Quando il pedone ha diritto al risarcimento: il principio generale della responsabilità del conducente
In caso di investimento di un pedone, la regola generale stabilita dal nostro ordinamento è chiara: la responsabilità grava inizialmente sul conducente del veicolo, salvo che questi riesca a dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente. Si tratta di un’impostazione fondata sull’art. 2054 del Codice Civile, secondo cui:
“Il conducente di un veicolo è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o cose se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.”
Questo principio si applica a prescindere dal fatto che il pedone abbia attraversato sulle strisce o meno. Tuttavia, è evidente che l’esito della richiesta di risarcimento dipende da molteplici fattori, tra cui:
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la condotta del pedone al momento dell’attraversamento;
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le condizioni del traffico e della strada;
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la visibilità e velocità del veicolo;
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la presenza di attraversamenti pedonali segnalati;
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l’eventuale concorso di colpa.
Nella maggior parte dei casi, soprattutto quando l’investimento avviene in ambiente urbano o nei pressi di strisce pedonali, le compagnie assicurative tendono a riconoscere almeno una presunzione di responsabilità in capo al conducente.
Approfondimento utile: Abbiamo spiegato qui come può essere superata la presunzione di responsabilità del conducente, ma solo a certe condizioni.
Inoltre, è importante sapere che il pedone non ha bisogno di dimostrare la colpa dell’automobilista, ma solo il nesso tra la condotta del conducente e il danno subito. È quest’ultimo a dover provare che l’incidente si è verificato per causa a lui non imputabile.
La tendenza è quella di tutelare il soggetto debole della strada, proprio come il pedone. È per questo motivo che anche chi ha attraversato fuori dalle strisce può ottenere un risarcimento, purché non abbia tenuto una condotta talmente imprevedibile da interrompere il nesso causale. Ma di questo parleremo nella prossima sezione.
Tabella riepilogativa delle situazioni più comuni e probabilità di risarcimento:
| Situazione del pedone | Probabilità di risarcimento | Note |
|---|---|---|
| Attraversa sulle strisce | Molto alta | Responsabilità quasi sempre del conducente |
| Attraversa fuori dalle strisce | Media/Alta | Con possibile concorso di colpa |
| Attraversa col semaforo rosso | Bassa | Può esserci esclusione o forte riduzione del danno |
| Attraversa in zona buia/tra le auto | Media | Dipende da visibilità e velocità del veicolo |
| Attraversamento improvviso | Variabile | Valutato caso per caso |
Questa prima analisi serve a comprendere quando ha senso attivarsi per ottenere un risarcimento e soprattutto perché rivolgersi a uno studio legale esperto può fare la differenza, evitando che l’assicurazione riconosca solo una somma simbolica o addirittura nulla.
Se sei interessato ad approfondire l’intero spettro dei danni risarcibili in ambito di infortunistica stradale, abbiamo preparato una guida completa per aiutarti a capire quanto ti spetta davvero.
Pedone investito sulle strisce, fuori dalle strisce o col semaforo rosso: cosa cambia per il risarcimento?
Una delle domande che riceviamo più frequentemente riguarda il diritto al risarcimento in base alla modalità dell’attraversamento. Infatti, chi è stato investito come pedone in città spesso si chiede se il fatto di essere o meno sulle strisce pedonali, oppure se il semaforo fosse verde o rosso, cambi qualcosa nel diritto al risarcimento. La risposta è: sì, cambia, ma non nel modo che si immagina comunemente.
1. Pedone investito sulle strisce pedonali
Chi viene investito mentre attraversa regolarmente sulle strisce pedonali, in presenza o meno del semaforo, si trova nella condizione più favorevole per ottenere il risarcimento completo del danno. Il conducente del veicolo ha infatti l’obbligo di rallentare e fermarsi in prossimità di un attraversamento pedonale. Il mancato rispetto di questa norma è fonte diretta di responsabilità civile.
“Il conducente deve sempre rallentare in prossimità di un attraversamento pedonale e dare precedenza ai pedoni che attraversano.”
In queste situazioni, le compagnie assicurative difficilmente riescono a negare il risarcimento. Tutt’al più, potranno eccepire una minima percentuale di concorso di colpa se il pedone non era ben visibile o ha iniziato l’attraversamento in modo repentino.
In caso di incidente sulle strisce, consigliamo di attivarsi subito. Abbiamo spiegato bene cosa fare dopo un incidente stradale in città per non perdere tempo e opportunità risarcitorie.
2. Pedone investito fuori dalle strisce pedonali
Il fatto di attraversare fuori dalle strisce pedonali non comporta automaticamente la perdita del diritto al risarcimento, ma apre la strada a una valutazione più complessa. La totale responsabilità del conducente non è esclusa: permane l’onere, infatti, di mantenere una condotta prudente, adatta alle circostanze di tempo e luogo.
Tuttavia, in questo scenario è frequente il concorso di colpa, ovvero la ripartizione della responsabilità tra pedone e automobilista. Ciò significa che il risarcimento riconosciuto può essere ridotto in percentuale, anche in misura rilevante (30%, 50%, a volte oltre).
