Quando si può cambiare avvocato durante una causa
Cambiare avvocato è un diritto pienamente riconosciuto al cliente in qualsiasi momento del rapporto professionale, anche a procedimento giudiziario in corso. Non esiste alcun vincolo giuridico che impedisca la revoca del mandato all’avvocato in qualunque fase del contenzioso, né tantomeno la nomina di un nuovo difensore. L’unica condizione è che vengano rispettate le regole procedurali e deontologiche previste dalla legge e dal codice di procedura civile.
Questo vale sia nei giudizi civili, sia nei procedimenti penali, amministrativi, tributari o in sede stragiudiziale. Il cliente non è tenuto a fornire alcuna motivazione, anche se nella prassi — soprattutto quando si sospettano errori professionali o disinteresse — tale scelta è quasi sempre legata a situazioni di insoddisfazione o gravi mancanze del legale precedente.
Il tema è particolarmente rilevante nei casi in cui la condotta del legale precedente abbia comportato un pregiudizio irreversibile per la causa, come nei casi di:
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gravi negligenze professionali;
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mancata comparizione in udienza senza giustificato motivo;
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errori procedurali nella proposizione di ricorsi o nel rispetto dei termini;
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totale disinteresse per la pratica o mancata comunicazione con il cliente.
In situazioni simili, il cambio del difensore può essere un passo fondamentale non solo per salvaguardare la causa, ma anche per valutare eventuali profili di responsabilità professionale. Abbiamo affrontato in maniera approfondita questo tema nell’articolo dedicato ai casi in cui la causa è stata irrimediabilmente pregiudicata per totale disinteresse dell’avvocato.
È utile ricordare che non serve attendere la chiusura del procedimento: la nomina di un nuovo avvocato può avvenire anche a pochi giorni dall’udienza, purché il nuovo difensore abbia il tempo tecnico e legale per subentrare correttamente.
Un altro caso frequente riguarda il cliente che vuole cambiare avvocato per mancanza di informazioni, aggiornamenti o spiegazioni sulla strategia processuale. Anche in questi casi, il diritto di revoca resta intatto, così come la possibilità di affidarsi a un altro professionista — purché non si agisca con l’intento di dilatare i tempi del processo o compromettere la regolarità della procedura.
In ogni caso, è bene ricordare che il cambio del difensore non comporta automaticamente la perdita dei diritti acquisiti né l’annullamento degli atti già svolti. Tuttavia, per evitare conseguenze negative, è fondamentale che il passaggio avvenga correttamente, secondo le modalità previste dalla normativa e con una attenta gestione dei tempi.
Come revocare il mandato all’avvocato senza commettere errori
La revoca dell’incarico al proprio avvocato è una procedura relativamente semplice, ma deve essere eseguita con attenzione per evitare ripercussioni sulla causa in corso. In primo luogo, è essenziale sapere che si tratta di un atto unilaterale del cliente, che non necessita di alcuna accettazione da parte del legale uscente.
Il primo passo è redigere una comunicazione formale di revoca del mandato, preferibilmente tramite PEC o raccomandata A/R, con cui si informa l’avvocato della decisione di interrompere il rapporto professionale. È consigliabile specificare il numero della pratica, l’oggetto della causa, il foro competente e, soprattutto, la volontà di nominare un nuovo difensore.
Ecco un esempio sintetico della formula da utilizzare:
“Con la presente, il sottoscritto revoca con effetto immediato l’incarico professionale conferitoLe per la causa pendente dinanzi al Tribunale di […]. Si procederà a nuova nomina di altro difensore. Si chiede la restituzione della documentazione in Suo possesso.”
A questo punto, è fondamentale:
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chiedere la restituzione di tutti i documenti originali relativi alla causa;
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verificare l’esistenza di eventuali pendenze economiche, per evitare blocchi o ritardi da parte del legale uscente;
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notificare al nuovo avvocato la volontà di procedere con subentro formale, così da garantire continuità nella rappresentanza processuale.
