Articolo a cura di: Redazione - Studio Legale Calvello
Presidente e segretario dell’assemblea di condominio: servono davvero oppure no?
Andiamo subito al punto, perché è questo il dubbio che più spesso ci viene sottoposto da chi partecipa a una riunione condominiale e poi teme che qualcosa non abbia funzionato correttamente. Nel condominio, la nomina del presidente e del segretario di assemblea non è imposta in via generale come requisito indispensabile per la validità della riunione o delle delibere. La legge, infatti, richiede che l’assemblea sia regolarmente convocata, che siano rispettati i quorum previsti e che delle decisioni assunte venga redatto un processo verbale da trascrivere nel registro tenuto dall’amministratore; non prevede invece, come regola generale, che l’assenza formale di un presidente o di un segretario renda automaticamente invalida l’assemblea.
Questo però non significa che si tratti di figure inutili. Al contrario, nella pratica condominiale presidente e segretario svolgono una funzione molto importante. Il presidente aiuta a verificare la regolare costituzione dell’assemblea, governa la discussione, mette ordine negli interventi e accompagna il passaggio alle votazioni. Il segretario, invece, cura la redazione del verbale, che resta il documento centrale per ricostruire ciò che è accaduto durante la riunione, quali decisioni siano state prese e con quali maggioranze. Proprio perché il verbale ha un peso decisivo, è essenziale che sia completo e coerente, a maggior ragione in un contesto in cui i profili davvero delicati non sono tanto i titoli formali di chi presiede o verbalizza, quanto la correttezza della convocazione, il rispetto dell’ordine del giorno, la partecipazione dei soggetti legittimati e la regolare formazione della volontà assembleare.
Dal punto di vista operativo, quindi, la domanda giusta non è soltanto se presidente e segretario siano necessari, ma se l’assemblea, anche in loro assenza, sia stata comunque condotta in modo regolare e se il verbale consenta di comprendere senza ambiguità lo svolgimento della riunione. È qui che si gioca la vera tenuta giuridica della delibera. In altri termini, l’eventuale mancanza della nomina di queste figure non va confusa con irregolarità ben più serie, come una convocazione viziata, quorum errati o decisioni prese su argomenti non inseriti all’ordine del giorno. Su questi aspetti, per esempio, abbiamo già approfondito quando chi convoca l’assemblea condominiale, come si convoca correttamente l’assemblea, che cosa sono i quorum e quando si può impugnare una delibera approvata fuori dall’ordine del giorno.
C’è poi un ulteriore profilo da non trascurare. In alcuni condomìni, il regolamento può prevedere regole organizzative più dettagliate sullo svolgimento dell’assemblea e sulla designazione di chi la dirige o la verbalizza. In questi casi, prima di affermare con sicurezza che la mancanza del presidente o del segretario sia irrilevante, conviene sempre verificare anche il contenuto del regolamento condominiale applicabile, perché la valutazione concreta passa sia dalla legge sia dalle regole interne del fabbricato.
Assemblea condominiale senza presidente o segretario: la delibera è valida oppure si può impugnare?
Dopo aver chiarito che presidente e segretario non sono, in linea generale, figure obbligatorie imposte dalla legge, il passaggio successivo è quello che interessa davvero chi ci contatta: che cosa succede concretamente se l’assemblea si svolge senza queste figure? La delibera è valida oppure può essere contestata?
La risposta, anche qui, va data con precisione per evitare semplificazioni fuorvianti. L’assenza del presidente o del segretario, di per sé, non determina automaticamente la nullità o l’annullabilità della delibera condominiale. Non è cioè un vizio che, da solo, consente di impugnare con successo una decisione presa in assemblea. Questo perché, come anticipato, la validità dell’assemblea condominiale si fonda su elementi diversi: la corretta convocazione, la presenza dei partecipanti legittimati, il rispetto dei quorum e la chiarezza delle decisioni assunte.