A questo proposito, suggeriamo di leggere l’approfondimento su concorso di colpa e responsabilità ex art. 2054 c.c.
Chi attraversa fuori dalle strisce di notte, tra le auto parcheggiate o senza guardare potrebbe vedersi attribuire una responsabilità concorrente, ma non per questo perde il diritto a essere risarcito. L’entità del risarcimento dipenderà dal grado di colpa attribuito al pedone.
3. Pedone investito col semaforo rosso
Questo è il caso più critico. Il pedone che attraversa col rosso infrange una norma chiara del Codice della Strada, esponendosi a una responsabilità personale. Tuttavia, anche in questo caso non tutto è perduto.
Infatti, il conducente potrebbe comunque essere ritenuto parzialmente o anche totalmente responsabile se:
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procedeva a velocità eccessiva,
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non ha fatto nulla per evitare l’impatto,
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vi erano condizioni di visibilità che avrebbero imposto una maggiore prudenza.
La giurisprudenza tende ad attribuire un concorso di colpa prevalente al pedone (fino all’80%), ma una quota di risarcimento può comunque spettare in base alla dinamica.
Tabella sintetica: risarcibilità in base al comportamento del pedone
| Tipo di attraversamento | Diritto al risarcimento | Note operative |
|---|---|---|
| Sulle strisce, con semaforo verde | Sì, integrale | Il caso più favorevole al pedone |
| Sulle strisce, senza semaforo | Sì, integrale | Presunzione di colpa del conducente |
| Fuori dalle strisce | Sì, parziale | Concorso di colpa valutato caso per caso |
| Col semaforo rosso | Sì, ma fortemente ridotto | Possibile riduzione fino all’80% del danno |
Conclusione pratica: anche chi è stato investito fuori dalle strisce o col rosso non deve rinunciare a far valere i propri diritti. Occorre affidarsi a uno studio legale esperto in infortunistica stradale, che sappia ricostruire i fatti e far valere la responsabilità dell’automobilista nei limiti consentiti dalla legge.
In situazioni di incertezza, può essere utile una valutazione preliminare: il nostro Studio offre la possibilità di richiedere una consulenza legale diretta per casi di pedoni investiti in città.
Come ottenere un risarcimento dopo essere stati investiti come pedone: tempi, documenti, procedura
Chi subisce un incidente stradale da pedone si trova spesso in una situazione di totale disorientamento: dolore fisico, paura, dubbi su chi contattare, assenza di informazioni chiare sui passi da compiere per ottenere un risarcimento. Eppure, proprio nelle prime ore dopo l’incidente si pongono le basi per il buon esito della procedura.
1. Cosa fare subito dopo l’investimento
Il primo passo, se le condizioni lo consentono, è raccogliere prove e documenti. Più informazioni si raccolgono sul posto, migliori saranno le possibilità di ottenere un risarcimento equo. In particolare:
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fotografare il punto d’impatto, la posizione del corpo, i veicoli coinvolti, la segnaletica stradale;
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annotare nomi e numeri di telefono di eventuali testimoni;
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richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per la redazione del verbale d’incidente (indispensabile);
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conservare ogni documento medico: referti, pronto soccorso, esami, prescrizioni, fatture.
Anche se si è stati trasportati in ospedale e non si è potuto fare nulla sul momento, è possibile richiedere copia del verbale alle autorità e avviare una ricostruzione dell’accaduto a posteriori.
Abbiamo spiegato nel dettaglio cosa fare subito dopo un incidente stradale anche in caso di infortunio da pedone.
2. A chi rivolgersi: assicurazione o avvocato?
Qui si apre un punto critico. Molte persone, per abitudine o per mancanza di informazioni, si affidano direttamente all’assicurazione del veicolo che ha causato l’incidente. In alcuni casi si rivolgono a agenzie di infortunistica stradale, convinti che “seguano tutto loro”.
Il problema? Questi soggetti non sono avvocati e non possono tutelare legalmente il pedone. La compagnia assicurativa avversaria ha interesse a liquidare il meno possibile. E l’infortunistica ha come primo obiettivo ottenere il compenso da percentuale, non sempre garantendo il massimo risarcimento.
Solo un avvocato esperto in responsabilità civile e infortunistica stradale ha gli strumenti legali per:
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contestare le perizie mediche assicurative;
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difendere il pedone nei casi di concorso di colpa;
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avviare rapidamente una trattativa risarcitoria efficace;
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proporre, se necessario, un accertamento tecnico preventivo o un giudizio ordinario.