Attenzione: l’avvocato revocato ha l’obbligo deontologico di restituire la documentazione al cliente, anche in presenza di eventuali parcelle non saldate. Questo principio è stato più volte ribadito nei codici di condotta forensi ed è fondamentale per non ostacolare la tutela dei diritti del cliente.
Questa fase è particolarmente delicata se ci si trova in una delle seguenti situazioni:
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udienza già fissata a breve termine;
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presenza di atti da depositare o termini imminenti da rispettare;
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richiesta di prosecuzione di una procedura urgente (es. sequestro, ATP, provvedimenti cautelari).
In tali contesti, è fondamentale che il passaggio da un avvocato all’altro avvenga senza soluzione di continuità, evitando vuoti nella difesa tecnica che potrebbero pregiudicare il diritto di difesa.
Nella nostra esperienza, uno degli errori più frequenti è proprio quello di comunicare la revoca senza avere già un nuovo avvocato pronto a subentrare. Questo crea una scopertura processuale che può portare, nei casi più gravi, a decadenze, mancate comparizioni o irricevibilità di domande, con danni irreparabili.
In particolare, se si ha il dubbio che l’avvocato abbia omesso un’attività essenziale o abbia commesso un errore che ha danneggiato la causa, è utile valutare con il nuovo legale anche un’eventuale azione per responsabilità professionale. Su questo abbiamo già approfondito nella guida “Causa persa per colpa dell’avvocato: cosa deve provare il cliente per ottenere il risarcimento“.
Infine, un ultimo aspetto da non sottovalutare è la corretta informazione del giudice. Se la nomina del nuovo difensore avviene poco prima di un’udienza, sarà cura del nuovo avvocato depositare tempestivamente la procura alle liti e presentare istanza di rinvio per sostituzione del difensore, se necessario. Non eseguire questa comunicazione può comportare assenze ingiustificate all’udienza con conseguenze negative, come già illustrato nel nostro articolo sulla perdita dell’udienza per errore del legale.
Cosa rischia il cliente se cambia avvocato in corso di causa
Uno dei dubbi più frequenti che ci viene posto riguarda i rischi concreti legati al cambio di avvocato durante una causa già avviata. La preoccupazione è legittima, soprattutto se il procedimento è in fase avanzata o se sono in ballo termini perentori, scadenze processuali, atti istruttori o udienze imminenti.
In realtà, il cliente che decide di cambiare avvocato non perde i propri diritti se rispetta le procedure corrette. Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione ad alcuni aspetti operativi e strategici per evitare errori che possono compromettere la regolarità del processo.
Principali rischi da evitare
| Rischio | Conseguenza | Come evitarlo |
|---|---|---|
| Assenza in udienza | Possibile cancellazione della causa, rinvio o decisione in contumacia | Il nuovo avvocato deve depositare per tempo la procura alle liti e chiedere, se necessario, il rinvio |
| Ritardi nel passaggio di documentazione | Il nuovo difensore non ha accesso a fascicoli, memorie e prove | Richiedere espressamente al vecchio legale la restituzione completa e tempestiva degli atti |
| Decadenze da termini processuali | Perdita del diritto a proporre domande, eccezioni o mezzi di prova | Il subentro deve avvenire senza vuoti temporali tra un avvocato e l’altro |
| Costi aggiuntivi | Possibili contestazioni sui compensi o richieste di saldi pendenti | Verificare lo stato economico della pratica prima della revoca |
In molti casi, i rischi maggiori nascono non dal cambio in sé, ma dalla mancata pianificazione: se il cliente comunica la revoca al vecchio avvocato prima di avere individuato e contattato il nuovo, si crea un “vuoto difensivo” che può avere impatti anche molto seri sullo stato del giudizio.