Il punto però cambia prospettiva se si guarda alla questione da un’angolazione più concreta, quella che emerge nella vita quotidiana dei condomìni. Quando manca una figura che coordini la riunione o che rediga correttamente il verbale, aumentano in modo significativo i rischi di irregolarità reali, cioè di quei problemi che possono effettivamente incidere sulla validità della delibera. Pensiamo, ad esempio, a verbali incompleti, poco chiari o addirittura contraddittori, nei quali non si comprendono le maggioranze raggiunte, le posizioni dei singoli condomini o l’esatto contenuto delle decisioni prese.
In questi casi, la questione non è più “manca il segretario”, ma diventa molto più concreta: il verbale è idoneo a rappresentare fedelmente ciò che è accaduto? Perché è proprio il verbale il documento su cui si fonda ogni eventuale contestazione futura. Non a caso, abbiamo approfondito in modo specifico cosa deve contenere il verbale dell’assemblea e che valore ha il verbale di assemblea, aspetti che diventano centrali proprio quando emergono dubbi sulla regolarità della riunione.
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la sottoscrizione del verbale. Anche qui, non è tanto la presenza formale del segretario a fare la differenza, quanto il fatto che il documento sia correttamente formato e sottoscritto dai soggetti che ne garantiscono l’autenticità. Sul punto, è utile chiarire chi deve firmare il verbale di assemblea condominiale, perché eventuali anomalie nella firma possono diventare un elemento rilevante in sede di impugnazione.
In altre parole, l’assenza di presidente e segretario non rende automaticamente nulla l’assemblea condominiale, ma può creare il terreno per errori più seri. E sono proprio questi errori — convocazione irregolare, quorum non rispettati, decisioni prese fuori dall’ordine del giorno, verbale inattendibile — a rappresentare le vere cause di invalidità. È qui che si inseriscono le situazioni più frequenti che ci vengono sottoposte: assemblee contestate, delibere ritenute illegittime, dubbi su come impugnare una decisione condominiale.
Per questo motivo, quando ci si chiede se un’assemblea condominiale senza presidente o senza segretario sia valida, la risposta corretta è sempre una: dipende da come si è svolta concretamente la riunione e da quanto il verbale riesca a dimostrarlo. È su questo che si costruisce — o si mette in discussione — la solidità della delibera.
Chi può fare il presidente e il segretario in assemblea condominiale e come avviene la nomina
A questo punto, chiarito che presidente e segretario non sono sempre obbligatori ma restano figure fondamentali nella pratica, è utile capire chi può ricoprire questi ruoli e come avviene concretamente la loro nomina durante l’assemblea condominiale.
Partiamo da un aspetto che spesso genera confusione. Non esiste una regola rigida che imponga requisiti particolari per diventare presidente o segretario di assemblea condominiale. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una scelta interna all’assemblea stessa, che avviene all’inizio della riunione, in modo semplice e immediato. Può essere nominato presidente uno dei condomini presenti, ma anche un soggetto esterno, purché vi sia il consenso dei partecipanti. Lo stesso vale per il segretario.
Questo significa che, nella pratica, il presidente dell’assemblea condominiale può essere anche l’amministratore, anche se spesso — per una maggiore trasparenza — si preferisce individuare una figura diversa, proprio per evitare possibili contestazioni o percezioni di conflitto di interessi. Su questo punto, vale sempre la pena prestare attenzione alle dinamiche concrete dell’assemblea, perché situazioni di tensione tra condomini o tra condomini e amministratore possono incidere sulla serenità della riunione e sulla successiva tenuta delle delibere.
Dal punto di vista operativo, la nomina avviene generalmente con una decisione presa all’inizio dell’assemblea, senza particolari formalità. Tuttavia, è importante che questa scelta venga riportata nel verbale, proprio perché contribuisce a ricostruire con precisione lo svolgimento della riunione. Ancora una volta, il tema centrale non è tanto la formalità della nomina, quanto la chiarezza e la completezza del verbale assemblea condominiale, che deve permettere a chiunque lo legga — anche a distanza di tempo — di comprendere chi ha svolto le funzioni di direzione e verbalizzazione.
