fbpx

Titolo

Autem vel eum iriure dolor in hendrerit in vulputate velit esse molestie consequat, vel illum dolore eu feugiat nulla facilisis at vero eros et dolore feugait

Contratti Danno patrimoniale Responsabilità civile Tutela del patrimonio

Assicurazione nega un risarcimento da centinaia di migliaia di euro

Articolo a cura di: Redazione - Studio Legale Calvello

Quando una compagnia assicurativa nega il pagamento di un risarcimento o di un indennizzo da centinaia di migliaia di euro, la controversia assume immediatamente una rilevanza particolare. Non basta sapere che si è verificato un danno grave: occorre verificare che cosa copre realmente la polizza, per quale importo e a quali condizioni, quali ragioni sono state poste alla base del rifiuto e se tali ragioni trovano effettivo fondamento nel contratto e nella disciplina applicabile.

Nei sinistri di grande valore il diniego può dipendere dalla contestazione della copertura assicurativa, da una clausola di esclusione, dalla presunta mancata operatività della garanzia, da dichiarazioni inesatte o reticenze attribuite all’assicurato, da un asserito aggravamento del rischio o dalla tardività della denuncia. In altri casi la compagnia non nega integralmente il sinistro, ma riconosce un indennizzo molto inferiore rispetto al danno lamentato, contestando la quantificazione, applicando franchigie, scoperti, limiti, sottolimiti o, quando ne ricorrono effettivamente i presupposti, la regola proporzionale per sottoassicurazione.

Di fronte a importi economicamente rilevanti riteniamo quindi essenziale evitare sia di accettare automaticamente la posizione della compagnia sia di presumere, all’opposto, che l’intero danno subito debba necessariamente essere indennizzato. La tutela richiede l’esame coordinato della polizza completa, delle condizioni generali e particolari, delle eventuali appendici, della denuncia del sinistro, delle comunicazioni intercorse, delle perizie e della documentazione tecnica ed economica disponibile. È da questo confronto che può emergere se il rifiuto sia fondato oppure se vi siano i presupposti per contestarlo e richiedere l’indennizzo contrattualmente dovuto.

Perché l’assicurazione può negare un indennizzo da centinaia di migliaia di euro

Quando il valore del sinistro raggiunge centinaia di migliaia di euro, il punto centrale non è soltanto dimostrare l’esistenza e l’entità del danno. Danno subito e indennizzo assicurativo non sono necessariamente coincidenti. Il primo rappresenta la perdita economicamente riconducibile all’evento; il secondo dipende invece dal rischio concretamente assicurato e dalle condizioni del contratto. Per questo una corretta valutazione deve partire dalla polizza effettivamente stipulata, individuando l’oggetto della copertura, la somma assicurata o il massimale, le eventuali esclusioni, i limiti e sottolimiti, le franchigie e gli scoperti applicabili.

La compagnia può, ad esempio, sostenere che l’evento verificatosi non rientri nel rischio assicurato oppure che trovi applicazione una specifica esclusione. Nei casi più complessi la controversia nasce proprio dall’interpretazione delle condizioni contrattuali: una medesima clausola può essere letta dall’assicurato come delimitazione di una particolare ipotesi e dalla compagnia come ragione sufficiente per escludere integralmente un indennizzo di notevole entità. Quando il problema riguarda direttamente l’estensione della garanzia può essere utile approfondire anche il tema della contestazione della copertura dopo un grave sinistro.

Un’esclusione invocata dall’assicurazione, tuttavia, non deve essere considerata né automaticamente valida né automaticamente inefficace. Occorre esaminare la formulazione concreta della clausola, la sua collocazione nel contratto, il rapporto con la garanzia sottoscritta e con le circostanze effettive del sinistro. Nei maxi-sinistri questa analisi può diventare decisiva, perché una diversa ricostruzione dell’ambito della copertura può incidere su somme molto elevate. Lo stesso vale quando la compagnia sostiene più radicalmente che il sinistro non sia coperto dalla polizza.

Il diniego può fondarsi anche su circostanze relative alla formazione o all’esecuzione del rapporto assicurativo. La compagnia potrebbe contestare dichiarazioni inesatte o reticenze dell’assicurato, sostenendo che determinate informazioni avrebbero inciso sulla valutazione del rischio; oppure potrebbe richiamare un aggravamento del rischio intervenuto durante il rapporto. Anche in queste ipotesi non è sufficiente la semplice affermazione dell’assicuratore: devono essere valutate le informazioni effettivamente fornite, la loro rilevanza, la natura della modificazione eventualmente intervenuta e i presupposti richiesti dalla disciplina applicabile.

