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Animali Domestici: Il Condominio e le Responsabilità Legali

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Animali Domestici: Il Condominio e le Responsabilità Legali

Negli ultimi tempi, si è assistito a un aumento preoccupante di casi in cui animali domestici vengono relegati in spazi inadeguati come box o garage. Questa pratica, oltre a essere moralmente discutibile, si scontra con le leggi che tutelano il benessere degli animali. La questione assume contorni ancor più complessi quando tali comportamenti avvengono all’interno di un condominio, suscitando dubbi sulle responsabilità e sulle azioni legali possibili. Esaminiamo attentamente cosa dice la legge e come ci si può regolare in situazioni del genere.

La Tutela Giuridica degli Animali

La Costituzione italiana, all’articolo 9, si occupa della tutela dell’ambiente, ma include anche la protezione degli animali, sia domestici che selvatici. Questo riflette l’importanza di garantire il benessere degli esseri viventi. La giurisprudenza, inoltre, si è già espressa in modo severo contro chi, anche in maniera colposa, infligge sofferenze agli animali domestici. Tenere un animale in ambienti privi di spazio, luce ed aria adeguati è considerato un reato poichè causa gravi sofferenze psico-fisiche agli animali.

Recentemente, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un proprietario che teneva il suo cucciolo abitualmente in un garage anziché in casa, infliggendogli l’accusa di abbandono di animali. La sentenza ha sottolineato la responsabilità di chi trattiene gli animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

Il Contesto Condominiale

La situazione descritta può verificarsi anche all’interno di un condominio, rendendo il prolungato confinamento di un animale domestico in spazi non adatti, un illecito penale. È importante sottolineare che la responsabilità penale è individuale, e né l’amministratore né gli altri condomini sono responsabili per il reato commesso dal proprietario dell’animale.

Ruolo dell’Amministratore e dell’Assemblea Condominiale

L’amministratore condominiale non è tenuto a denunciare il condòmino responsabile di maltrattamenti o abbandono di animali. Tuttavia, se tali comportamenti illeciti compromettono gli interessi condominiali, l’amministratore è obbligato a intervenire, ad esempio, in presenza di odori sgradevoli o di altre violazioni delle norme condominiali.

Ed invero, capita che la mancata rimozione delle deiezioni canine e le cattive condizioni igieniche dei cani provochino esalazioni che superino la normale tollerabilità.

L’assemblea condominiale, pur non potendo intervenire sulle proprietà private dei singoli condòmini senza un voto unanime, può decidere in situazioni che coinvolgono l’adeguato uso delle cose comuni. Se vi sono concrete ragioni che riguardano l’interesse comune, l’assemblea può ordinare lo sgombero degli animali tenuti in modo inappropriato.

In definitiva, la legge è chiara nel condannare chi infligge sofferenze agli animali domestici, anche all’interno di un condominio. La tutela del benessere animale è un dovere di tutti, e il rispetto delle norme è essenziale per garantire una arminiosa convivenza condominiale.

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