Nel funzionamento della vita condominiale, uno degli aspetti più importanti riguarda il raggiungimento dei quorum necessari per poter deliberare validamente. In molti casi, però, la prima convocazione dell’assemblea non consente di raggiungere le presenze richieste dalla legge. È proprio in queste situazioni che entra in gioco la seconda convocazione.
Per comprendere bene come funziona questo meccanismo è utile ricordare, prima di tutto, cosa si intende per quorum e quale ruolo ha nelle decisioni del condominio. Se vuoi approfondire il concetto generale, puoi leggere anche l’articolo dedicato a Cosa sono i quorum?:
https://www.studiolegalecalvello.it/quorum-assemblea-condominiale-cosa-sono/
Quando si tiene la seconda convocazione
La seconda convocazione avviene quando la prima assemblea non è stata valida, ad esempio perché non si sono presentati abbastanza condòmini per raggiungere il quorum richiesto dalla legge.
Può accadere quindi che:
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la prima riunione vada completamente deserta, oppure
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siano presenti alcuni condòmini, ma in numero insufficiente per costituire validamente l’assemblea.
In queste circostanze si procede con una nuova riunione, fissata in un momento successivo rispetto alla prima. Se vuoi sapere quanto tempo deve trascorrere tra le due riunioni, puoi approfondire qui:
Quanto tempo deve decorrere tra la prima e la seconda convocazione?
https://www.studiolegalecalvello.it/tempo-tra-prima-seconda-convocazione-assemblea/
Il quorum costitutivo in seconda convocazione
Affinché l’assemblea possa considerarsi validamente costituita in seconda convocazione, è necessario raggiungere un quorum minimo di presenza.
La legge stabilisce che devono partecipare alla riunione:
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almeno un terzo dei condòmini,
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che rappresentino almeno un terzo del valore complessivo dell’edificio (pari a 334 millesimi).
Questo requisito prende il nome di quorum costitutivo, perché riguarda il numero minimo di partecipanti necessario affinché l’assemblea possa iniziare a discutere e prendere decisioni.
Il quorum deliberativo: quando le decisioni sono valide
Una volta che l’assemblea è validamente costituita, occorre verificare anche il quorum deliberativo, cioè la maggioranza richiesta per approvare le decisioni.
In seconda convocazione le deliberazioni sono valide quando si ottiene:
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la maggioranza dei condòmini presenti alla riunione,
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che rappresentino almeno un terzo del valore dell’edificio.
Questo significa che non è sufficiente il numero delle persone presenti, ma occorre sempre considerare anche il peso dei millesimi rappresentati dai votanti.
Se vuoi comprendere meglio come funzionano le diverse maggioranze previste dalla normativa condominiale, può essere utile consultare anche l’approfondimento sulle regole speciali sulle maggioranze in condominio:
https://www.studiolegalecalvello.it/maggioranze-condominiali-regole-speciali/
Perché la seconda convocazione è così frequente
Nella pratica condominiale la seconda convocazione è spesso la modalità con cui si svolgono effettivamente le assemblee. Questo perché i quorum richiesti nella prima convocazione sono più elevati e difficili da raggiungere.
Se vuoi capire quali sono le differenze tra i quorum richiesti nelle due situazioni, puoi approfondire anche l’articolo dedicato ai quorum in prima convocazione:
https://www.studiolegalecalvello.it/quorum-prima-convocazione-assemblea-condominio/
Comprendere queste regole è fondamentale per verificare se una delibera è stata adottata correttamente oppure se esistono i presupposti per contestarla.