Un’altra area frequente di conflitto riguarda la denuncia del sinistro. Se questa è avvenuta oltre i termini previsti, la compagnia può sollevare una contestazione, ma la denuncia tardiva non comporta automaticamente in ogni situazione la perdita integrale dell’indennizzo. È necessario verificare le circostanze concrete, la condotta dell’assicurato e gli effetti che la legge e il contratto collegano allo specifico ritardo.

Infine, il contrasto può riguardare non l’esistenza della copertura ma il valore economico della prestazione. Una compagnia può riconoscere il sinistro e, nello stesso tempo, contestare il costo di riparazione o ricostruzione, il valore dei beni danneggiati, alcune voci di danno, le perdite indirette eventualmente comprese nella garanzia oppure applicare una riduzione dell’indennizzo. In una controversia da centinaia di migliaia di euro, anche una differenza percentuale apparentemente contenuta nella valutazione può tradursi in una somma molto rilevante: per questo è necessario distinguere con precisione ciò che è stato effettivamente danneggiato da ciò che, sulla base della specifica polizza, deve essere indennizzato.

Quando il rifiuto della compagnia può essere contestato

Ricevere una comunicazione con cui l’assicurazione nega un indennizzo di grande valore non significa che la posizione della compagnia sia necessariamente definitiva. La prima verifica consiste nel comprendere quale sia l’esatta motivazione del diniego e confrontarla con il contenuto effettivo della polizza e con le circostanze del sinistro. In una controversia da centinaia di migliaia di euro, una contestazione formulata in termini apparentemente semplici può nascondere una questione contrattuale o tecnica molto più complessa.

Se, ad esempio, la compagnia sostiene che il rischio verificatosi non rientri nella garanzia, occorre ricostruire con precisione l’oggetto della copertura attraverso le condizioni generali e particolari, le eventuali appendici e le modifiche intervenute nel corso del rapporto. Non è sufficiente isolare una singola frase della polizza: le clausole devono essere lette nel loro complessivo contesto contrattuale, verificando quale rischio sia stato assicurato e se l’interpretazione utilizzata per rifiutare il pagamento sia effettivamente coerente con il contratto.

Questo aspetto diventa ancora più delicato quando il diniego si fonda su una clausola di esclusione. Nei maxi-sinistri, infatti, può accadere che la compagnia attribuisca a un’esclusione un’estensione tale da sottrarre alla copertura proprio l’evento che ha prodotto il danno più rilevante. In questi casi è necessario verificare attentamente il contenuto della clausola, il suo rapporto con le altre condizioni della polizza e la concreta causa del sinistro. Abbiamo approfondito questo profilo anche nell’articolo dedicato all’esclusione di polizza contestata dopo un maxi-sinistro.

Particolare attenzione richiedono anche le controversie nelle quali l’assicurazione contesta dichiarazioni inesatte o reticenze. Il fatto che, dopo il sinistro, emerga un’informazione non indicata al momento della stipula non consente di concludere automaticamente che la compagnia possa rifiutare l’intero indennizzo. Occorre ricostruire quali informazioni fossero state richieste, quali dichiarazioni siano state effettivamente rese, quale rilevanza avesse la circostanza rispetto alla valutazione del rischio e se ricorrano concretamente i presupposti previsti dalla disciplina applicabile.

Un ragionamento analogo deve essere svolto quando viene contestato un aggravamento del rischio. Non ogni modificazione intervenuta durante il rapporto assicurativo determina automaticamente la perdita della copertura. Bisogna comprendere quale fosse il rischio originariamente assunto dalla compagnia, quale cambiamento si sia verificato, quale rilevanza esso abbia assunto e quali conseguenze possano derivarne nel caso concreto. Nei sinistri economicamente rilevanti questa ricostruzione deve essere particolarmente rigorosa, perché dalla qualificazione della circostanza contestata può dipendere il pagamento di una parte considerevole dell’indennizzo.