3. La procedura per ottenere il risarcimento
La richiesta danni si articola generalmente in queste fasi:
| Fase | Cosa comporta |
|---|---|
| Raccolta documenti | Verbale, referti, foto, certificati, testimoni |
| Richiesta danni | Lettera formale all’assicurazione con indicazione dettagliata dei danni |
| Valutazione medica | Visita medico-legale per la determinazione dell’invalidità temporanea e/o permanente |
| Offerta assicurativa | La compagnia formula una proposta di liquidazione (spesso inferiore al dovuto) |
| Accettazione o causa | Il danneggiato può accettare, oppure avviare un’azione legale |
Tempi per il risarcimento:
Secondo il Codice delle Assicurazioni (art. 148), la compagnia ha 60 giorni di tempo per formulare un’offerta di risarcimento (30 se il sinistro è stato accertato da un verbale). Tuttavia, senza pressione legale o azione giudiziaria, molte assicurazioni prolungano i tempi o non rispondono affatto.
Importante: il termine per esercitare l’azione civile per danni da sinistro stradale è di 2 anni dalla data dell’incidente (art. 2947 c.c.). Trascorso questo termine, il diritto si prescrive.
4. Quali danni può richiedere il pedone investito?
Il risarcimento non riguarda solo le spese mediche, ma include tutte le voci di danno patrimoniale e non patrimoniale. In particolare:
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Danno biologico: lesione alla salute temporanea o permanente;
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Danno patrimoniale: perdita del reddito, spese mediche, fisioterapia, farmaci, trasporti;
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Danno morale: sofferenza, dolore, disagio psicologico;
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Danno esistenziale: limitazioni alla vita di relazione, sportiva, familiare.
Abbiamo chiarito tutti questi aspetti in questa guida sui risarcimenti per incidenti stradali, che ti consigliamo di consultare.
In presenza di lesioni gravi o invalidanti, il calcolo del danno deve essere fatto da uno specialista medico-legale, e l’importo può arrivare anche a decine di migliaia di euro, a seconda della percentuale di invalidità riconosciuta.
Pedone investito: quando c’è concorso di colpa e come incide sul risarcimento
Molti ci contattano chiedendoci: “Se ho attraversato fuori dalle strisce, ho ancora diritto al risarcimento?” oppure “Mi hanno detto che è anche colpa mia: significa che non avrò nulla?”. In realtà, nel nostro ordinamento il concorso di colpa non esclude il risarcimento, ma lo riduce proporzionalmente.
Si parla di concorso di colpa del pedone quando il suo comportamento ha contribuito alla causazione dell’incidente, ad esempio:
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attraversamento improvviso fuori dalle strisce;
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passaggio in mezzo al traffico tra le auto in sosta;
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distrazione evidente (uso del telefono, auricolari, ecc.);
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attraversamento col semaforo rosso;
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mancata attenzione alle condizioni del traffico.
Il Codice Civile (art. 1227) stabilisce che il risarcimento deve essere ridotto in proporzione alla colpa concorrente del danneggiato.
Abbiamo già illustrato in questo articolo come si può quantificare o contestare una responsabilità parziale in caso di incidente.
Esempi concreti di concorso di colpa del pedone
| Comportamento del pedone | Probabile concorso di colpa (%) | Impatto sul risarcimento |
|---|---|---|
| Attraversa fuori dalle strisce in zona urbana | 20–40% | Riduzione parziale dell’importo |
| Attraversa con il semaforo rosso | 50–80% | Forte riduzione, ma non esclusione automatica |
| Attraversa improvvisamente tra le auto in sosta | 30–50% | Dipende dalla visibilità e dalla velocità |
| Cammina sul ciglio della strada senza visibilità | 20–40% | Concorso spesso contestabile |
| Attraversa distratto o con auricolari | 20–30% | Variabile in base alle circostanze |
Il ruolo dell’avvocato: come difendersi da un concorso di colpa eccessivo
In fase di trattativa, le compagnie assicurative tendono spesso a “gonfiare” il concorso di colpa del pedone per ridurre la somma da corrispondere. È qui che interviene la figura dell’avvocato:
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analizza in dettaglio la dinamica dell’incidente;
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verifica la documentazione e la posizione delle parti;
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contesta la ripartizione di colpa quando è sproporzionata o arbitraria;
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difende il pedone in caso di perizia medico-legale sottostimata;
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promuove azioni giudiziarie se la compagnia non riconosce un equo risarcimento.
È molto importante non accettare mai un’offerta risarcitoria senza prima consultare un legale. Anche un “concorso di colpa apparente” può essere ridotto o eliminato se dimostriamo che il conducente non ha fatto tutto il possibile per evitare l’investimento.
Questo vale soprattutto nei casi in cui l’incidente sia avvenuto in ambito urbano: qui vige un obbligo di particolare prudenza per il conducente, come abbiamo sottolineato in più punti della nostra guida al Nuovo Codice della Strada 2024.
In definitiva, anche chi ha avuto una parte di responsabilità ha tutto il diritto di ottenere un risarcimento. Non è raro che, con l’assistenza giusta, si riesca a ridurre il concorso di colpa inizialmente attribuito dal perito assicurativo.
Non lasciarti scoraggiare da chi ti dice che “è anche colpa tua, quindi non ti spetta nulla”: nella maggior parte dei casi questo è falso e serve solo a farti rinunciare ai tuoi diritti.