Questo passaggio si collega direttamente a una delle criticità più frequenti: verbali poco chiari, incompleti o scritti in modo approssimativo. In assenza di un segretario effettivamente attento alla redazione, aumentano i rischi di errori che possono incidere sulla validità della delibera condominiale. Non è raro, infatti, che sorgano contestazioni proprio su questo aspetto, con condomini che si chiedono se un verbale impreciso possa rendere annullabile una decisione assembleare.
In questo senso, comprendere bene come funziona la partecipazione all’assemblea e chi ha diritto di intervenire e votare diventa fondamentale. Ad esempio, situazioni particolari come la delega o la presenza di più comproprietari possono incidere sulle dinamiche assembleari e sulla corretta formazione delle maggioranze. Per approfondire questi aspetti, può essere utile consultare come funziona la delega in assemblea condominiale oppure chi partecipa in caso di comproprietà.
Quindi la nomina di presidente e segretario è una prassi fortemente consigliata, anche se non sempre obbligatoria, perché consente di garantire ordine nella discussione e precisione nella redazione del verbale. E proprio questa precisione è ciò che, nella maggior parte dei casi, fa la differenza tra un’assemblea difficilmente contestabile e una che, invece, espone il condominio a possibili impugnazioni.
Quando l’assemblea condominiale è davvero irregolare: errori nel verbale, quorum e convocazione
Arrivati a questo punto, è importante spostare l’attenzione su ciò che conta davvero sotto il profilo giuridico. Nella nostra esperienza, chi si chiede se presidente e segretario di assemblea condominiale sono necessari lo fa quasi sempre perché teme che qualcosa non abbia funzionato correttamente. Tuttavia, come abbiamo visto, il vero problema non è tanto la loro presenza o assenza, quanto la regolarità complessiva dell’assemblea condominiale.
Per capire quando una delibera può essere contestata, bisogna guardare ad alcuni elementi fondamentali. Il primo è la convocazione. Se l’assemblea non viene convocata correttamente, ad esempio perché un condomino non riceve l’avviso, si apre uno scenario molto diverso rispetto alla semplice mancanza del segretario. Su questo aspetto, abbiamo approfondito cosa accade in caso di mancata ricezione dell’avviso di convocazione, situazione che può incidere concretamente sulla validità della delibera.
Un secondo elemento centrale riguarda i quorum. Spesso riceviamo richieste da parte di condomini che si chiedono se una decisione sia valida quando non è chiaro se siano state raggiunte le maggioranze necessarie. Qui il tema diventa tecnico, ma decisivo: senza il rispetto delle maggioranze previste, la delibera può essere annullabile. Per questo è fondamentale comprendere bene cosa sono i quorum, come funzionano in prima convocazione e in seconda convocazione.
Accanto a questi aspetti, troviamo poi una delle criticità più frequenti: gli errori nel verbale dell’assemblea condominiale. Ed è proprio qui che il ruolo del segretario, pur non essendo formalmente obbligatorio, diventa determinante nella pratica. Un verbale incompleto, poco chiaro o che non riporta correttamente le votazioni può creare seri problemi. Non è raro che un condomino si accorga, anche a distanza di tempo, che il documento non rappresenta fedelmente quanto accaduto durante la riunione.
In queste situazioni, la domanda che emerge è sempre la stessa: il verbale assemblea condominiale è valido? Si può impugnare la delibera? La risposta dipende dalla gravità dell’irregolarità. Non ogni errore comporta automaticamente la nullità, ma quando il verbale non consente di comprendere le decisioni adottate o le maggioranze raggiunte, si entra in un terreno molto più delicato, in cui può essere necessario valutare un’azione di impugnazione.
Un ulteriore aspetto da considerare riguarda l’ordine del giorno. Le decisioni devono essere prese su argomenti previamente indicati nella convocazione. Quando ciò non avviene, la delibera può essere contestata. Abbiamo affrontato questo tema in modo specifico spiegando quando è possibile impugnare una delibera approvata fuori dall’ordine del giorno, situazione molto più rilevante rispetto alla semplice assenza del presidente o del segretario.
