Quando viene convocata un’assemblea di condominio, spesso l’avviso indica due date: una prima convocazione e una seconda convocazione. Questa modalità è molto diffusa perché, come spiegato anche nell’articolo sui quorum in prima convocazione, nella prima riunione è richiesta una partecipazione molto elevata e non sempre si riesce a raggiungere il numero necessario di presenti.
Proprio per questo motivo la legge prevede una seconda riunione, che può tenersi con maggioranze diverse, come illustrato anche nella guida sui quorum in seconda convocazione.
Ma quanto tempo deve passare tra le due convocazioni? La risposta arriva direttamente dalla normativa e dall’interpretazione dei giudici.
La regola prevista dal Codice civile
L’articolo 1136, terzo comma, del Codice civile stabilisce che l’assemblea in seconda convocazione deve svolgersi in un giorno successivo rispetto alla prima convocazione.
A questa disposizione si affianca l’articolo 66 delle disposizioni di attuazione del Codice civile, che chiarisce un punto fondamentale:
la seconda convocazione non può svolgersi nello stesso giorno solare della prima.
Questo significa che non è possibile fissare entrambe le riunioni nello stesso giorno, magari a distanza di poche ore.
È necessario che passino 24 ore?
Su questo aspetto si è pronunciata anche la Corte di Cassazione, chiarendo l’interpretazione della norma.
Secondo i giudici, non è indispensabile che trascorrano 24 ore esatte tra la prima e la seconda convocazione. Ciò che conta è che la seconda riunione si tenga in un giorno diverso rispetto alla prima.
In altre parole:
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non è necessario attendere un’intera giornata;
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è sufficiente che la seconda convocazione sia fissata nel giorno successivo.
Quindi l’assemblea può essere valida anche se tra le due convocazioni passano meno di 24 ore, purché il calendario segni un giorno differente.
Il limite massimo dei 10 giorni
La legge stabilisce anche un limite temporale opposto.
La seconda convocazione non può essere fissata oltre il decimo giorno successivo alla prima.
Questo serve a evitare che la seconda assemblea venga programmata troppo lontano nel tempo, creando incertezza tra i condòmini o rendendo poco efficace la convocazione.
Naturalmente la convocazione deve essere fatta correttamente, seguendo le regole previste per l’avviso di assemblea, come spiegato nella guida su come convocare l’assemblea condominiale.
Un esempio pratico
Per comprendere meglio il meccanismo, immaginiamo questo caso:
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prima convocazione: 12 giugno alle ore 18:00
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seconda convocazione: 13 giugno alle ore 10:00
In questa situazione l’assemblea è perfettamente regolare. Anche se non sono trascorse 24 ore complete, la seconda riunione si svolge in un giorno diverso, rispettando quindi la normativa.
Perché quasi sempre si decide in seconda convocazione
Nella pratica condominiale, la maggior parte delle decisioni viene presa proprio nella seconda convocazione. Questo accade perché i quorum richiesti sono più accessibili rispetto alla prima riunione.
Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere anche l’articolo dedicato a cosa sono i quorum dell’assemblea condominiale, dove viene spiegato come funzionano le maggioranze nelle votazioni.