Meglio rivolgersi a un avvocato o a un’agenzia di infortunistica stradale?
Una delle scelte più importanti, quando si è stati investiti come pedoni, riguarda a chi affidarsi per ottenere il risarcimento. La maggior parte delle persone, spinte dalla fretta o dalla scarsa informazione, tende a rivolgersi a un’agenzia di infortunistica stradale, convinta che “sia più veloce” o “tanto non serve un avvocato”. Ma è proprio in questa fase che si gioca la qualità e la quantità del risarcimento finale.
Le differenze tra avvocato e infortunistica: cosa sapere
| Aspetto | Avvocato esperto in infortunistica | Agenzia di infortunistica stradale |
|---|---|---|
| Titolo professionale | Laurea in Giurisprudenza + iscrizione all’Albo | Nessuna abilitazione legale |
| Potere di rappresentanza legale | Sì, anche in giudizio | No, non può agire in giudizio |
| Garanzia di indipendenza | Sì, per legge e codice deontologico | No |
| Difesa del cliente in concorso di colpa | Sì, con impugnazioni e azioni civili | No, si limita alla trattativa |
| Controllo dell’intera pratica | Diretto e personale | Non necessariamente |
| Compenso | Con accordo scritto, trasparente, secondo parametri forensi | Percentuale anche molto alta |
Come si può notare, l’avvocato è l’unica figura legalmente abilitata a tutelarti anche in caso di trattativa fallita o diniego del risarcimento. L’agenzia di infortunistica può aiutare nella fase iniziale, ma si ferma quando le cose si complicano: ad esempio, quando la compagnia contesta la dinamica, attribuisce un concorso di colpa eccessivo oppure nega la liquidazione di alcune voci di danno.
Questo è particolarmente frequente nei casi di pedoni investiti fuori dalle strisce o col semaforo rosso, dove l’intervento di un legale può fare la differenza tra ottenere il 70% o nulla.
Perché le assicurazioni preferiscono le infortunistiche alle avvocature?
La risposta è semplice: le infortunistiche non possono opporsi in giudizio, né contestare formalmente le decisioni dell’assicurazione. Questo significa che:
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accettano spesso offerte ridotte pur di chiudere la pratica;
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non difendono il cliente da una perizia medico-legale sottostimata;
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non impugnano l’attribuzione del concorso di colpa;
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non avviano ATP (Accertamenti Tecnici Preventivi), fondamentali per i casi complessi.
Solo un avvocato civilista specializzato in responsabilità da sinistro stradale può garantire una tutela completa ed efficace.
A tal proposito, ti consigliamo di leggere questo approfondimento su come funzionano i risarcimenti da incidente stradale se vuoi capire bene cosa ti spetta e quali insidie evitare.
Quando rivolgersi subito a uno Studio Legale
È importante contattare un avvocato appena dopo l’incidente, soprattutto se:
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il pedone è stato investito fuori dalle strisce o col semaforo rosso;
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ci sono lesioni gravi (fratture, traumi, danni permanenti);
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la compagnia non ha ancora formulato un’offerta dopo settimane;
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viene contestata una responsabilità esclusiva o concorsuale;
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si vuole valutare correttamente il danno biologico e patrimoniale.
Rivolgersi a uno Studio Legale significa essere seguiti da professionisti che difendono solo i tuoi interessi, senza intermediari o compromessi.
Se sei stato investito in città e vuoi capire come ottenere il massimo risarcimento possibile, puoi contattare direttamente il nostro Studio per una consulenza: ti affianchiamo in ogni fase, dalla valutazione iniziale alla liquidazione.
A quanto ammonta il risarcimento per un pedone investito: calcolo importi e voci riconosciute
Uno dei dubbi principali di chi è stato coinvolto in un incidente come pedone riguarda l’entità del risarcimento: quanto si può ottenere in caso di investimento? La risposta non è univoca, ma dipende da molteplici fattori tra cui la gravità delle lesioni, il tempo di guarigione, la perdita economica subita e l’eventuale danno morale ed esistenziale.
Chi ha subito un investimento può ottenere un risarcimento anche molto elevato, purché siano dimostrate correttamente tutte le voci di danno.
Le principali voci risarcibili per il pedone investito
Il risarcimento del danno in favore del pedone si articola in diverse componenti economiche:
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Danno biologico temporaneo: indennizzo per ogni giorno di inabilità assoluta o parziale (es. impossibilità di camminare, lavorare, svolgere attività quotidiane);
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Danno biologico permanente: quantificato in base alla percentuale di invalidità residua riconosciuta dal medico-legale (es. postumi fisici o neurologici);
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Danno morale: sofferenze psicologiche, paura, angoscia, ansia, perdita di serenità, spesso sottovalutate ma risarcibili;
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Danno esistenziale: peggioramento duraturo della qualità della vita (es. impossibilità di praticare sport, uscire, relazionarsi);
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Danno patrimoniale emergente: tutte le spese sostenute a causa dell’incidente (mediche, farmaceutiche, fisioterapiche, trasporti, badante, ausili);
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Danno da lucro cessante: perdita di reddito per impossibilità di lavorare durante la convalescenza;
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Danno futuro: riduzione della capacità lavorativa e reddituale, nei casi più gravi.