Inoltre, è utile ricordare che anche se il cliente è insoddisfatto, non può impedire all’avvocato uscente di chiedere il pagamento delle attività svolte fino alla revoca, purché correttamente documentate. Allo stesso tempo, se l’avvocato si è comportato in modo scorretto o negligente, è legittimo contestare il compenso, come descritto nel nostro approfondimento “Nessun compenso in caso di grave inadempimento professionale”.
Cambio legale e continuità difensiva
Un tema cruciale è quello della continuità nella difesa tecnica: nei giudizi civili, ad esempio, la nomina del nuovo difensore deve avvenire prima che il precedente venga revocato, così da garantire la presenza di un rappresentante legale in ogni fase. Ciò è particolarmente importante nei procedimenti urgenti o in fase decisoria.
Molti clienti ci chiedono: “E se il mio vecchio avvocato non mi restituisce i documenti?” La risposta è netta: l’avvocato ha l’obbligo deontologico e professionale di riconsegnare tutta la documentazione in suo possesso, anche se non ha ricevuto il pagamento del saldo. In caso contrario, può incorrere in sanzioni disciplinari o addirittura in una azione legale per trattenuta indebita.
Anche da questo punto di vista, è opportuno scegliere un nuovo legale che non solo subentri con rapidità, ma che sappia gestire con fermezza eventuali ostacoli posti dal difensore uscente, come richieste economiche improprie o atteggiamenti ostruzionistici.
Infine, il cambio dell’avvocato è spesso l’occasione per riorientare strategicamente la causa: analizzare quanto già fatto, rivalutare le scelte processuali e, se necessario, rimodulare completamente la linea difensiva. Questo è possibile solo se il nuovo difensore è adeguatamente formato, aggiornato e in grado di colmare le eventuali lacune lasciate dal collega precedente.
Quali sono i costi per cambiare avvocato e chi li paga
Cambiare avvocato non è gratuito, ma il cliente ha il diritto di sapere quali sono le spese effettive da sostenere, come vengono calcolate e soprattutto chi è tenuto a pagarle. Questo tema genera spesso confusione, soprattutto quando il rapporto con il legale uscente si è deteriorato e si teme di dover affrontare doppie parcelle o spese impreviste.
Il primo elemento da chiarire è che il vecchio avvocato ha diritto a essere pagato solo per le attività svolte fino al momento della revoca, purché siano:
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documentate nel fascicolo o nei depositi telematici;
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realmente utili alla causa;
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non viziate da errori professionali o negligenza.
Se l’avvocato ha lavorato in modo diligente, è tenuto a redigere una nota spese dettagliata secondo i parametri forensi. Tuttavia, se si sospetta che vi siano state inadempienze gravi, è possibile contestare la parcella, come approfondito nella guida “Avvocato: non un qualsiasi errore professionale fa scattare la sua responsabilità”.
Chi paga le spese legali quando si cambia avvocato?
| Situazione | Chi paga | Note |
|---|---|---|
| Revoca senza colpa del legale | Il cliente paga il compenso dovuto al precedente difensore | Solo per le attività effettivamente svolte |
| Revoca per inadempimento o errore grave | Il cliente può contestare o rifiutare il pagamento | Serve una valutazione legale e documentale |
| Nuova nomina con patrocinio a spese dello Stato | L’onorario del nuovo legale è a carico dello Stato | Solo se i requisiti reddituali sono rispettati |
| Avvicendamento tra colleghi all’interno dello stesso studio | In genere non si generano doppie parcelle | Verificare accordi interni o mandati distinti |
Quando il cambio è motivato da negligenza, disinteresse o errori gravi, può essere utile attivare una procedura per responsabilità professionale e chiedere la restituzione di quanto eventualmente già pagato, se non dovuto. Ne parliamo in dettaglio nell’articolo “Responsabilità professionale dell’avvocato per ignoranza di istituti elementari del diritto”.
