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Il Ricorso all'Assemblea nel Condominio: Poteri dell'Amministratore e Controllo dei Condomini

Condominio in pillole Immobili, Condominio e Locazioni

I condomini possono chiedere la convocazione dell’assemblea?

Nel condominio l’assemblea rappresenta il momento principale in cui i proprietari prendono decisioni sulla gestione dell’edificio. Non sempre però l’iniziativa parte dall’amministratore: in molti casi sono gli stessi condomini ad avere interesse a discutere determinati problemi o proporre nuove decisioni.

Ma è possibile chiedere la convocazione di un’assemblea condominiale? La risposta è sì, e la legge prevede anche specifiche condizioni.

Quando l’assemblea può essere convocata su richiesta dei condomini

Di norma l’assemblea viene convocata dall’amministratore. Oltre alla riunione annuale per l’approvazione del rendiconto, può decidere di convocare una riunione anche quando uno o più condomini chiedono di discutere questioni specifiche.

Ad esempio, può essere necessario affrontare lavori urgenti, chiarimenti sulla gestione oppure persino la revoca dell’amministratore stesso.

Se vuoi approfondire chi ha il potere di convocare l’assemblea e in quali situazioni, puoi leggere l’articolo Chi convoca l’assemblea condominiale?
https://www.studiolegalecalvello.it/chi-convoca-assemblea-condominiale/

Quando l’amministratore è obbligato a convocare l’assemblea

La richiesta dei condomini non sempre ha lo stesso valore. In alcuni casi l’amministratore può decidere autonomamente se procedere o meno con la convocazione.

Diverso è invece il caso in cui la richiesta provenga da almeno due condomini che rappresentano un sesto del valore dell’edificio.

Quando si verifica questa situazione, l’amministratore ha l’obbligo di convocare l’assemblea. La richiesta deve indicare con precisione gli argomenti da inserire nell’ordine del giorno, in modo che tutti i partecipanti sappiano quali questioni verranno trattate.

L’ordine del giorno è infatti un elemento fondamentale della convocazione: le decisioni devono riguardare esclusivamente i punti indicati. In caso contrario, la delibera potrebbe essere contestata. Su questo tema puoi approfondire leggendo Si può impugnare una delibera che approva punti non inseriti all’ordine del giorno?
https://www.studiolegalecalvello.it/impugnare-delibera-fuori-ordine-del-giorno/

Cosa succede se l’amministratore non convoca l’assemblea

Una volta ricevuta la richiesta dei condomini aventi diritto, l’amministratore deve agire entro dieci giorni.

Se rifiuta oppure non provvede alla convocazione entro questo termine, la legge consente ai condomini richiedenti di procedere autonomamente. In questo caso si parla di autoconvocazione dell’assemblea.

Saranno quindi i condomini stessi a preparare e inviare gli avvisi di convocazione a tutti gli altri partecipanti, rispettando le modalità e i tempi previsti dalla normativa.

Per capire nel dettaglio come predisporre correttamente l’avviso e quali elementi devono essere indicati, puoi leggere Come si convoca l’assemblea condominiale
https://www.studiolegalecalvello.it/come-convocare-assemblea-condominiale/

È importante ricordare che l’avviso deve essere ricevuto da tutti i condomini: la mancata comunicazione può rendere contestabile la riunione. Su questo punto può essere utile anche l’approfondimento Che succede se un condomino non riceve l’avviso di convocazione?
https://www.studiolegalecalvello.it/mancata-ricezione-avviso-convocazione-assemblea/

Le conseguenze per l’amministratore inadempiente

Il comportamento dell’amministratore che ignora una richiesta legittima di convocazione non è privo di conseguenze.

L’assemblea può infatti decidere di revocare l’amministratore dall’incarico. Se non si raggiunge un accordo tra i condomini, anche un singolo proprietario può rivolgersi al tribunale per chiedere la revoca giudiziale.

Si tratta di una garanzia importante per i condomini, che possono così far valere il proprio diritto a discutere e decidere sulle questioni che riguardano la gestione dell’edificio.

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