del viaggio come occasione di svago e riposo, sicché deve ravvisarsi nel caso di specie il presupposto per il risarcimento del danno non patrimoniale inerente l’interesse della persona costituzionalmente garantito.

In ordine alla determinazione del danno, dovendo fare applicazione del criterio equitativo, si ritiene congrua una indicazione del ristoro nella misura pari al valore dell’intero pacchetto – € 2.303,00.

In conclusione, le società convenute devono essere condannate, in solido tra loro, a risarcire in favore dell’attrice l’importo di € 6.163,00, oltre alla rivalutazione monetaria ed agli interessi sulle somme devalutate dal verificarsi del fatto all’effettivo soddisfo.

In accoglimento della domanda di manleva proposta dalla sola …. S.p.A. nei confronti della terza chiamata, la soc. …. S.p.A. deve essere condannata a tenere indenne la …. S.p.A. di quanto questa dovrà risarcire all’attrice, nei limiti dell’art. 22 della Convenzione di Montreal stipulata il 28.5.1999, e quindi fino alla concorrenza di € 1.131,00.

Le spese di lite vengono regolate secondo il criterio della soccombenza.

p.q.m.

il Tribunale, definitivamente pronunziando, rigettata ogni diversa domanda ed eccezione,

  1. ACCOGLIE la domanda di parte attrice e, per l’effetto, CONDANNA le soc. …. S.p.A. e …. di …. S.r.l., in solido tra loro, a pagare a ….. € 6.163,00 oltre alla rivalutazione monetaria ed agli interessi sulle somme devalutate dal verificarsi del fatto all’effettivo soddisfo.
  2. ACCOGLIE la domanda di manleva proposta dalla soc. … S.p.A. e, per l’effetto, CONDANNA …. S.p.A. a tenere indenne fino alla concorrenza di € 1.131,00 la soc. …. S.p.A. per quanto corrisponderà all’attrice.
  3. CONDANNA le soc. …. S.p.A. e …. di …. S.r.l., in solido tra loro, a pagare all’avv. Claudio Calvello quale procuratore antistatario di …… le spese di lite, che si liquidano in € ___ per anticipazioni, in € ____ per compensi professionali, oltre al rimborso forfettario del 15%, cpa ed iva.

Così deciso in Padova, il 9.4.2014

Il Giudice

dott. Giovanni G. Amenduni

Tutela del consumatore per l’acquisto di prodotti difettosi

Con l’entrata in vigore del d. legisl. 24 febb. 2002 vi è stata una vera e propria rivoluzione per i consumatori.
In pratica, se avete acquistato un oggetto che risulta essere “
non conforme” rispetto alle Vs. legittime aspettative, è il negoziante stesso che è tenuto a sostituirlo o a ridarvi i soldi.

Sarà, poi, un problema del commerciante (e non più Vostro!) rifarsi delle spese sostenute chiamando in causa il produttore.

In estrema sintesi, secondo la citata legge, un prodotto è “non conforme” quando è inidoneo all’uso abituale (ciò avviene quando il bene, per esempio, un elettrodomestico o un’auto, presenta difetti di funzionamento, o, semplicemente si guasta), oppure quando non ha le qualità e le prestazioni promesse  (ciò avviene quando, per esempio, compriamo una lavatrice non silenziosa, diversamente da quanto enfatizzato nel depliant pubblicitario, etc…).

Oggi la garanzia è per legge su tutti i prodotti acquistati dai consumatori di 2 anni dalla consegna del bene, mentre il difetto del prodotto deve essere denunciato al venditore entro il termine di due mesi.

EccoVi, ora, un modello di denuncia di cui Vi indico la traccia e che, con le opportune modifiche, potrete meglio adattare alle Vs. concrete necessità.

Clicca qui per scarica il modello di denuncia

Qualora, poi, il negoziante facesse “orecchie da mercante”, mi raccomando non demordete.

Studio Legale Avvocato Claudio Calvello || Via Previtali 30 – Abano Terme – Padova

Danno da vacanza rovinata

Talvolta può accadere che la tanto agognata vacanza si trasformi in una vera e propria disavventura, o per meglio dire, in una “fregatura”.

La casistica è la più variegata: albergo diverso da quello raffigurato nel depliant oppure lontano dal mare quando la promessa era di alloggiare a pochi metri dalla spiaggia, servizi inclusi (e pagati) che “magicamente” scompaiono oppure che non funzionano quali ad esempio la piscina, il campo da tennis, il telefono, la tv, gli sport acquatici, la ristorazione antigienica, la stanza d’albergo piccola, sporca, sprovvista di tende, di aria condizionata ed altresì rumorosa, letti da terzo mondo, etc….

In tutti questi casi, ed altri ancora, è possibile ottenere un risarcimento dei danni subìti.
E’ il cd.  
danno da vacanza rovinata, oramai riconosciuto dai nostri Giudici, consistente nel pregiudizio al benessere psicologico, pregiudizio derivato dal mancato godimento, totale o parziale, della vacanza.

In particolare, se abbiamo acquistato un cd. pacchetto turistico organizzato da un tour operator e venduto tramite una agenzia viaggi, possiamo godere della tutela offerta dal Codice del Consumo che prevede la risarcibilità dei pregiudizi (fisici, psicologici, morali) patiti dal turista-consumatore.

Attenti, però: è opportuno fornirsi di prove quali filmati, foto, etc. che documentino, per quanto possibile, quanto da Voi lamentato.

Meglio se, già dal luogo di villeggiatura, inviate un fax di contestazione all’agenzia e/o al tour operator informando dei vari disservizi (il fax è immediato e lascia traccia).
Al ritorno, poi, 
entro 10 giorni, inviate una racc. a.r., al tour Operator ed all’Agenzia di Viaggi, nella quale esporrete i motivi per cui contestate la vacanza.

Cliccando qui potrete scaricare una traccia della raccomandata a.r.

E’ tutelato ed è fonte di risarcimento il danno derivante dall’inadempimento e conseguente responsabilità dell’operatore turistico, in ordine ad un rapporto contrattuale, avente ad oggetto un viaggio organizzato, il quale è ritenuto occasione di piacere, svago o riposo.

Pertanto, trova accoglimento in giurisprudenza il danno da vacanza rovinata.

Il detto danno si concretizza nel pregiudizio dell’interesse del turista di poter godere, a pieno, del viaggio organizzato, come occasione di piacere, svago e riposo.

Trattasi del pregiudizio psicologico che colpisce il danneggiato, per i disagi subiti, la delusione per la mancata realizzazione delle aspettative, il mancato riposo e la necessità di inoltrare reclami e proteste, quindi, di non aver potuto godere dei benefici psicologici che era lecito attendersi dalla vacanza.

La Suprema Corte di Cassazione, con sentenze nn. 8827/2003 e 8828/2003, confermate anche dalla Consulta, ha “svincolato” il diritto alla risarcibilità del danno morale dal concetto di reato penale.

 Pertanto, in ipotesi di danno ingiusto, dal quale sia derivata una lesione ai valori della persona – costituzionalmente garantiti – il danno morale trova riconoscimento anche se il fatto non integra gli estremi del reato penalmente perseguibile.

Qualora, poi, l’operatore turistico o la struttura turistica facesse “orecchie da mercante”, non demordete.

Clicca qui Articolo del Il Gazzettino di Padova del 08 Luglio 2010

Clicca qui Articolo del Il Mattino di Padova del 07 Settembre 2009

Clicca qui Articolo del Il Gazzettino di Padova del 06 Agosto 2009

Clicca qui Articolo del Il Gazzettino di Padova del 19 Agosto 2008