Costi del nuovo avvocato: attenzione a preventivo e strategia
Quando si sceglie il nuovo legale, è opportuno:
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richiedere un preventivo chiaro e scritto per la nuova fase di assistenza;
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accertarsi che il nuovo avvocato esamini l’intero fascicolo precedente;
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chiedere se saranno necessari atti integrativi, memorie o istanze di rinvio per gestire correttamente il subentro.
Se il nuovo avvocato rileva errori del precedente, può consigliare azioni correttive o, nei casi più gravi, azioni risarcitorie, come spieghiamo nella guida “Come un banale errore dell’avvocato può risultare fatale”.
È fondamentale non sottovalutare l’impatto economico di un cambio legale, ma allo stesso tempo è importante considerare che insistere con un avvocato inadeguato può costare molto di più in termini di danni, perdita della causa e tempo sprecato.
“Meglio sostenere un costo iniziale per un nuovo legale competente che proseguire con chi ha già compromesso il buon esito della causa.”
Studio Legale Calvello
Come scegliere il nuovo avvocato dopo una revoca: criteri pratici e consigli utili
Dopo aver revocato il mandato al precedente avvocato, la scelta del nuovo legale rappresenta un momento cruciale. Non solo perché si tratta di affidare a un altro professionista una causa già avviata, ma perché questa decisione può determinare il successo o il fallimento della strategia difensiva da quel momento in poi.
Chi si rivolge al nostro Studio Legale spesso ci chiede: “Come posso essere sicuro di non commettere un altro errore?” La risposta sta in un processo decisionale razionale, consapevole, e soprattutto informato.
Criteri concreti per scegliere il nuovo avvocato
| Aspetto da valutare | Cosa controllare | Perché è importante |
|---|---|---|
| Specializzazione | Esperienza nel contenzioso civile o nella materia specifica della causa | Un legale generalista potrebbe non avere la competenza richiesta |
| Esperienza con subentri in corso di causa | Capacità di analizzare fascicoli altrui e rimodulare la strategia | Serve prontezza, lucidità e sensibilità giuridica |
| Comunicazione chiara | Spiegazioni trasparenti su tempi, costi e probabilità di successo | Evita malintesi e migliora il rapporto fiduciario |
| Referenze e presenza online | Articoli pubblicati, recensioni, autorevolezza del sito | Un avvocato aggiornato è anche un avvocato più consapevole |
| Chiarezza nel preventivo | Indicazione puntuale delle attività previste | Evita sorprese economiche e contenziosi successivi |
Il nuovo avvocato deve prendere in mano la situazione in tempi rapidi, esaminare il fascicolo, individuare eventuali errori precedenti, valutare se e come recuperare le criticità processuali e fornire una valutazione chiara della situazione attuale.
“Chi subentra in una causa già compromessa deve avere non solo competenza tecnica, ma anche lucidità strategica e capacità di spiegare con chiarezza cosa è recuperabile e cosa no.”
Studio Legale Calvello
Un professionista esperto saprà anche gestire il delicato passaggio dei documenti e, se necessario, agire con determinazione nei confronti del precedente avvocato per ottenere tutto il necessario (atti, memorie, corrispondenza, istanze, PEC, fascicolo telematico). In caso di ostruzionismo, sarà pronto a tutelare il cliente anche sotto il profilo deontologico e risarcitorio.
È in questa fase che spesso emergono elementi per valutare eventuali profili di responsabilità professionale del legale precedente, come illustrato nell’articolo “La responsabilità dell’avvocato: grava sul professionista l’obbligo di rappresentare al cliente tutte le questioni ostative al raggiungimento del risultato”.
Cosa fare se l’avvocato non restituisce i documenti o ostacola il passaggio
Uno dei problemi più frequenti che ci segnalano i clienti riguarda il comportamento dell’avvocato uscente dopo la revoca dell’incarico, in particolare la mancata restituzione della documentazione o addirittura forme di ostruzionismo nel passaggio al nuovo legale.