Abbiamo spiegato nel dettaglio queste voci nella nostra guida completa ai risarcimenti da incidente stradale, utile anche per i pedoni investiti.
Cosa incide sull’importo del risarcimento?
Molteplici variabili possono far aumentare o diminuire l’importo finale:
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Età del pedone al momento dell’incidente;
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Gravità e durata della prognosi;
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Presenza di danni estetici o invalidità parziali permanenti;
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Concorso di colpa (es. attraversamento fuori strisce);
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Qualità della documentazione medica e precisione della richiesta danni;
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Condotta del conducente (es. eccesso di velocità, guida distratta).
È quindi essenziale documentare ogni aspetto dell’incidente e delle conseguenze sulla vita del pedone, sia dal punto di vista medico che personale ed economico.
Come aumentare le possibilità di ottenere il massimo risarcimento?
Per massimizzare l’importo risarcitorio:
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Rivolgiti a un avvocato civilista esperto in infortunistica stradale, non a un’agenzia generalista;
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Non firmare alcuna proposta assicurativa senza un controllo legale;
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Richiedi una valutazione medico-legale indipendente, non solo quella dell’assicurazione;
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Conserva tutta la documentazione medica, fiscale e fotografica;
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In caso di offerta inadeguata, valuta l’attivazione di un accertamento tecnico preventivo (ATP).
Se desideri capire esattamente quanto potresti ottenere dopo un investimento come pedone, puoi contattarci qui per una consulenza: valuteremo gratuitamente il tuo caso e ti forniremo un quadro chiaro e realistico.
Quando il pedone ha diritto al risarcimento anche se non ha rispettato il Codice della Strada
Molti credono, erroneamente, che il pedone che non rispetta le regole della circolazione – ad esempio attraversando fuori dalle strisce o col semaforo rosso – non abbia più diritto ad alcun risarcimento in caso di incidente. Questa convinzione è falsa. La legge italiana non prevede un automatismo simile: anche se il pedone ha commesso un’infrazione, il conducente del veicolo può comunque essere responsabile, in tutto o in parte.
L’obbligo di prudenza del conducente resta sempre
Anche quando il pedone attraversa fuori dalle strisce o in modo imprudente, l’automobilista ha il dovere di mantenere il controllo del veicolo, adattare la velocità alle circostanze e evitare ogni pericolo prevedibile.
“L’obbligo di diligenza del conducente non viene meno nemmeno in presenza di un comportamento imprudente da parte del pedone.”
In pratica, se il pedone si trova già in carreggiata – anche fuori dalle strisce – e il conducente avrebbe potuto vederlo e rallentare, l’investimento rappresenta una violazione dell’art. 2054 c.c. e genera diritto al risarcimento del danno, seppur ridotto in presenza di concorso di colpa.
Abbiamo trattato questo tema anche nell’articolo dedicato ai limiti della presunzione di pari responsabilità tra pedone e conducente.
Cosa succede se il pedone attraversa col rosso o in modo imprudente?
Il comportamento del pedone viene valutato alla luce del principio di prevedibilità. Il giudizio tiene conto di:
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velocità e visibilità dell’automobile;
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posizione e traiettoria del pedone;
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orario e condizioni ambientali (notte, pioggia, traffico intenso);
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presenza di ostacoli (auto in sosta, cartelloni pubblicitari, ecc.).
Anche se il pedone ha commesso una violazione, il conducente non è automaticamente esonerato da colpa, soprattutto se:
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procedeva a velocità superiore ai limiti;
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non ha ridotto la velocità in prossimità di attraversamenti;
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non ha frenato o sterzato per evitare l’impatto.
Quindi, anche in casi apparentemente “persi”, come un attraversamento col rosso, è possibile ottenere una parte del risarcimento. Anzi, proprio in questi casi è ancora più importante essere assistiti da un avvocato specializzato, in grado di ricostruire correttamente la dinamica.
La Cassazione ha più volte ribadito che anche il pedone disattento può ottenere il risarcimento, purché il conducente non dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitarlo (vedi anche il nostro articolo: il pedone disattento può ottenere il risarcimento).
Come viene valutato il grado di colpa del pedone?
La colpa del pedone non si misura solo sulla base della violazione, ma in base alla effettiva incidenza sulla dinamica dell’incidente. Per questo serve un’accurata:
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ricostruzione tecnica (rilievi, testimonianze, eventuali immagini);
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perizia medico-legale coerente con la dinamica;
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assistenza legale per contestare valutazioni eccessive da parte dell’assicurazione.
È quindi fondamentale non rinunciare al risarcimento solo perché si è attraversato nel punto sbagliato: nella maggior parte dei casi, una strategia legale ben costruita consente di ottenere comunque una somma significativa, anche con un concorso di colpa parziale o elevato.