Quindi l’assemblea condominiale diventa realmente irregolare quando vengono meno i presupposti fondamentali della sua validità, non quando manca una figura organizzativa. È per questo che, quando ci si trova di fronte a una delibera dubbia o contestata, è sempre opportuno analizzare nel dettaglio come si è svolta l’assemblea, piuttosto che fermarsi a un singolo elemento formale.
Un caso pratico reale: assemblea senza segretario e verbale contestato
Per comprendere davvero come queste regole si applicano nella vita quotidiana, è utile soffermarsi su una situazione concreta, molto simile a quelle che ci vengono sottoposte in studio.
Immaginiamo un’assemblea condominiale convocata regolarmente dall’amministratore, con un ordine del giorno chiaro e la presenza della maggior parte dei condomini. Durante la riunione, però, non viene formalmente nominato un segretario. Uno dei presenti prende appunti in modo informale e, al termine dell’assemblea, viene redatto un verbale piuttosto sintetico, che riporta le decisioni ma senza indicare in modo preciso le votazioni, le maggioranze raggiunte e le eventuali posizioni contrarie.
A distanza di qualche settimana, uno dei condomini — assente alla riunione — riceve il verbale e si accorge che è difficile comprendere come siano state prese le decisioni. Inizia quindi a porsi alcune domande molto comuni: il verbale assemblea condominiale è valido? L’assemblea senza segretario è valida? È possibile impugnare la delibera condominiale?
In una situazione del genere, la risposta non può essere automatica. Come abbiamo visto, l’assemblea condominiale senza segretario non è automaticamente nulla, ma il problema si sposta immediatamente sulla qualità del verbale. Se il documento non consente di ricostruire con chiarezza lo svolgimento della riunione, le votazioni e le maggioranze, allora può emergere un profilo di irregolarità rilevante.
A questo punto, l’analisi diventa concreta e giuridicamente delicata. Occorre verificare, ad esempio, se siano stati rispettati i quorum, se tutti i condomini abbiano ricevuto correttamente l’avviso di convocazione e se le decisioni siano state prese su punti effettivamente inseriti all’ordine del giorno. In molti casi, infatti, ciò che inizialmente appare come un semplice problema di verbalizzazione nasconde criticità più profonde legate alla validità dell’assemblea.
Non va poi dimenticato un altro aspetto che spesso emerge in queste situazioni: chi ha sottoscritto il verbale e con quali modalità. La firma del documento rappresenta un elemento importante per attribuire attendibilità a quanto scritto, ed è per questo che è sempre utile chiarire chi deve sottoscrivere il verbale di assemblea condominiale.
Nel caso concreto, quindi, il condomino che nutre dubbi sulla validità della delibera non dovrebbe fermarsi alla sola mancanza del segretario, ma analizzare l’intera dinamica dell’assemblea. È proprio questo il passaggio che spesso fa la differenza tra una contestazione infondata e una reale possibilità di impugnare la delibera condominiale.
Situazioni come questa sono molto più frequenti di quanto si pensi. Ed è proprio da qui che nascono la maggior parte delle richieste di consulenza: assemblee apparentemente regolari che, a un esame più attento, presentano profili di criticità che meritano di essere approfonditi con attenzione.
Domande frequenti su presidente e segretario di assemblea condominiale
Nel corso della nostra attività, ci accorgiamo che molti dubbi si ripetono con una certa frequenza. Sono domande molto concrete, spesso legate a situazioni già vissute in assemblea, e meritano risposte chiare perché da queste dipendono scelte importanti, come impugnare o meno una delibera condominiale.
Il presidente dell’assemblea condominiale è obbligatorio?
No, la legge non prevede un obbligo generale di nomina del presidente. Tuttavia, la sua presenza è fortemente consigliata perché consente di gestire correttamente la riunione e ridurre il rischio di contestazioni. In molte assemblee, infatti, la mancanza di una figura che coordini i lavori porta a discussioni disordinate e decisioni poco chiare.
Il segretario dell’assemblea condominiale è obbligatorio?