È bene sapere che l’avvocato non può trattenere documenti o atti del cliente per nessun motivo, nemmeno per il mancato pagamento della parcella. La documentazione fornita dal cliente o prodotta nell’ambito del mandato è di esclusiva titolarità del cliente stesso e deve essere restituita immediatamente su richiesta.
“L’avvocato, cessato il mandato, ha l’obbligo di restituire tempestivamente al cliente ogni documento ricevuto e ogni atto redatto nell’interesse dello stesso.”
Art. 43 Codice Deontologico Forense
Questo obbligo si applica anche quando il professionista ritiene di avere crediti non saldati: trattenere i documenti è una condotta gravemente lesiva dei diritti del cliente e può comportare sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine professionale, oltre che responsabilità civile.
Documenti che devono essere restituiti dall’avvocato revocato
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Fascicolo cartaceo e/o digitale completo della causa;
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Atti di parte depositati (comparse, memorie, istanze);
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Comunicazioni ricevute da controparte e cancelleria;
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Ricevute di deposito e notifiche effettuate;
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Eventuali pareri scritti o consulenze tecniche;
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Copie delle PEC inviate e ricevute;
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Lettere e relazioni riservate redatte per il cliente.
Nel caso in cui l’avvocato non ottemperi alla richiesta, il cliente ha diverse possibilità:
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inviare una diffida formale tramite PEC o raccomandata;
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segnalare il comportamento all’Ordine degli Avvocati competente;
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incaricare il nuovo avvocato di intervenire con formale richiesta e successiva procedura.
Un approfondimento utile su questo tema è disponibile nel nostro articolo “Malavvocatura: avvocato condannato a risarcire € 200.000,00 all’ex cliente malamente assistito”, dove analizziamo una delle ipotesi più gravi di responsabilità per ostacolo alla difesa.
E se l’avvocato ha smarrito o perso i documenti?
Se l’avvocato non è in grado di restituire gli atti per incuria, disordine o smarrimento, siamo di fronte a una violazione gravissima del dovere professionale. In questo caso, il cliente ha diritto non solo a ottenere un risarcimento, ma anche a rivalersi per il danno derivante dal pregiudizio causato alla causa.
Il nuovo legale potrà valutare, con documentazione alla mano, l’entità del danno subito, e se ricorrono i presupposti per un’azione legale per responsabilità professionale, come spiegato nell’articolo “Responsabilità professionale dell’avvocato: alla condotta omissiva si applica la regola del “più probabile che non””.
In conclusione, il cliente non è in balia del professionista uscente: la normativa e la deontologia forense lo tutelano pienamente. È sufficiente conoscere i propri diritti e agire con prontezza, affidandosi a uno Studio Legale strutturato che sappia difendere anche il passaggio tra professionisti, senza esitazioni né ritardi.
Quando è opportuno cambiare avvocato: segnali da non sottovalutare
Molti clienti ci chiedono: “Come faccio a capire se devo cambiare avvocato?” La risposta non è sempre immediata, ma esistono segnali precisi che, se ignorati, possono compromettere il buon esito della causa e aggravare la posizione del cliente, tanto sotto il profilo processuale quanto economico.
In questa fase è fondamentale non minimizzare comportamenti che possono apparire come semplici disorganizzazioni o ritardi. Il rapporto fiduciario tra cliente e difensore deve basarsi su trasparenza, disponibilità e affidabilità tecnica: quando questi elementi vengono meno, è doveroso valutare il cambio.