Se ti trovi in questa situazione e vuoi capire cosa puoi ottenere davvero, puoi contattarci qui: ti spiegheremo gratuitamente se e quanto puoi ancora far valere.
Come dimostrare la dinamica dell’incidente per ottenere il risarcimento
Uno degli errori più comuni di chi è stato investito come pedone è pensare che basti dichiarare l’accaduto all’assicurazione per ottenere il risarcimento. In realtà, per ottenere una liquidazione corretta – soprattutto in caso di concorso di colpa contestato – è fondamentale dimostrare con precisione la dinamica dell’incidente.
Il pedone ha infatti l’onere di fornire gli elementi necessari per ricostruire il fatto, documentare le lesioni e dimostrare il nesso causale tra condotta del conducente e danno subito.
Quali elementi servono per ricostruire la dinamica dell’incidente?
Ecco un elenco delle prove più rilevanti in un procedimento di risarcimento danni per investimento pedonale:
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Verbale delle Forze dell’Ordine: il primo documento da acquisire. Indica luogo, ora, posizione dei veicoli, dichiarazioni delle parti, eventuali testimoni, schizzi planimetrici;
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Dichiarazioni testimoniali: di chi ha assistito all’incidente (passanti, esercenti, automobilisti fermi al semaforo);
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Foto e video: fondamentali per dimostrare la posizione del pedone, del veicolo, la presenza di strisce, semafori, segnaletica o ostacoli visivi;
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Referti medici e documentazione clinica: servono non solo per quantificare i danni, ma anche per confermare la compatibilità tra le lesioni riportate e la dinamica riferita;
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Filmati di videosorveglianza: se disponibili (es. telecamere pubbliche o private nei pressi del sinistro), possono rivelarsi determinanti;
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Eventuali perizie cinematiche: nei casi più complessi, è possibile ricostruire la dinamica con l’ausilio di un tecnico specializzato.
Le compagnie assicurative tendono a sfruttare ogni zona grigia per ridurre o negare il risarcimento. Un’istruttoria completa e ben documentata mette il pedone nelle condizioni migliori per far valere i propri diritti.
Può essere utile leggere questo approfondimento su cosa fare dopo un sinistro, anche se sei stato investito a piedi: l’approccio iniziale è determinante.
Attenzione alle dichiarazioni spontanee e all’uso scorretto del CID
Molte volte, in buona fede o in stato di shock, il pedone rilascia dichiarazioni imprecise alla Polizia o accetta di firmare moduli forniti dalla compagnia senza comprenderne il contenuto. In altri casi, viene invitato a compilare un CID (constatazione amichevole) che, nel caso del pedone, non ha alcun valore probatorio vincolante, ma può essere usato contro di lui.
Il CID è stato pensato per gli incidenti tra veicoli. In caso di pedone investito, è altamente sconsigliato firmarlo senza il supporto di un legale.
Abbiamo già spiegato i rischi di una compilazione errata del modulo CID in questo articolo.
Quando serve una perizia tecnica?
Nei casi in cui:
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la dinamica non è chiara o vi sono versioni contrastanti;
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non esiste un verbale dettagliato delle autorità;
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le lesioni riportate sono importanti ma l’assicurazione contesta l’urto;
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viene attribuita al pedone una colpa esclusiva o un concorso di colpa elevato;
è consigliabile incaricare un perito tecnico per una ricostruzione della dinamica, spesso congiuntamente a una CTU medico-legale. Questa scelta può risultare decisiva per ottenere una quantificazione corretta del danno e superare eventuali rigetti da parte dell’assicurazione.
Anche l’invio di una diffida legale formale, con allegazione della documentazione completa, può essere utile per sollecitare una risposta concreta e mettere pressione alla compagnia. Se necessario, sarà possibile attivare una procedura di ATP (Accertamento Tecnico Preventivo) oppure citare in giudizio il responsabile.
Il nostro Studio Legale si occupa regolarmente della raccolta e gestione della prova tecnica e medica, accompagnando i clienti in ogni fase, inclusa la fase peritale e, quando necessario, l’azione giudiziaria ordinaria.
Quando il risarcimento al pedone investito viene negato o ridotto: i casi più frequenti
Non tutti i pedoni investiti ottengono subito il risarcimento sperato. Anzi, sempre più spesso riceviamo segnalazioni da persone che si vedono negare l’indennizzo o che ricevono offerte risarcitorie irrisorie, senza alcuna spiegazione dettagliata. È importante conoscere in anticipo i principali motivi per cui le compagnie assicurative rigettano o riducono le richieste, per potersi difendere in modo adeguato.
1. Mancanza o insufficienza di documentazione
Uno dei motivi più comuni di rifiuto da parte dell’assicurazione è la documentazione incompleta o inadeguata. Quando non viene prodotto il verbale dell’incidente, oppure le cartelle cliniche risultano generiche o incomplete, le compagnie tendono a rigettare la richiesta sostenendo che non sia dimostrabile il nesso tra l’urto e le lesioni.
