Articolo a cura di: Redazione - Studio Legale Calvello
Che maggioranza serve per rimuovere le siepi condominiali
Quando si parla di rimozione delle siepi condominiali, la prima domanda che ci viene posta dai clienti è sempre la stessa: basta una semplice maggioranza oppure serve l’unanimità?
La risposta, come spesso accade in ambito condominiale, non è immediata ma dipende dalla natura dell’intervento deliberato.
In linea generale, le siepi presenti nel giardino condominiale rientrano tra le parti comuni, in quanto elementi destinati all’uso e al godimento collettivo. Questo significa che ogni decisione relativa alla loro gestione deve passare necessariamente dall’assemblea e rispettare le regole previste in materia di quorum e maggioranze.
Se l’intervento riguarda una semplice attività di manutenzione – ad esempio la potatura o la sostituzione con piante analoghe – si applicano le maggioranze ordinarie previste per la gestione delle parti comuni. In questi casi, è sufficiente la maggioranza prevista dall’articolo 1136 del codice civile, che puoi approfondire anche nella nostra guida su cosa sono i quorum:
https://www.studiolegalecalvello.it/quorum-assemblea-condominiale-cosa-sono/
Diverso è il caso, molto più frequente nella pratica, in cui si voglia procedere alla rimozione totale delle siepi, magari per sostituirle con una pavimentazione, una recinzione o per modificare l’assetto del giardino.
In queste ipotesi, non si tratta più di semplice manutenzione, ma di una vera e propria modifica delle parti comuni, che può incidere:
- sull’estetica del condominio (decoro architettonico)
- sulla destinazione d’uso dell’area verde
- sul diritto di godimento degli altri condomini
Ed è proprio questo passaggio che fa la differenza sotto il profilo della maggioranza richiesta.
Quando la rimozione delle siepi comporta una trasformazione significativa, l’intervento può essere qualificato come innovazione condominiale. In tal caso, la delibera deve essere approvata con una maggioranza più elevata rispetto a quella ordinaria, come spiegato anche nella nostra analisi sulle maggioranze condominiali:
https://www.studiolegalecalvello.it/maggioranze-condominiali-regole-speciali/
Nei casi più delicati, addirittura, può rendersi necessaria l’unanimità, soprattutto quando la modifica incide sui diritti individuali dei singoli condomini o altera in modo rilevante la funzione originaria dello spazio comune.
È proprio qui che nascono le principali contestazioni: molti condomini ritengono che una semplice votazione a maggioranza sia sufficiente per eliminare le siepi, senza considerare che una delibera approvata con un quorum errato può essere illegittima e impugnabile.
Per questo motivo, prima di procedere alla rimozione delle siepi condominiali, è fondamentale valutare correttamente:
- la natura dell’intervento
- l’impatto sulle parti comuni
- il tipo di maggioranza richiesta
Un errore in questa fase può esporre il condominio a contenziosi anche complessi.
Le siepi condominiali sono parti comuni e chi decide davvero
Per comprendere fino in fondo quale sia la maggioranza per la rimozione delle siepi condominiali, è necessario chiarire un punto preliminare che spesso viene sottovalutato: le siepi sono sempre parti comuni?
Nella maggior parte dei casi, la risposta è sì. Le siepi che delimitano o decorano il giardino rientrano tra i beni destinati all’uso collettivo e, proprio per questo, sono soggette alle decisioni dell’assemblea condominiale. Tuttavia, nella pratica quotidiana emergono molte situazioni borderline che generano conflitti tra condomini.
Pensiamo, ad esempio, alle siepi che separano porzioni di giardino ad uso esclusivo oppure a quelle che svolgono una funzione di schermatura tra unità immobiliari. In questi casi, la qualificazione giuridica può diventare più complessa e incidere direttamente sulla possibilità di procedere alla loro eliminazione.
È proprio in queste situazioni che ci viene spesso chiesto: il condominio può togliere le siepi senza il consenso di tutti?
La risposta dipende da un principio fondamentale: nessuna decisione assembleare può comprimere in modo illegittimo il diritto del singolo condomino sul bene comune. Questo significa che, anche in presenza di una maggioranza favorevole, la delibera potrebbe essere contestata se comporta un pregiudizio concreto per alcuni partecipanti.
