Nel condominio, l’assemblea rappresenta il momento in cui i proprietari discutono e prendono decisioni sulla gestione delle parti comuni. Proprio per garantire trasparenza e partecipazione, ogni riunione deve svolgersi seguendo regole precise, tra cui quella relativa all’ordine del giorno.
Ma cosa succede se durante l’assemblea viene votata una decisione su un tema che non era indicato nell’ordine del giorno della convocazione?
In questi casi la deliberazione può essere contestata.
Perché l’ordine del giorno è così importante
L’ordine del giorno serve a informare preventivamente i condòmini sugli argomenti che verranno discussi e votati. Solo conoscendo in anticipo i temi trattati ogni partecipante può decidere se presenziare, delegare qualcuno o prepararsi adeguatamente alla discussione.
Per capire meglio come funziona questo passaggio è utile conoscere anche come si convoca correttamente una riunione condominiale, tema che abbiamo approfondito nell’articolo Come si convoca l’assemblea?
https://www.studiolegalecalvello.it/come-convocare-assemblea-condominiale/
Quando nella convocazione manca un argomento, i condòmini non hanno avuto la possibilità di prepararsi o di valutare la propria posizione. Per questo motivo la legge tutela il loro diritto a essere informati.
Delibere su argomenti non previsti: quando possono essere impugnate
Se l’assemblea vota una decisione su un tema non inserito nell’ordine del giorno, la delibera non è automaticamente nulla, ma può essere impugnata davanti al giudice.
La possibilità di contestazione nasce proprio dal fatto che la votazione è avvenuta senza che tutti i partecipanti fossero stati messi nelle condizioni di conoscere preventivamente l’argomento.
Questo principio è collegato anche alla corretta redazione della convocazione e agli elementi che devono risultare chiaramente dal verbale dell’assemblea. Se vuoi approfondire l’importanza del documento finale della riunione puoi leggere anche l’articolo Cosa deve contenere il verbale dell’assemblea?
https://www.studiolegalecalvello.it/contenuto-verbale-assemblea-condominiale/
Entro quanto tempo si può impugnare la delibera
Chi vuole contestare una deliberazione adottata su un punto non previsto nell’ordine del giorno deve agire entro 30 giorni.
Il termine decorre in modo diverso a seconda della posizione del condomino:
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per i presenti che hanno votato contro, il termine parte dal giorno stesso della deliberazione;
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per gli assenti, invece, i 30 giorni iniziano a decorrere dal momento in cui ricevono il verbale dell’assemblea.
Proprio per questo il verbale assume un ruolo fondamentale: è il documento che certifica ciò che è stato deciso e consente ai condòmini di conoscere le decisioni prese anche se non erano presenti. Se vuoi capire meglio il peso giuridico di questo documento puoi leggere anche Che valore ha il verbale d’assemblea?
https://www.studiolegalecalvello.it/valore-verbale-assemblea-condominio/
Cosa succede se non si impugna nei termini
Se nessun condomino contesta la delibera entro il termine previsto, la decisione diventa definitiva.
In altre parole, anche se la votazione riguardava un argomento non inserito nell’ordine del giorno, la deliberazione rimane valida e tutti i condòmini sono tenuti a rispettarla.
Per questo motivo è importante controllare sempre con attenzione l’ordine del giorno della convocazione e verificare che tutte le decisioni prese in assemblea riguardino effettivamente i temi indicati nella comunicazione ricevuta.