È fondamentale, fin da subito, raccogliere tutto il materiale utile: certificati, fotografie, referti, nominativi di testimoni, dichiarazioni rese alle forze dell’ordine, etc.
2. Diniego per colpa esclusiva del pedone
In caso di attraversamento col semaforo rosso o in punti vietati, le compagnie provano spesso ad attribuire l’intera responsabilità al pedone, negando completamente il diritto al risarcimento. Ma come già spiegato, la colpa esclusiva va dimostrata in modo rigoroso, e non è sufficiente invocare un comportamento imprudente del pedone per escludere ogni responsabilità del conducente.
Approfondiamo il concetto di “colpa esclusiva” nel nostro articolo sulla presunzione di responsabilità e i suoi limiti.
Un buon avvocato può dimostrare, ad esempio, che il conducente procedeva a velocità eccessiva, o che non ha attivato alcuna manovra per evitare l’urto, ribaltando completamente la valutazione iniziale della compagnia.
3. Offerta liquidatoria molto bassa
Anche quando il diritto al risarcimento è riconosciuto, le compagnie formulano spesso proposte molto inferiori a quanto effettivamente spettante. Questo accade quando:
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non viene valorizzato il danno morale;
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non viene riconosciuto il danno esistenziale;
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il danno biologico è sottostimato (es. invalidità al 3% anziché al 6%);
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vengono escluse spese mediche future o costi indiretti (trasporti, assenze dal lavoro).
È buona prassi non accettare la prima offerta dell’assicurazione senza il vaglio di un legale esperto. In molti casi, con una trattativa mirata o una diffida formale, si ottiene un aumento anche del 100% rispetto alla prima proposta.
4. Ritardo o assenza di risposta
Capita anche che la compagnia non risponda entro i termini previsti dal Codice delle Assicurazioni (art. 148), oppure rimandi continuamente la definizione della pratica. Questo atteggiamento serve spesso a scoraggiare il danneggiato, che – in assenza di assistenza legale – rischia di rinunciare al proprio diritto.
Per sapere come funziona la tempistica e l’obbligo di risposta delle compagnie, leggi anche l’articolo: Cosa fare dopo un incidente stradale.
5. Valutazioni medico-legali sfavorevoli
Molti pedoni si affidano esclusivamente alla visita medico-legale organizzata dall’assicurazione, senza sapere che il perito agisce nell’interesse della compagnia. Il risultato è spesso una valutazione sottostimata del danno, che incide direttamente sulla liquidazione finale.
È invece opportuno, soprattutto in caso di lesioni gravi, affidarsi a un medico legale indipendente, scelto con l’ausilio del proprio avvocato, per:
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contestare la prima perizia;
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ottenere una seconda valutazione più corretta;
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fornire documentazione specialistica a supporto (referti ortopedici, neurologici, psicologici, ecc.).
Il nostro Studio affianca regolarmente i clienti in ogni fase della gestione del danno, dal primo giorno dopo l’incidente alla liquidazione definitiva. In caso di rifiuto o offerta bassa, predisponiamo una diffida motivata, corredata da perizia medica e richiesta danni dettagliata, e, se necessario, procediamo in sede giudiziale.
Esempio reale: risarcimento ottenuto per un pedone investito in città fuori dalle strisce
Per rendere ancora più chiaro cosa succede nella pratica quando un pedone viene investito, riportiamo un caso realmente seguito dal nostro Studio Legale, che ben rappresenta le difficoltà e le opportunità concrete di ottenere un risarcimento, anche in situazioni non ideali.
Il caso
Un uomo di 57 anni viene investito a Padova in orario serale, mentre attraversa una via urbana fuori dalle strisce pedonali, tra due auto in sosta. Il conducente dell’auto viaggiava a velocità regolare, ma non ha frenato, sostenendo di non aver visto il pedone a causa della scarsa visibilità e della pioggia battente.
Il pedone ha riportato:
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frattura del perone sinistro, con prognosi iniziale di 35 giorni;
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contusione lombare e trauma cranico non commotivo;
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successiva invalidità permanente stimata all’8% dal nostro medico legale.
L’assicurazione, nel primo contatto, ha negato qualsiasi responsabilità, attribuendo la colpa esclusiva al pedone per l’attraversamento in punto non consentito. Di fronte al diniego, il cliente si è rivolto a noi.
Come abbiamo agito
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Analisi tecnica della dinamica: abbiamo acquisito il verbale della polizia locale, che confermava l’attraversamento fuori dalle strisce ma anche la scarsa illuminazione della zona e l’assenza di tentativi di frenata da parte dell’automobilista.
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Perizia medico-legale indipendente: il nostro medico ha accertato un danno biologico del tutto compatibile con la dinamica descritta dal pedone, confermando un’invalidità permanente superiore a quella stimata dalla compagnia.
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Richiesta danni dettagliata: abbiamo inviato formale diffida con richiesta di risarcimento, comprensiva di:
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danno biologico temporaneo e permanente;
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danno morale;
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spese mediche, farmaci, visite specialistiche e trasporti.