Il rifiuto può essere contestabile anche quando la compagnia attribuisce conseguenze eccessive a una denuncia tardiva del sinistro oppure ritiene insufficiente la documentazione prodotta. In simili situazioni è necessario ricostruire la cronologia degli eventi, verificare quando l’assicurato abbia avuto conoscenza del sinistro, quali comunicazioni siano state trasmesse e quale condotta sia stata tenuta successivamente. Il ritardo nella denuncia non equivale, di per sé e in ogni caso, alla perdita integrale del diritto all’indennizzo: gli effetti devono essere valutati alla luce delle circostanze concrete e della disciplina applicabile.

Esiste poi una forma diversa di contestazione, particolarmente frequente nei sinistri di grande entità: la compagnia riconosce l’operatività della polizza ma riduce drasticamente l’importo da liquidare. La divergenza può riguardare il valore del bene, il costo della ricostruzione o della riparazione, il deprezzamento, la riconducibilità di determinate conseguenze al sinistro, l’applicazione di franchigie e scoperti oppure una presunta sottoassicurazione. In questi casi il problema non è più soltanto stabilire se l’assicurazione debba pagare, ma determinare quale sia l’indennizzo effettivamente dovuto secondo il contratto.

Per questo, soprattutto quando sono in discussione centinaia di migliaia di euro, riteniamo importante non concentrare la contestazione esclusivamente sulla lettera con cui la compagnia ha respinto o ridotto la richiesta. La posizione dell’assicurato deve essere costruita partendo dall’intero rapporto assicurativo e dalla prova del sinistro, mettendo in relazione contratto, dinamica dell’evento, documentazione tecnica, perizie e quantificazione economica. È questo insieme di elementi che consente di valutare se vi siano basi concrete per una contestazione stragiudiziale e, quando necessario, per un’azione giudiziaria finalizzata al riconoscimento dell’indennizzo dovuto.

Come verificare copertura, prove e quantificazione dell’indennizzo

Quando l’assicurazione nega o riduce un indennizzo da centinaia di migliaia di euro, la contestazione deve poggiare su una ricostruzione documentale e tecnica solida. Nei sinistri di grande valore non è sufficiente affermare che il danno esiste o che la compagnia abbia formulato una valutazione troppo bassa: occorre dimostrare quale rischio fosse assicurato, come si sia verificato il sinistro, quali conseguenze abbia prodotto e quale importo risulti effettivamente indennizzabile secondo la polizza. Sono profili distinti, ma strettamente collegati, e una debolezza nella prova di uno di essi può incidere sull’intera richiesta.

Il primo documento da esaminare è quindi la polizza nella sua versione completa. Non soltanto il frontespizio o il certificato assicurativo, ma anche condizioni generali e particolari, appendici, eventuali modifiche successive, somme assicurate, massimali, sottolimiti, franchigie, scoperti ed esclusioni. È necessario individuare con precisione il rischio trasferito alla compagnia e verificare se l’evento concretamente verificatosi rientri nella garanzia. Quando la controversia riguarda proprio questo punto, assume particolare importanza stabilire se la compagnia stia applicando correttamente le condizioni contrattuali oppure stia attribuendo loro un significato più restrittivo: sul tema abbiamo dedicato uno specifico approfondimento all’ipotesi in cui l’assicurazione interpreti restrittivamente la polizza per non pagare.

Accanto al contratto deve essere ricostruito il sinistro. Fotografie, relazioni tecniche, verbali, fatture, preventivi, documentazione relativa al valore dei beni prima dell’evento e ogni altro elemento utile possono assumere un peso determinante. Nei maxi-sinistri aziendali la documentazione può essere ancora più articolata, perché al danno materiale possono aggiungersi ulteriori perdite soltanto se comprese nella specifica copertura. Se la polizza prevede, ad esempio, una garanzia per l’interruzione dell’attività, occorrerà verificare le condizioni alle quali opera e ricostruire economicamente le conseguenze attraverso dati contabili, andamento storico dell’impresa, margini, costi evitati e durata effettiva dell’interruzione. Perdita di fatturato e lucro cessante non possono essere considerati automaticamente equivalenti, né ogni perdita economica conseguente al sinistro è necessariamente coperta dalla polizza.