Anche il segretario non è sempre obbligatorio in senso stretto. Ciò che è indispensabile, però, è la redazione di un verbale corretto, completo e comprensibile. Ed è proprio qui che nasce il problema: senza una figura dedicata, aumentano gli errori nel verbale assemblea condominiale, con possibili conseguenze sulla validità della delibera.
Un’assemblea condominiale senza presidente o segretario è valida?
In linea generale sì. L’assemblea condominiale senza presidente o senza segretario è valida se sono rispettati tutti gli altri requisiti: convocazione regolare, quorum corretti e decisioni prese sugli argomenti all’ordine del giorno. Tuttavia, in assenza di queste figure, è più facile che emergano irregolarità che possono rendere la delibera annullabile.
Si può impugnare una delibera condominiale per errori nel verbale?
Dipende dalla gravità degli errori. Non ogni imprecisione comporta automaticamente l’invalidità, ma se il verbale non consente di comprendere le decisioni prese o le maggioranze raggiunte, allora può esserci spazio per una contestazione. In questi casi, diventa fondamentale analizzare nel dettaglio il contenuto del documento e verificare se rispetta i requisiti essenziali, come abbiamo approfondito parlando di contenuto del verbale assemblea condominiale.
Chi può fare il presidente o il segretario in assemblea condominiale?
Possono essere nominati liberamente dall’assemblea, anche tra i condomini presenti. In alcuni casi può svolgere queste funzioni anche l’amministratore, anche se spesso si preferisce separare i ruoli per garantire maggiore imparzialità. L’importante è che la scelta sia chiara e che venga riportata nel verbale, proprio per evitare contestazioni successive.
Queste domande mostrano un aspetto molto chiaro: il vero problema non è quasi mai la presenza o meno di presidente e segretario, ma la correttezza complessiva dell’assemblea condominiale. È su questo che occorre concentrarsi quando si valutano eventuali irregolarità.
Hai dubbi sulla validità della tua assemblea condominiale? Quando è il momento di chiedere una consulenza legale
Arrivati a questo punto, è probabile che tu ti stia facendo una domanda molto concreta: la mia assemblea condominiale è stata davvero regolare oppure ci sono elementi per contestarla?
Ed è una domanda più che legittima, perché — come abbiamo visto — il tema non è tanto se presidente e segretario di assemblea condominiale sono necessari, ma se l’intera procedura si sia svolta nel rispetto delle regole. Nella pratica, molte situazioni che ci vengono sottoposte riguardano proprio assemblee apparentemente corrette, ma che presentano criticità su convocazione, quorum, ordine del giorno o contenuto del verbale.
Il problema è che non sempre è facile distinguere tra una semplice irregolarità formale e un vizio che può portare all’annullabilità o alla nullità della delibera condominiale. Ad esempio, un verbale poco chiaro può sembrare un dettaglio marginale, ma in alcuni casi può rendere impossibile comprendere le decisioni prese e quindi aprire la strada a una contestazione. Allo stesso modo, una convocazione non corretta o una delibera adottata su punti non inseriti all’ordine del giorno possono incidere in modo decisivo sulla validità dell’assemblea.
È proprio in queste situazioni che diventa utile fermarsi e fare una valutazione approfondita. Non si tratta semplicemente di “capire se l’assemblea è valida”, ma di analizzare ogni elemento: chi ha partecipato, come sono state calcolate le maggioranze, come è stato redatto il verbale e se tutti i passaggi sono stati rispettati.
Se ti trovi in una situazione simile — ad esempio hai partecipato a un’assemblea condominiale irregolare, hai ricevuto un verbale che non ti convince oppure stai valutando se impugnare una delibera — il consiglio è quello di non basarti su interpretazioni generiche, ma di verificare il tuo caso concreto.
Noi dello Studio Legale Calvello, da oltre 25 anni, assistiamo quotidianamente condomini e amministratori proprio su queste problematiche: dalla verifica della validità dell’assemblea condominiale fino all’impugnazione delle delibere illegittime. Ogni situazione ha le sue specificità e una valutazione preventiva può evitare errori e, soprattutto, azioni inutili o tardive.
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