Per questo motivo, la fase assembleare diventa centrale. È indispensabile che la decisione sia presa nel rispetto delle regole di convocazione e di deliberazione. Se hai dubbi su questo aspetto, può esserti utile approfondire come funziona la convocazione dell’assemblea:
https://www.studiolegalecalvello.it/come-convocare-assemblea-condominiale/
Allo stesso modo, è fondamentale che l’argomento sia inserito correttamente all’ordine del giorno. Una delibera sulla rimozione delle siepi approvata senza una preventiva indicazione potrebbe essere invalida, come spieghiamo qui:
https://www.studiolegalecalvello.it/impugnare-delibera-fuori-ordine-del-giorno/
Un altro elemento spesso trascurato riguarda il contenuto del verbale. La decisione di eliminare le siepi deve essere motivata e riportata in modo chiaro, perché proprio il verbale rappresenta il documento su cui si basa ogni eventuale contestazione:
https://www.studiolegalecalvello.it/contenuto-verbale-assemblea-condominiale/
In concreto, ciò che osserviamo nella nostra esperienza è che molte controversie nascono non tanto dalla decisione in sé, ma da come questa viene presa. Assemblee convocate in modo impreciso, quorum non rispettati, valutazioni superficiali sull’impatto della rimozione delle siepi: tutti elementi che possono rendere una delibera vulnerabile.
Ecco perché, prima ancora di parlare di maggioranze, è essenziale verificare se la decisione sia stata adottata correttamente sotto il profilo procedurale. Solo a quel punto si può valutare se la rimozione delle siepi condominiali sia davvero legittima.
Quando la rimozione delle siepi è una modifica o un’innovazione
Arriviamo ora al punto più delicato, quello che nella pratica determina se una delibera è valida oppure no: la rimozione delle siepi condominiali è sempre una semplice gestione del verde oppure può diventare un’innovazione?
La distinzione non è solo teorica, ma ha conseguenze molto concrete sulla maggioranza richiesta in assemblea.
Se l’intervento si limita a sostituire siepi esistenti con altre simili, oppure a riorganizzare il verde senza alterarne la funzione, siamo ancora nell’ambito della gestione ordinaria o, al massimo, della manutenzione straordinaria. In queste ipotesi, la delibera può essere approvata con le maggioranze previste per le decisioni sulle parti comuni.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi che arrivano alla nostra attenzione, la rimozione delle siepi non è neutra. Al contrario, comporta una trasformazione dell’area: si eliminano elementi naturali che delimitavano spazi, garantivano privacy o contribuivano al decoro architettonico del condominio.
Quando questo accade, non siamo più di fronte a una semplice manutenzione, ma a una vera e propria modifica delle parti comuni.
E qui entra in gioco il concetto di innovazione condominiale.
Un intervento può essere considerato innovazione quando altera in modo significativo:
- la destinazione d’uso del bene comune
- le modalità di utilizzo da parte dei condomini
- l’aspetto complessivo dell’edificio
La rimozione totale delle siepi condominiali, ad esempio per sostituirle con una pavimentazione o con una recinzione, è spesso qualificabile come innovazione, soprattutto se modifica la funzione originaria del giardino.
In queste situazioni, la maggioranza richiesta è più elevata rispetto a quella ordinaria e deve rispettare criteri ben precisi che abbiamo approfondito nella nostra guida sui quorum in seconda convocazione:
https://www.studiolegalecalvello.it/quorum-seconda-convocazione-assemblea-condominio/
Ma c’è un ulteriore passaggio che molti ignorano: non tutte le innovazioni sono automaticamente legittime.
Se la rimozione delle siepi comporta un peggioramento del godimento della cosa comune per alcuni condomini – ad esempio riducendo la privacy o eliminando una barriera naturale – la delibera può essere contestata anche se formalmente approvata con la maggioranza corretta.
In altre parole, non basta raggiungere il quorum.
È necessario che la decisione sia anche equilibrata e rispettosa dei diritti di tutti i partecipanti. In caso contrario, si apre la strada a possibili impugnazioni, soprattutto da parte di chi subisce un pregiudizio concreto.
Questa è una delle situazioni più frequenti: assemblee che deliberano la rimozione delle siepi senza valutare le conseguenze reali, generando poi contenziosi che potevano essere evitati con un’analisi più attenta.
Per questo motivo, quando ci viene chiesto se sia possibile eliminare le siepi condominiali, la nostra risposta è sempre la stessa: prima di votare, è fondamentale capire che tipo di intervento si sta realmente approvando.
Quando serve l’unanimità e quando puoi opporti alla rimozione delle siepi
Dopo aver chiarito quando la rimozione delle siepi condominiali può essere considerata una innovazione, è fondamentale affrontare un altro nodo centrale: in quali casi serve l’unanimità e quando un condomino può opporsi alla decisione dell’assemblea.
Questo è il punto in cui la maggior parte delle controversie prende forma.