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L’assicurazione, dopo una nuova valutazione interna, ha proposto inizialmente €–, ritenendo sussistente un concorso di colpa del 60%.
Abbiamo contestato la valutazione producendo un elaborato tecnico peritale che dimostrava la possibilità per il conducente di evitare l’impatto, anche in presenza del comportamento imprudente del pedone.
Il risultato finale
Dopo una trattativa articolata di circa 3 mesi, abbiamo ottenuto un accordo stragiudiziale, con riconoscimento del concorso di colpa ridotto al 20%.
Il nostro intervento ha consentito al cliente di ottenere un risarcimento superiore dell’80% rispetto all’offerta iniziale, evitando un lungo contenzioso.
Domande frequenti sul risarcimento al pedone investito
1. Chi paga il risarcimento se un pedone viene investito in città?
Il risarcimento è a carico della compagnia assicurativa del veicolo responsabile dell’incidente. In casi complessi può intervenire anche il Fondo Vittime della Strada, se il veicolo è non identificato o non assicurato.
2. Ho attraversato fuori dalle strisce: ho diritto comunque al risarcimento?
Sì, nella maggior parte dei casi il risarcimento è dovuto anche al pedone fuori dalle strisce, con possibile riduzione dell’importo per concorso di colpa.
3. Quanto posso ottenere di risarcimento per un investimento da pedone?
L’importo varia a seconda della gravità delle lesioni, dell’inabilità temporanea, di eventuali postumi permanenti, dei danni patrimoniali e morali.
4. In quanto tempo si ottiene un risarcimento dopo essere stati investiti?
I tempi variano, ma la compagnia ha l’obbligo di formulare un’offerta entro 60 giorni (o 90, in caso di feriti). Se l’assicurazione non risponde, si può procedere con una diffida legale o un’azione giudiziaria.
5. Cosa succede se l’assicurazione mi attribuisce tutta la colpa?
Può accadere nei casi di attraversamento imprudente. Tuttavia, la colpa esclusiva del pedone va dimostrata e può essere contestata con l’assistenza di un legale, ottenendo spesso un risarcimento almeno parziale.
6. Posso accettare subito l’offerta dell’assicurazione?
Meglio di no. Le prime offerte sono spesso inferiori al dovuto. Prima di accettare, è fondamentale verificare la congruità dell’importo con un avvocato esperto in infortunistica.
7. Cosa devo fare subito dopo essere stato investito?
Chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, farsi portare in ospedale, conservare referti e certificati, individuare testimoni e contattare uno studio legale specializzato in incidenti stradali.
Leggi qui la guida completa alle azioni da compiere dopo un incidente.
8. Serve un avvocato o basta rivolgersi a un’agenzia infortunistica?
Solo l’avvocato è legalmente abilitato a trattare la pratica in tutte le fasi, anche in giudizio. Le infortunistiche stradali non possono rappresentarti in tribunale.
Ne parliamo in dettaglio in questa sezione dedicata.
9. Posso ottenere un risarcimento se non ho testimoni?
Sì, ma sarà necessario dimostrare la dinamica dell’incidente con altri mezzi, come referti, rilievi, fotografie, filmati di videosorveglianza o una perizia tecnica di parte.
10. È possibile ottenere un risarcimento anche per danni psicologici?
Assolutamente sì. Il danno morale e il danno esistenziale sono voci risarcibili, purché documentati con certificazioni mediche, psicologiche o psichiatriche.
Se hai dubbi sul danno non patrimoniale, consulta anche il nostro articolo su danno parentale e risarcibilità.
Serve assistenza per ottenere un risarcimento dopo un investimento come pedone? Parliamone
Se sei stato investito mentre attraversavi la strada, che tu fossi sulle strisce, fuori dalle strisce o col semaforo rosso, hai comunque diritto a essere ascoltato, tutelato e, nella maggior parte dei casi, risarcito.
Il nostro Studio Legale affianca da oltre 25 anni persone che si trovano in situazioni come la tua, e lo fa con:
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consulenze chiare e immediate, anche online;
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valutazione gratuita della pratica e della dinamica del sinistro;
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gestione completa della procedura: dalla richiesta danni alla trattativa con l’assicurazione, fino all’azione legale se necessaria;
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collaborazione con medici legali e tecnici ricostruttori, per tutelare i tuoi diritti in modo completo.
Non aspettare che sia troppo tardi: i termini per agire sono rigidi, e ogni giorno perso può complicare la tua posizione.
Se hai subito un investimento o stai aiutando un familiare coinvolto in un incidente come pedone, contattaci adesso per una consulenza riservata: ti risponderemo in tempi brevi e ti diremo esattamente cosa fare, quanto puoi ottenere e come muoverti senza commettere errori.
Studio Legale Calvello – Avvocati in infortunistica stradale. Soluzioni concrete, esperienza trentennale, risarcimenti reali.






