Il verbale dell’assemblea condominiale è il documento che riporta tutto ciò che è accaduto durante la riunione: discussioni, votazioni e decisioni prese dai condomini. Proprio per questo rappresenta un elemento centrale nella gestione del condominio e nella validità delle delibere adottate.
Ma chi deve firmare questo documento? E soprattutto: cosa succede se il verbale non viene sottoscritto?
Chi sottoscrive normalmente il verbale
Nella prassi condominiale il verbale dell’assemblea viene firmato da due figure: il presidente dell’assemblea e il segretario incaricato di redigerlo.
Il presidente ha il compito di dirigere i lavori della riunione, mentre il segretario si occupa materialmente di scrivere il verbale e riportare le decisioni prese dai condomini. Se vuoi capire meglio il ruolo di queste figure puoi leggere l’approfondimento su Presidente e segretario di assemblea condominiale sono necessari?
https://www.studiolegalecalvello.it/presidente-segretario-assemblea-condominiale-obbligatori/
La firma di queste due figure serve soprattutto a confermare che quanto riportato nel documento corrisponde a quanto effettivamente avvenuto durante la riunione.
La firma è obbligatoria per legge?
Nonostante la prassi diffusa, la legge non prevede espressamente l’obbligo di sottoscrizione del verbale.
Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 27163 del 2017), la firma non costituisce un requisito essenziale del verbale di assemblea. In altre parole, l’assenza della sottoscrizione non rende automaticamente invalida la riunione né le delibere approvate.
Ciò che la normativa richiede realmente è che il verbale esista in forma scritta. Questo documento, infatti, rappresenta la prova ufficiale delle decisioni adottate dai condomini e consente di verificare se le deliberazioni siano state prese nel rispetto delle regole previste dalla legge, come ad esempio quelle sui quorum assembleari.
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Perché il verbale scritto è fondamentale
La forma scritta è indispensabile perché permette di conservare una traccia precisa delle decisioni prese in assemblea.
Nel verbale devono essere riportati diversi elementi fondamentali: i partecipanti, le deleghe eventualmente presentate, i risultati delle votazioni e il contenuto delle delibere approvate. Se vuoi approfondire nel dettaglio quali informazioni devono essere inserite, puoi leggere l’articolo su Cosa deve contenere il verbale dell’assemblea
https://www.studiolegalecalvello.it/contenuto-verbale-assemblea-condominiale/
Senza un verbale scritto sarebbe impossibile dimostrare quali decisioni siano state realmente adottate e con quali maggioranze.
Cosa succede se manca la firma sul verbale
Proprio perché la sottoscrizione non è un requisito essenziale, la mancanza della firma del presidente o del segretario non comporta automaticamente l’illegittimità dell’assemblea.
Anche la giurisprudenza ha chiarito questo aspetto: il Tribunale di Roma (sentenza n. 17028 del 2020) ha affermato che l’assenza della firma non è di per sé motivo sufficiente per contestare la validità della riunione o delle decisioni prese.
Naturalmente, la firma rimane comunque una buona pratica. Serve a confermare l’autenticità del documento e a ridurre eventuali contestazioni future tra i condomini.
In conclusione
In sintesi, il verbale dell’assemblea viene solitamente firmato dal presidente e dal segretario della riunione, ma la legge non impone questa formalità come requisito indispensabile.
Ciò che conta davvero è che il verbale venga redatto per iscritto e che riporti in modo chiaro e completo ciò che è accaduto durante l’assemblea, poiché rappresenta il principale documento di riferimento per verificare la validità delle decisioni condominiali.