Non tutte le decisioni assembleari possono essere imposte alla minoranza. Esistono infatti situazioni in cui la legge richiede il consenso di tutti i condomini, proprio perché l’intervento incide in modo diretto sui diritti individuali.
Nel caso delle siepi condominiali, l’unanimità può diventare necessaria quando la loro rimozione comporta una alterazione sostanziale della destinazione del bene comune oppure incide su utilità specifiche di alcuni condomini.
Pensiamo, ad esempio, a siepi che svolgono una funzione di protezione della privacy per gli appartamenti al piano terra, oppure che delimitano spazi utilizzati in modo stabile da alcuni condomini. La loro eliminazione può determinare una compressione concreta del diritto di godimento.
In questi casi, non è sufficiente una maggioranza qualificata: la decisione potrebbe essere considerata illegittima se non approvata all’unanimità.
Ed è proprio qui che entra in gioco il diritto di opposizione.
Molti ci chiedono: posso oppormi alla rimozione delle siepi condominiali anche se la maggioranza è favorevole?
La risposta è sì, ma con alcune precisazioni importanti.
Se la delibera è stata adottata:
- senza rispettare i quorum richiesti
- senza una corretta convocazione dell’assemblea
- senza inserire il punto all’ordine del giorno
- oppure incidendo illegittimamente sui diritti individuali
può essere impugnata nei termini di legge.
A questo proposito, è utile comprendere cosa accade quando un condomino si trova costantemente in minoranza e quali strumenti ha a disposizione per tutelarsi:
https://www.studiolegalecalvello.it/condomino-sempre-in-minoranza-cosa-fare/
Allo stesso modo, è fondamentale verificare che non vi siano situazioni di conflitto di interessi tra i condomini che votano la delibera, perché anche questo può incidere sulla validità della decisione:
https://www.studiolegalecalvello.it/conflitto-interessi-condomino-assemblea/
Nella nostra esperienza, molte delibere sulla rimozione delle siepi vengono approvate senza una reale consapevolezza delle conseguenze giuridiche. Questo porta spesso a impugnazioni che si sarebbero potute evitare con una valutazione preventiva più attenta.
Il punto chiave è questo: non tutte le decisioni della maggioranza sono automaticamente valide.
Quando la rimozione delle siepi condominiali altera equilibri consolidati o incide su diritti specifici, il singolo condomino ha pieno diritto di reagire e far valere le proprie ragioni.
Un caso pratico: cosa succede davvero quando il condominio decide di eliminare le siepi
Per comprendere concretamente quale sia la maggioranza per la rimozione delle siepi condominiali, è utile calare queste regole nella realtà quotidiana, dove le dinamiche assembleari sono spesso più complesse di quanto sembri.
Immaginiamo un caso molto frequente: un condominio decide di eliminare le siepi presenti nel giardino comune perché ritenute “ingombranti” o costose da mantenere. L’idea è quella di sostituirle con una pavimentazione o con una soluzione più “semplice” da gestire.
L’amministratore inserisce il punto all’ordine del giorno e convoca l’assemblea. Se vuoi capire meglio come deve avvenire correttamente questa fase, puoi approfondire qui:
https://www.studiolegalecalvello.it/chi-convoca-assemblea-condominiale/
Durante la riunione, la proposta viene approvata con una maggioranza apparentemente regolare. La delibera viene verbalizzata e, sulla carta, tutto sembra corretto.
Ma è proprio in questo momento che iniziano i problemi.
Alcuni condomini, in particolare quelli che abitano ai piani bassi, si rendono conto che la rimozione delle siepi condominiali comporta una perdita significativa di privacy e una modifica evidente dell’assetto del giardino. Altri evidenziano che le siepi contribuivano al decoro e alla separazione degli spazi.
A questo punto, emergono domande molto concrete:
La delibera è davvero valida?
La maggioranza utilizzata era corretta?
Si tratta di manutenzione o di innovazione?
È possibile impugnare la decisione del condominio?
Analizzando situazioni come questa, ciò che rileviamo è che spesso la delibera viene approvata senza distinguere tra semplice gestione del verde e modifica delle parti comuni.
Se la rimozione delle siepi comporta una trasformazione significativa – come accade nella maggior parte dei casi – la decisione potrebbe richiedere una maggioranza più elevata o, in alcune circostanze, addirittura l’unanimità.
Inoltre, se la delibera non valuta adeguatamente l’impatto sui singoli condomini, può essere considerata lesiva dei loro diritti.