Principali segnali di allarme
| Comportamento del legale | Cosa comporta | Quando intervenire |
|---|---|---|
| Non risponde a email o telefonate | Perdita di aggiornamenti su udienze e scadenze | Subito: rischi di decadenze o decisioni senza difesa |
| Non ti informa sulle scelte strategiche | Mancanza di partecipazione consapevole del cliente | Grave violazione del dovere informativo |
| Ti rassicura ma non ti spiega nulla | Falsa percezione di sicurezza, mancanza di trasparenza | Se non chiarisce, sta eludendo il confronto |
| Perde udienze o scadenze | Rischio concreto di danni processuali irreparabili | Intervento immediato, anche per valutare responsabilità |
| Non ti fornisce copia degli atti | Mancanza di controllo sul proprio fascicolo | Segnale di disorganizzazione o chiusura |
| Ti propone conciliazioni senza valutare le alternative | Potenziale sottovalutazione del tuo diritto | Va verificato se è tutela o semplice fretta di chiudere |
| Ti presenta parcelle vaghe e mai anticipate | Difficile gestione del rapporto economico | Segnale di scarsa professionalità o conflitto in arrivo |
Un cliente non deve mai sentirsi ignorato, escluso o disorientato. La fiducia è centrale, ma non può essere cieca. È lecito attendersi aggiornamenti puntuali, chiarezza sugli sviluppi, visione strategica, rispetto dei termini e disponibilità al confronto. In caso contrario, è meglio valutare con tempestività la revoca del mandato, prima che i danni siano irreversibili.
“La responsabilità dell’avvocato non nasce solo da errori gravi: anche l’assenza di comunicazione e partecipazione può costituire un illecito professionale.”
Studio Legale Calvello
In molti casi, i clienti ci hanno contattato dopo aver perso fiducia nel loro difensore ma senza sapere se fosse possibile o corretto procedere al cambio. Abbiamo approfondito queste situazioni nell’articolo “L’avvocato è responsabile se non sconsiglia di intraprendere un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole”, che descrive uno dei casi tipici di omissione grave.
Ricordiamo anche che alcuni segnali non riguardano solo la comunicazione, ma anche la competenza tecnica: un avvocato che sbaglia a compilare un atto, che non conosce termini o che ignora istituti giuridici elementari può arrecare danni gravi e concreti, come nel caso trattato nell’articolo sulla “responsabilità dell’avvocato per ignoranza di istituti elementari del diritto”.
Il nostro consiglio è semplice: se qualcosa non torna, approfondite subito. Meglio un confronto preventivo con un nuovo legale che rimpianti successivi. Il tempo, in ambito legale, è una risorsa che non si può sprecare.
Il cambio dell’avvocato fa perdere i diritti o annulla gli atti della causa?
Una delle paure più diffuse tra i clienti che stanno valutando di cambiare avvocato durante una causa è quella di perdere tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento: memorie già depositate, istanze, domande istruttorie, prove ammesse, atti processuali.
È una paura infondata. Il cambio del difensore non comporta mai, di per sé, la perdita dei diritti già acquisiti o l’annullamento degli atti regolarmente depositati. Tutto ciò che è stato correttamente svolto in precedenza resta valido e produce pienamente i suoi effetti, anche se cambia il professionista incaricato della difesa.
Quando l’avvocato può essere ritenuto responsabile
Un avvocato non è responsabile solo perché la causa è stata persa: lo diventa se ha violato i doveri di diligenza, perizia e informazione, e questa condotta ha causato un danno patrimoniale al cliente, secondo il principio del “più probabile che non” (ossia che, con una condotta corretta, il risultato sarebbe stato diverso).
Sono molti i casi in cui la giurisprudenza riconosce la colpa dell’avvocato:
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Mancata proposizione di un ricorso nei termini;
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Omissione di atti fondamentali per la causa;
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Errata indicazione di dati o riferimenti nel processo;
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Totale disinteresse per la pratica;
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Mancato consiglio sul rischio di lite temeraria;
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Ignoranza del diritto o degli istituti fondamentali;
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Violazione dell’obbligo di informare il cliente sulla strategia e sui rischi processuali.