Un ruolo centrale può essere assunto dalle perizie. La relazione predisposta per la compagnia può incidere sulla ricostruzione della dinamica, sull’individuazione della causa del danno e soprattutto sulla sua quantificazione. Se l’assicurato ritiene che la stima non rappresenti correttamente le conseguenze del sinistro, è opportuno verificare analiticamente criteri, misurazioni, valori e documenti utilizzati. Nei casi di maggiore rilevanza economica può rendersi necessaria una perizia di parte capace di confrontarsi tecnicamente con quella assicurativa, senza presumere che la valutazione della compagnia sia necessariamente corretta o, all’opposto, che quella dell’assicurato debba automaticamente prevalere.

La quantificazione richiede particolare attenzione perché un danno da 500.000 euro non determina necessariamente un indennizzo assicurativo dello stesso importo. Devono essere verificati il criterio di valorizzazione previsto dal contratto, il valore del bene prima del sinistro, il costo di riparazione o ricostruzione, l’eventuale deprezzamento, le somme assicurate, i limiti e sottolimiti, le franchigie e gli scoperti. Se la compagnia eccepisce una sottoassicurazione e applica una riduzione proporzionale, occorre inoltre verificare se la regola proporzionale sia effettivamente applicabile alla specifica copertura e se siano corretti i valori utilizzati per determinarne gli effetti.

Anche quando l’assicurazione ha già effettuato un pagamento parziale, la controversia non è necessariamente esaurita. Occorre comprendere a quale titolo sia stata versata la somma, quali voci siano state riconosciute, quali siano state escluse e per quale ragione. Una liquidazione significativamente inferiore rispetto alla richiesta può derivare da una diversa valutazione tecnica del danno, ma anche dall’applicazione di limiti contrattuali, dalla contestazione del nesso tra alcune conseguenze e il sinistro o dalla mancata inclusione di determinate voci nella copertura.

Su questa base può essere costruita una contestazione alla compagnia che non si limiti a chiedere genericamente un pagamento maggiore, ma individui puntualmente le ragioni contrattuali, tecniche ed economiche per le quali il diniego o la riduzione dell’indennizzo vengono ritenuti non corretti. Nei casi in cui il confronto stragiudiziale non consenta di superare il contrasto, la stessa ricostruzione costituisce la base per valutare gli strumenti giudiziari utilizzabili, comprese, quando ne ricorrano i presupposti, le iniziative dirette all’accertamento tecnico delle questioni controverse.

La tempestività resta importante anche sotto un altro profilo. Una controversia assicurativa non dovrebbe essere lasciata irrisolta per un tempo indefinito: devono essere verificati prescrizione, eventuali decadenze e gli altri termini applicabili al rapporto e al caso concreto. Per questo, quando la compagnia rifiuta di pagare un sinistro di grande valore, riteniamo opportuno esaminare quanto prima l’intero fascicolo, preservare le prove disponibili e definire una strategia coerente con il valore economico effettivamente in discussione.

Un esempio pratico: maxi-sinistro riconosciuto, ma indennizzo fortemente ridotto

Consideriamo un caso realistico nel quale un’impresa subisca un grave sinistro che provochi danni estesi ai locali, agli impianti e ai beni utilizzati per l’attività. La polizza prevede coperture potenzialmente rilevanti rispetto all’evento e il danno complessivamente lamentato raggiunge diverse centinaia di migliaia di euro. Dopo la denuncia vengono effettuati i sopralluoghi e la compagnia incarica i propri tecnici di accertare le cause del sinistro e quantificarne le conseguenze.

La compagnia non nega completamente che l’evento rientri nella polizza, ma al termine dell’istruttoria comunica la disponibilità a liquidare un importo sensibilmente inferiore rispetto a quello richiesto dall’assicurato. La differenza deriva da più contestazioni: alcuni beni vengono valutati secondo criteri economici diversi da quelli utilizzati dall’impresa, una parte dei costi di ripristino viene considerata non riconducibile direttamente al sinistro e, su ulteriori voci, viene invocata l’applicazione di limiti contrattuali. A ciò si aggiunge una contestazione sulla somma assicurata, dalla quale la compagnia fa derivare un’ulteriore riduzione dell’indennizzo.

In una situazione di questo tipo sarebbe sbagliato impostare la controversia sulla semplice differenza tra la somma richiesta dall’impresa e quella offerta dall’assicurazione. L’esame deve partire dalla polizza completa e ricostruire separatamente le diverse questioni: quali beni e interessi siano effettivamente assicurati, quali criteri di valorizzazione siano previsti, quali danni siano causalmente riconducibili all’evento, quali limiti possano essere applicati e se vi siano realmente i presupposti contrattuali per una riduzione proporzionale dell’indennizzo.