Un altro aspetto critico riguarda la documentazione: il verbale deve descrivere chiaramente la decisione presa, perché è proprio su questo documento che si basa ogni eventuale contestazione. Se vuoi approfondire il valore giuridico del verbale, puoi consultare questa guida:
https://www.studiolegalecalvello.it/valore-verbale-assemblea-condominio/
Questo esempio riflette una realtà molto diffusa: decisioni prese con leggerezza che sfociano in contenziosi tra condomini.
Ed è proprio in questi casi che diventa fondamentale intervenire tempestivamente, prima che la situazione si cristallizzi e diventi più difficile da gestire.
Domande frequenti sulla rimozione delle siepi condominiali
Nel corso della nostra attività, ci accorgiamo che chi cerca informazioni sulla maggioranza per la rimozione delle siepi condominiali ha quasi sempre dubbi molto concreti e immediati. Proviamo quindi a rispondere alle domande più frequenti, chiarendo gli aspetti che generano più incertezze.
Una delle domande più ricorrenti è se il condominio possa decidere di eliminare le siepi senza il consenso di tutti. Come abbiamo visto, ciò è possibile solo quando l’intervento rientra nella gestione ordinaria o non incide sui diritti individuali. Se invece la rimozione comporta una modifica rilevante delle parti comuni o limita il godimento di alcuni condomini, la semplice maggioranza potrebbe non essere sufficiente.
Ci viene poi chiesto se sia possibile opporsi alla delibera. La risposta è positiva: quando la decisione è stata presa con un quorum errato, senza rispettare le regole di convocazione o con effetti pregiudizievoli, il condomino può impugnare la delibera nei termini previsti dalla legge.
Un altro dubbio molto diffuso riguarda la qualificazione dell’intervento: la rimozione delle siepi è manutenzione o innovazione? Come abbiamo chiarito, tutto dipende dall’impatto concreto. Se si altera la funzione del giardino o il decoro del condominio, è molto probabile che si tratti di innovazione, con conseguente applicazione di maggioranze più elevate.
Spesso ci viene chiesto anche chi debba sostenere i costi dell’intervento. In linea generale, trattandosi di parti comuni, la spesa viene ripartita tra tutti i condomini secondo i millesimi, salvo diversa previsione del regolamento o casi particolari legati all’utilizzo.
Infine, una questione che emerge frequentemente è cosa accade se un condomino non ha partecipato all’assemblea o non ha ricevuto correttamente la convocazione. In queste ipotesi, la delibera può essere contestata, proprio perché viene meno uno dei presupposti fondamentali della validità della decisione assembleare. Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere qui:
https://www.studiolegalecalvello.it/mancata-ricezione-avviso-convocazione-assemblea/
Queste domande riflettono perfettamente la realtà: la rimozione delle siepi condominiali non è mai una decisione banale e, se gestita in modo superficiale, può generare conseguenze legali rilevanti.
Rimozione siepi condominiali: quando è il momento di agire e come possiamo aiutarti
Arrivati a questo punto, è chiaro che stabilire quale maggioranza serve per la rimozione delle siepi condominialinon è solo una questione teorica, ma un passaggio decisivo per evitare errori che possono trasformarsi in veri e propri contenziosi.
Nella pratica, ciò che osserviamo ogni giorno è che molte decisioni vengono prese con leggerezza: si vota in assemblea senza distinguere tra manutenzione e innovazione, senza valutare se la delibera incida sui diritti dei singoli condomini e senza verificare se il quorum utilizzato sia quello corretto.
Il risultato è sempre lo stesso: delibere apparentemente valide che, in realtà, presentano profili di illegittimità e possono essere impugnate.
Se ti trovi in una situazione simile – ad esempio se il condominio ha deliberato l’abbattimento delle siepi condominiali, oppure se si sta discutendo della loro eliminazione – è fondamentale intervenire tempestivamente.
Agire subito significa:
comprendere se la delibera è valida
valutare se la maggioranza utilizzata è corretta
verificare se i tuoi diritti sono stati rispettati
evitare che una decisione sbagliata produca effetti irreversibili
Molti condomini arrivano troppo tardi, quando la rimozione delle siepi è già stata eseguita o quando il conflitto è ormai degenerato. In questi casi, le soluzioni diventano più complesse e meno efficaci.
Per questo motivo, il nostro consiglio è sempre lo stesso: non aspettare.
Come Studio Legale, con esperienza pluriennale nelle controversie condominiali, affianchiamo i clienti proprio in queste situazioni, analizzando nel dettaglio la delibera, verificando la correttezza della procedura e individuando la strategia più efficace per tutelare i loro diritti.
Se vuoi avere un parere chiaro e concreto sul tuo caso, puoi richiedere una consulenza qui:
https://www.studiolegalecalvello.it/consulenza-studio-legale/





