Nel condominio l’assemblea rappresenta il principale momento decisionale: è qui che i proprietari discutono e votano sulle questioni che riguardano la gestione dell’edificio. Una delle domande più frequenti riguarda proprio chi ha il potere di convocare questa riunione.
Il ruolo dell’amministratore nella convocazione
In linea generale, la convocazione dell’assemblea condominiale spetta all’amministratore. È lui la figura incaricata di organizzare la riunione e di informare tutti i condòmini attraverso l’avviso di convocazione.
La legge impone all’amministratore un obbligo preciso: convocare almeno un’assemblea all’anno. Questa riunione annuale serve principalmente ad approvare il rendiconto della gestione e la ripartizione delle spese tra i condomini.
Secondo quanto stabilito dal Codice civile, l’assemblea per l’approvazione del bilancio deve essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio condominiale. Si tratta di un passaggio fondamentale per garantire trasparenza nella gestione economica del condominio.
Se vuoi capire meglio quali differenze esistono tra le varie tipologie di riunione, puoi approfondire leggendo l’articolo sulla differenza tra assemblea ordinaria e straordinaria:
https://www.studiolegalecalvello.it/differenza-assemblea-ordinaria-straordinaria-condominio/
Assemblee straordinarie durante l’anno
Oltre alla riunione annuale, l’amministratore può convocare assemblee straordinarie ogni volta che lo ritiene necessario. Questo accade, ad esempio, quando emergono questioni urgenti come lavori straordinari, problemi strutturali o decisioni che non possono essere rinviate alla riunione ordinaria.
In molti casi l’assemblea straordinaria viene convocata anche su richiesta dei condomini stessi. Se vuoi capire quando e come i proprietari possono chiedere la convocazione, puoi approfondire qui:
https://www.studiolegalecalvello.it/condomini-chiedere-convocazione-assemblea/
Cosa succede se l’amministratore non convoca l’assemblea
L’obbligo di convocare l’assemblea annuale non è una semplice formalità. Se l’amministratore non provvede a convocarla almeno una volta all’anno, i condomini possono valutare la revoca dell’incarico per giusta causa.
Si tratta infatti di un dovere fondamentale legato alla corretta gestione del condominio.
La gestione delle spese senza approvazione del bilancio
Può accadere che, per vari motivi, l’assemblea non venga convocata o che il bilancio non venga approvato nei tempi previsti. In questi casi potrebbe sorgere il dubbio: l’amministratore può comunque chiedere il pagamento delle quote condominiali?
La giurisprudenza ha chiarito che, anche in assenza dell’approvazione formale del bilancio, l’amministratore mantiene il potere e il dovere di riscuotere i contributi necessari alla gestione ordinaria. Questo serve a garantire il funzionamento del condominio e il pagamento delle spese essenziali, come manutenzione, utenze o servizi comuni.
Perché la convocazione dell’assemblea è così importante
La convocazione corretta dell’assemblea è un passaggio centrale nella vita condominiale. Da essa dipendono la validità delle decisioni prese e la possibilità per tutti i condomini di partecipare e far valere il proprio punto di vista.
Se vuoi approfondire le modalità pratiche con cui viene convocata una riunione condominiale, puoi leggere anche l’articolo dedicato a come si convoca l’assemblea:
https://www.studiolegalecalvello.it/come-convocare-assemblea-condominiale/



