Quando viene convocata una riunione di condominio, una delle domande più frequenti riguarda l’orario in cui deve svolgersi l’incontro. Molti condomini si chiedono infatti se esistano regole precise che stabiliscano quando l’assemblea debba essere fissata.
In realtà, la legge non prevede un orario obbligatorio. Non esistono disposizioni normative che impongano una fascia oraria specifica per lo svolgimento dell’assemblea condominiale.
Chi decide l’orario della riunione
La scelta dell’orario spetta generalmente all’amministratore, cioè al soggetto che provvede alla convocazione dell’assemblea. Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere anche l’articolo su Chi convoca l’assemblea?
https://www.studiolegalecalvello.it/chi-convoca-assemblea-condominiale/
Nel fissare il momento della riunione, l’amministratore gode quindi di un certo margine di discrezionalità: l’assemblea può essere convocata al mattino, nel pomeriggio oppure in serata, sia nei giorni feriali sia nei festivi. A questo proposito potrebbe esserti utile anche l’approfondimento su Si può tenere un’assemblea condominiale il sabato o la domenica?
https://www.studiolegalecalvello.it/assemblea-condominiale-sabato-domenica/
Tuttavia, questa libertà di scelta non è del tutto arbitraria. L’orario deve essere individuato tenendo conto di un criterio fondamentale: favorire la partecipazione dei condomini e non renderla inutilmente difficile.
L’orario più opportuno per l’assemblea
Nella pratica, convocare una riunione durante l’orario di lavoro può risultare poco funzionale, perché molti condomini potrebbero avere difficoltà a partecipare. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi si preferisce fissare l’incontro nelle ore serali.
Allo stesso tempo, è consigliabile evitare orari eccessivamente tardivi che potrebbero risultare disagevoli per i partecipanti.
Naturalmente, oltre all’orario è importante anche che la convocazione venga effettuata correttamente. Su questo tema puoi approfondire leggendo Come si convoca l’assemblea?
https://www.studiolegalecalvello.it/come-convocare-assemblea-condominiale/
Assemblea anche di notte: cosa dice la Cassazione
La giurisprudenza ha chiarito che non esistono limiti rigidi nemmeno per quanto riguarda gli orari più insoliti.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 697 del 22 gennaio 2000, ha infatti affermato che la legge non impone restrizioni sull’orario di convocazione dell’assemblea. In linea teorica, quindi, una riunione potrebbe essere fissata anche in piena notte.
Secondo i giudici, la scelta di un orario poco comodo non rende automaticamente invalida l’assemblea. Chi decide di non partecipare perché ritiene improbabile lo svolgimento della riunione si assume il rischio delle conseguenze.
Occorre infatti distinguere tra due situazioni diverse:
-
la reale impossibilità di partecipare, che potrebbe avere rilevanza giuridica;
-
la semplice scomodità dell’orario, che invece non è sufficiente a invalidare la riunione.
Cosa succede se nell’avviso manca l’orario
Un’altra questione riguarda l’ipotesi in cui nell’avviso di convocazione non venga indicato l’orario dell’assemblea.
La Cassazione (sentenza n. 6919/1982) ha chiarito che la riunione può comunque considerarsi valida se il condomino è stato informato dell’orario in altro modo e con sufficiente anticipo rispetto alla data dell’incontro.
Diversamente, se il condomino non ha ricevuto indicazioni chiare sull’orario e ciò ha impedito la partecipazione, la deliberazione può essere contestata. In questo caso la delibera potrà essere impugnata entro 30 giorni.
Se vuoi capire meglio cosa accade quando la convocazione presenta irregolarità, puoi consultare anche l’articolo Che succede se un condomino non riceve l’avviso di convocazione?
https://www.studiolegalecalvello.it/mancata-ricezione-avviso-convocazione-assemblea/
In conclusione
In sintesi, non esiste una regola fissa sull’orario dell’assemblea condominiale. L’amministratore ha la facoltà di stabilirlo liberamente, purché la scelta sia ragionevole e non renda ingiustificatamente difficile la partecipazione dei condomini.
L’obiettivo principale resta sempre lo stesso: garantire che la riunione possa svolgersi con la più ampia partecipazione possibile e nel rispetto delle corrette procedure di convocazione.



