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Subentro dell’amministratore di condominio tra Mala Gestione e Ammanchi di Cassa

Condominio in pillole

Riforma del condominio: Un Nuovo Quadro Normativo per la Convivenza Armoniosa

Il 30 giugno è entrato in vigore il Decreto Legislativo 149/2022, portando con sé la tanto attesa riforma del condominio. Dopo ben 10 anni di discussioni e anticipazioni, finalmente il nostro ordinamento si è adattato a nuove esigenze, con l’obiettivo primario di snellire i procedimenti e migliorare la convivenza nei condomini italiani. Ma cosa cambia concretamente?

Il Ruolo Cruciale dell’Amministratore

La figura dell’amministratore assume un ruolo ancora più centrale con la riforma. Oltre a essere un gestore delle pratiche condominiali, diventa ora anche mediatore obbligatorio in caso di conflitti. Se in passato l’assemblea poteva decidere di affidarsi ad un mediatore esterno, ora questa funzione ricade automaticamente sull’amministratore, conferendogli maggiore responsabilità e riconoscimento nella vita condominiale.

Animali Domestici e Parti Comuni: Nuove Regole di Convivenza

La riforma sfida il divieto di possedere animali domestici nei regolamenti condominiali, promuovendo un approccio più aperto. Sebbene il divieto sia superato, rimangono regole di buon senso per il benessere degli animali e il decoro del condominio. Per quanto riguarda le parti comuni, il cambio di destinazione d’uso richiede ora un quorum più elevato, pari al 4/5 dei presenti e al 4/5 del valore dell’edificio.

Solidarietà Sussidiaria: Fronteggiare la Morosità con Equità

La riforma introduce il principio della “solidarietà sussidiaria” per affrontare la morosità. In caso di mancato pagamento di una rata condominiale, gli altri proprietari sono chiamati a coprire il debito, in proporzione alle tabelle millesimali. L’amministratore è tenuto ad agire legalmente entro sei mesi dalla chiusura della gestione condominiale, a meno che l’assemblea decida diversamente.

Lavori Straordinari: Nuove Regole per le Trasformazioni

I lavori straordinari sono suddivisi in piccola e grande entità. Per i primi, si applica una deliberazione a maggioranza semplice, con la metà dei presenti rappresentanti almeno 1/3 del valore dell’edificio. Per i lavori di maggiore entità, la deliberazione richiede la maggioranza dei presenti, rappresentanti almeno il 50% del valore dell’intero immobile. La riforma introduce anche un fondo speciale per coprire i costi, senza obbligare al pagamento anticipato.

Altre Innovazioni: Autonomia e Flessibilità

Diverse altre novità caratterizzano la riforma. L’obbligo di avere un amministratore per i nuovi condomini si riduce a due anni, e la revoca non richiede più la maggioranza dell’assemblea, ma può essere avanzata da un singolo condomino. Ogni condomino può disconnettersi dal riscaldamento centralizzato, a condizione che non arrechi disagi agli altri. Inoltre, è consentita l’installazione di parabole e pannelli solari nelle parti comuni senza l’approvazione dell’assemblea, purché il decoro dell’immobile non sia compromesso.

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