Quando si parla di assemblea di condominio, uno degli aspetti più importanti riguarda il quorum, cioè il numero minimo di partecipanti e di millesimi necessario affinché la riunione possa considerarsi valida e possa prendere decisioni efficaci. Se vuoi approfondire il significato generale di questo concetto, puoi leggere anche l’articolo dedicato a Cosa sono i quorum?
https://www.studiolegalecalvello.it/quorum-assemblea-condominiale-cosa-sono/
Nel caso della prima convocazione, la legge stabilisce regole abbastanza rigide, proprio per garantire che le decisioni vengano prese con una partecipazione significativa dei condomini.
Quorum costitutivo: quando l’assemblea può iniziare
Affinché l’assemblea sia validamente costituita in prima convocazione, devono essere presenti condomini che rappresentino almeno i due terzi del valore dell’intero edificio, vale a dire non meno di 667 millesimi.
Oltre al requisito dei millesimi, è necessario anche che partecipi la maggioranza dei condomini, cioè più della metà dei soggetti che fanno parte del condominio.
In altre parole, perché la riunione possa iniziare regolarmente devono essere soddisfatte due condizioni contemporaneamente:
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la presenza di condomini che rappresentino almeno 667 millesimi;
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la presenza della maggioranza dei partecipanti al condominio.
Se anche uno solo di questi requisiti manca, l’assemblea in prima convocazione non può deliberare.
Va ricordato che la partecipazione può avvenire anche tramite rappresentanza. Se vuoi capire meglio questo meccanismo, puoi leggere l’approfondimento su Come funziona la delega in assemblea di condominio
https://www.studiolegalecalvello.it/delega-assemblea-condominiale-come-funziona/
Quorum deliberativo: quando una decisione è valida
Una volta che l’assemblea è validamente costituita, si passa alla fase delle votazioni. Anche in questo caso la legge richiede una maggioranza specifica affinché una delibera sia approvata.
In prima convocazione, una decisione è valida quando ottiene:
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il voto favorevole della maggioranza dei condomini presenti in assemblea;
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voti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio, cioè 500 millesimi.
Questo significa che non basta la semplice maggioranza numerica dei presenti: è necessario che il peso dei millesimi favorevoli raggiunga almeno la metà del valore complessivo dell’edificio.
Perché la prima convocazione è così rigorosa
Le soglie elevate previste per la prima convocazione servono a garantire che le decisioni vengano prese con una partecipazione ampia dei condomini. Tuttavia, proprio per questo motivo nella pratica capita spesso che non si raggiungano i numeri necessari.
Quando ciò accade, l’assemblea viene rinviata alla seconda convocazione, dove i requisiti sono meno stringenti. Se vuoi capire quali sono le maggioranze richieste in quel caso, puoi consultare l’articolo dedicato al Quorum in seconda convocazione
https://www.studiolegalecalvello.it/quorum-seconda-convocazione-assemblea-condominio/
È importante inoltre ricordare che tra la prima e la seconda convocazione deve trascorrere un determinato intervallo di tempo previsto dalla normativa. Su questo punto puoi leggere l’approfondimento su Quanto tempo deve decorrere tra la prima e la seconda convocazione
https://www.studiolegalecalvello.it/tempo-tra-prima-seconda-convocazione-assemblea/
L’importanza di conoscere le maggioranze condominiali
Capire come funzionano i quorum è fondamentale per verificare se una deliberazione è stata adottata correttamente oppure se esistono i presupposti per contestarla.
Una delibera approvata senza il rispetto delle maggioranze previste può infatti essere impugnata, con conseguenze anche rilevanti per la gestione del condominio.
Per questo motivo, conoscere le regole sulle maggioranze e sui quorum consente ai condomini di partecipare all’assemblea in modo più consapevole e di tutelare i propri diritti.