Il confronto tra la perizia assicurativa, la documentazione tecnica dell’impresa, i valori dei beni e i costi necessari al ripristino può evidenziare divergenze significative. Alcune riduzioni potrebbero risultare coerenti con la polizza, mentre altre potrebbero essere contestabili. L’elemento decisivo consiste quindi nel trasformare una generica richiesta di maggiore pagamento in una ricostruzione analitica e documentata delle singole somme effettivamente indennizzabili, distinguendo ciò che rappresenta il danno economicamente subito da ciò che la compagnia è contrattualmente tenuta a corrispondere.

Se la polizza comprende anche determinate conseguenze dell’interruzione dell’attività, l’analisi deve estendersi alla documentazione contabile e alle specifiche modalità con cui quella garanzia determina la perdita indennizzabile. Non è sufficiente prendere il fatturato che l’impresa ritiene di avere perso e trasferirlo automaticamente nella richiesta: devono essere applicati i criteri previsti dalla copertura, ricostruendo i dati economici rilevanti e il rapporto causale con il periodo di interruzione prodotto dal sinistro.

Una contestazione così costruita consente di affrontare il confronto con la compagnia su basi molto diverse rispetto a una semplice opposizione all’offerta ricevuta. Polizza, perizie, documentazione tecnica e dati economici permettono di individuare con precisione quali punti della liquidazione debbano essere contestati e quale importo possa essere sostenuto documentalmente. Se il confronto stragiudiziale non conduce a una soluzione adeguata, questi stessi elementi consentono di valutare l’eventuale iniziativa giudiziaria e gli accertamenti tecnici necessari per ottenere il riconoscimento di un congruo indennizzo secondo quanto effettivamente previsto dalla copertura assicurativa, senza confondere tale importo con l’intero danno economico lamentato dall’impresa.

FAQ sul risarcimento negato o ridotto dall’assicurazione

L’assicurazione può rifiutare completamente un indennizzo da centinaia di migliaia di euro?

Sì, ma il rifiuto deve essere valutato alla luce della specifica polizza e delle circostanze del sinistro. La compagnia può sostenere, ad esempio, che l’evento non rientri nel rischio assicurato, che operi una clausola di esclusione oppure contestare dichiarazioni inesatte, reticenze, un aggravamento del rischio o la denuncia del sinistro. Il diniego non deve però essere considerato automaticamente corretto per il solo fatto di essere stato formalizzato dalla compagnia: occorre verificare se la motivazione trovi effettivo fondamento nel contratto e nella disciplina applicabile.

Cosa possiamo fare se l’assicurazione sostiene che il sinistro non è coperto dalla polizza?

È necessario confrontare la motivazione del rifiuto con la polizza completa, comprese condizioni generali e particolari ed eventuali appendici. Bisogna individuare il rischio assicurato, ricostruire la dinamica dell’evento e verificare se l’interpretazione adottata dalla compagnia sia coerente con il contratto. Nei casi economicamente più rilevanti può essere opportuno predisporre una contestazione puntuale, supportata dalla documentazione contrattuale e tecnica, anziché limitarsi a chiedere genericamente la revisione del diniego.

Possiamo contestare una perizia assicurativa che quantifica il danno troppo poco?

Sì. La perizia predisposta nell’ambito della gestione del sinistro non rende necessariamente definitiva la quantificazione proposta dalla compagnia. Se riteniamo che siano stati utilizzati valori, criteri o ricostruzioni tecniche non corretti, possiamo verificare la perizia confrontandola con fotografie, fatture, preventivi, valori dei beni, relazioni tecniche e, quando necessario, con una perizia di parte. Nei maxi-sinistri è particolarmente importante individuare quali singole voci determinino la differenza tra il danno documentato e l’indennizzo riconosciuto.

Se il danno è di 500.000 euro l’assicurazione deve pagare 500.000 euro?