Tutti questi esempi sono stati trattati nei nostri approfondimenti, tra cui:
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Responsabilità professionale dell’avvocato per ignoranza di istituti elementari del diritto
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Lite temeraria: l’avvocato deve fare da primo filtro valutativo
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Responsabilità per mancata proposizione del ricorso per Cassazione
Come agire concretamente
Dopo il cambio dell’avvocato, il nuovo legale potrà:
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Analizzare il fascicolo e individuare eventuali errori professionali;
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Redigere una relazione tecnica sulla condotta del precedente avvocato;
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Iniziare un tentativo di risoluzione stragiudiziale tramite diffida o richiesta di risarcimento;
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Agire giudizialmente per responsabilità contrattuale e professionale.
Nel frattempo, è importante conservare tutta la documentazione disponibile, comprese le email, le comunicazioni scritte, i depositi telematici, e la corrispondenza tra cliente e legale. Questo materiale sarà fondamentale per ricostruire il comportamento professionale e dimostrare il nesso causale tra la condotta del legale e il danno subìto.
“Quando un avvocato sbaglia gravemente e il cliente agisce per tutelarsi, non si tratta di vendetta ma di giustizia: la responsabilità professionale è una forma di garanzia per i cittadini.”
Studio Legale Calvello
Infine, ricordiamo che, in caso di danno effettivo, il cliente può agire anche contro la compagnia assicurativa dell’avvocato, che per legge è obbligato a essere coperto da una polizza RC professionale. Il nostro Studio è in grado di accompagnare il cliente in ogni fase, dall’analisi tecnica alla trattativa fino all’azione risarcitoria, con un approccio professionale, concreto e basato su anni di esperienza specifica.
Domande frequenti sul cambio dell’avvocato in corso di causa
1. Posso cambiare avvocato anche se la causa è già iniziata?
Sì, è un tuo diritto. Puoi revocare il mandato in qualsiasi momento del processo e nominare un nuovo legale, senza dover fornire motivazioni.
2. Se cambio avvocato, rischio di perdere la causa?
No, purché il nuovo legale subentri tempestivamente e con competenza. Gli atti già validamente compiuti restano efficaci e il processo prosegue regolarmente.
3. Cosa succede se il vecchio avvocato non mi restituisce i documenti?
È una grave violazione. Può essere diffidato formalmente e segnalato all’Ordine. Non ha alcun diritto a trattenere gli atti, neanche in caso di parcelle non pagate.
4. Devo pagare due volte se cambio avvocato?
Pagherai il precedente difensore solo per le attività realmente svolte e documentate. Il nuovo legale elaborerà un nuovo preventivo. Non ci sono “doppie parcelle”.
5. Posso contestare l’onorario del vecchio avvocato?
Sì, se ritieni che non abbia agito con diligenza o non abbia portato avanti correttamente la causa, è possibile contestare la parcella o non pagarla del tutto.
6. È possibile ottenere un risarcimento se l’avvocato ha causato un danno?
Sì, in presenza di un errore professionale rilevante o grave negligenza, puoi agire per responsabilità professionale e chiedere il risarcimento del danno subito.
7. Come posso sapere se l’avvocato ha sbagliato?
Un nuovo avvocato può analizzare il fascicolo, confrontare le attività svolte con quelle dovute e redigere una valutazione tecnica sull’operato del collega uscente.
8. Il nuovo avvocato può recuperare gli errori fatti dal precedente?
In alcuni casi sì. Se il danno non è irreversibile e ci sono margini processuali, è possibile agire per rimodulare la strategia difensiva e chiedere eventuali riammissioni.
9. Serve il consenso dell’avvocato per revocare il mandato?
No, la revoca è unilaterale. Devi solo notificargliela formalmente tramite PEC o raccomandata. Non può opporsi né rallentare il procedimento di cambio.
10. Il mio avvocato è stato negligente, ma non ho prove: cosa posso fare?
Spesso gli errori emergono dagli atti e dalla documentazione. Un’analisi tecnica accurata da parte di un altro legale può fornire elementi oggettivi su cui costruire una contestazione o un’azione risarcitoria.
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