Titolo

Autem vel eum iriure dolor in hendrerit in vulputate velit esse molestie consequat, vel illum dolore eu feugiat nulla facilisis at vero eros et dolore feugait

Whistleblowing: l'anonimato

Whistleblowing

Whistleblowing: l’anonimato

L’OBBLIGO DI RISERVATEZZA

Indice:

1. Il requisito della riservatezza

2. Il principo di minimizzazione e di limitazione della conservazione

3. La protezione dell’identità nei procedimenti connessi

4. La protezione dell’identità anche da parte di tutti i soggetti riceventi

5. La tutela del segnalato

6. L’anonimato


Preservare l’originalità di un testo è un imperativo, e ciò richiede una distinzione chiara tra confidenzialità e anonimato. L’attenzione alla protezione della confidenzialità sembra sottolineare la necessità di divulgare l’autore della segnalazione, estendendo così il concetto di riservatezza al di là del mero processo di segnalazione, coinvolgendo anche i soggetti menzionati e tutti i dati identificativi pertinenti.

Sorge un interessante dilemma nel caso in cui il segnalante, pur non rivelando direttamente il proprio nome e cognome, fornisca elementi sufficienti per l’identificazione. Allo stesso modo, ci interroghiamo su come affrontare le indagini relative a una segnalazione anonima, in cui il destinatario è all’oscuro dell’identità del segnalante, ma il segnalato potrebbe comunque scoprire la fonte e prendere misure punitive.

L’articolo 16, comma 4, del decreto legislativo n. 24/2023 offre una direzione chiara in questi scenari, garantendo ai segnalanti anonimi il diritto alla tutela se vengono successivamente identificati e subiscono ritorsioni. Tale disposizione sottolinea, con maggior enfasi, l’importanza di applicare il principio di riservatezza a tutte le fasi del processo di verifica della segnalazione, al fine di preservare il potenziale destinatario da possibili azioni di responsabilità.

Guarda il servizio “chiavi in mano” offerto dal nostro Studio

Condividi l'articolo su:
Studio Legale Calvello