Non necessariamente. Il danno economicamente subito e l’indennizzo previsto dalla polizza sono grandezze che devono essere tenute distinte. L’importo concretamente dovuto può dipendere dalla copertura stipulata, dai criteri di valorizzazione contrattuali, dalla somma assicurata o dal massimale, da limiti e sottolimiti, da franchigie e scoperti e, quando effettivamente applicabile, dalla sottoassicurazione. Il punto da verificare è quindi quale parte del danno sia coperta e quale sia l’indennizzo correttamente determinato secondo il contratto assicurativo.

Quando conviene rivolgersi a un avvocato per un risarcimento assicurativo di grande valore?

Quando sono in discussione centinaia di migliaia di euro, può essere opportuno richiedere assistenza legale già dopo il diniego, una contestazione della copertura o la formulazione di un’offerta sensibilmente inferiore rispetto al danno ritenuto coperto. Un esame tempestivo consente di verificare polizza, motivazioni della compagnia, perizie, prove disponibili e termini applicabili, valutando se procedere con una contestazione stragiudiziale o, quando necessario, con un’azione giudiziaria.

Studio Legale Calvello: assistenza nelle controversie assicurative di grande valore

Quando una compagnia assicurativa nega, riduce o ritarda il pagamento di un indennizzo da centinaia di migliaia di euro, riteniamo importante affrontare la controversia partendo dai documenti e non soltanto dalla motivazione indicata nella lettera di rifiuto. Nei maxi-sinistri, infatti, anche una singola questione relativa alla copertura, a un’esclusione o alla quantificazione del danno può incidere in misura considerevole sull’importo concretamente riconosciuto.

Lo Studio Legale Calvello assiste persone, professionisti, imprenditori e società nelle controversie assicurative economicamente rilevanti. L’analisi deve essere calibrata sul caso concreto e può richiedere l’esame della polizza completa, delle condizioni generali e particolari, delle appendici, della denuncia del sinistro, delle comunicazioni intercorse con la compagnia, della lettera di diniego o di contestazione, della perizia assicurativa e dell’eventuale perizia di parte. Quando la controversia riguarda beni di valore o un’attività imprenditoriale possono assumere particolare importanza anche fotografie, relazioni tecniche, fatture, preventivi, documentazione relativa al valore dei beni e, nei sinistri aziendali, i dati contabili necessari a ricostruire le perdite eventualmente comprese nella copertura.

Il nostro obiettivo è comprendere innanzitutto se il rifiuto o la riduzione dell’indennizzo trovino effettivo fondamento nella polizza e nella disciplina applicabile. Quando emergono elementi per contestare la posizione della compagnia, valutiamo la strategia più appropriata rispetto alla natura del sinistro, all’importo in discussione, alle prove disponibili e alle ragioni poste alla base del mancato pagamento. L’attività può svilupparsi inizialmente sul piano stragiudiziale e, quando necessario e ne ricorrano i presupposti, proseguire attraverso gli strumenti giudiziari più adeguati alla specifica controversia.

Nei sinistri di grande valore è inoltre opportuno intervenire tempestivamente. Documentazione tecnica e contabile deve essere preservata e organizzata, eventuali perizie devono poter essere esaminate e confrontate e devono essere verificati prescrizione, decadenze e gli altri termini applicabili. Anche un pagamento parziale o una proposta transattiva richiedono attenzione, perché occorre comprendere quali voci siano state riconosciute, quali escluse e quali conseguenze possa produrre l’eventuale accettazione della somma proposta.

Se l’assicurazione ha negato un risarcimento o un indennizzo da centinaia di migliaia di euro, ha contestato la copertura oppure ha proposto una liquidazione sensibilmente inferiore rispetto al danno ritenuto coperto, è possibile richiedere una valutazione del caso allo Studio Legale Calvello. Esamineremo la documentazione disponibile per individuare i punti giuridici e tecnici della controversia e valutare se vi siano i presupposti per contestare la posizione della compagnia e richiedere il congruo indennizzo eventualmente dovuto in base alla polizza.

Condividi l'articolo su:

Hai un problema legale? Parlane con noi.

Descrivici brevemente la tua situazione. Esamineremo la tua richiesta e ti indicheremo come procedere.

    Informazioni di contatto

    Le informazioni che ci comunichi sono riservate. Quanto ci comunichi è trattato nel rispetto del segreto professionale dell’avvocato e utilizzato esclusivamente per esaminare la tua richiesta.

    La problematica

    Iscriviti a LEGALNEWS (newsletter no marketing)