Articolo a cura di: Studio Legale Calvello
Nel condominio l’assemblea rappresenta il principale momento di confronto e decisione tra i proprietari. Di norma è l’amministratore a occuparsi della convocazione, seguendo procedure e modalità ben precise. Se vuoi approfondire questo aspetto puoi leggere l’articolo dedicato a Chi convoca l’assemblea condominiale(https://www.studiolegalecalvello.it/chi-convoca-assemblea-condominiale/).
Tuttavia può accadere che un singolo condomino ritenga necessario riunire tutti i proprietari per affrontare una determinata situazione. In questi casi sorge spontanea una domanda: un solo condomino può chiedere la convocazione dell’assemblea?
La risposta è sì, ma soltanto in alcune circostanze specifiche previste dalla legge. In presenza di determinate situazioni, infatti, l’amministratore ha l’obbligo di procedere alla convocazione anche su richiesta di un singolo partecipante al condominio.
Vediamo quali sono i casi più rilevanti.
Uso improprio delle parti comuni dell’edificio
Uno dei casi in cui un singolo condomino può sollecitare la convocazione dell’assemblea riguarda l’utilizzo scorretto degli spazi comuni.
Può capitare, ad esempio, che un condomino utilizzi una parte comune in modo incompatibile con la sua destinazione originaria, creando disagi agli altri residenti. Pensiamo al caso di una terrazza condominiale trasformata in uno spazio per feste rumorose o attività che disturbano la tranquillità del palazzo.
In situazioni di questo tipo, la normativa consente anche a un solo condomino di chiedere formalmente all’amministratore di convocare l’assemblea per discutere il problema e valutare eventuali provvedimenti.
L’obiettivo è permettere ai condòmini di intervenire rapidamente quando un comportamento individuale rischia di compromettere il corretto utilizzo delle parti comuni.
Un’altra ipotesi riguarda le cosiddette innovazioni di interesse sociale, cioè gli interventi destinati a migliorare le condizioni dell’edificio o la fruibilità degli spazi.
Tra questi rientrano, ad esempio:
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lavori per aumentare la salubrità degli ambienti condominiali;
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interventi sugli impianti comuni;
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opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche.
In presenza di una richiesta formale di un condomino su questi temi, l’amministratore è tenuto a convocare l’assemblea entro trenta giorni.
Naturalmente, durante la riunione saranno poi i partecipanti al condominio a decidere se approvare o meno l’intervento, nel rispetto delle maggioranze previste dalla legge. Se vuoi capire meglio come funzionano le votazioni puoi approfondire l’argomento nell’articolo dedicato a Cosa sono i quorum dell’assemblea condominiale(https://www.studiolegalecalvello.it/quorum-assemblea-condominiale-cosa-sono/).
Gravi irregolarità nella gestione dell’amministratore
La convocazione richiesta da un singolo condomino può diventare obbligatoria anche quando emergono irregolarità nella gestione del condominio.
Questo accade, ad esempio, se vengono riscontrati problemi di natura fiscale oppure se l’amministratore non ha aperto – o non utilizza correttamente – il conto corrente intestato al condominio, come richiesto dalla normativa.
In questi casi l’assemblea diventa lo strumento attraverso cui i condòmini possono valutare la situazione e prendere decisioni, che possono arrivare anche alla revoca dell’amministratore.
L’assemblea resta il luogo centrale delle decisioni condominiali
Come si vede, la legge consente anche a un singolo condomino di attivarsi per convocare l’assemblea quando sono in gioco interessi importanti della collettività condominiale.
Questo non significa però che la convocazione possa avvenire liberamente in ogni situazione: occorre sempre rispettare le procedure previste dalla normativa. Se vuoi capire meglio come funziona il procedimento puoi approfondire anche Come si convoca l’assemblea condominiale (https://www.studiolegalecalvello.it/come-convocare-assemblea-condominiale/).
Quando sorgono dubbi o controversie, una consulenza legale può aiutare a valutare la situazione e a individuare la soluzione più corretta. In caso di necessità puoi richiedere assistenza tramite la pagina Consulenza Studio Legale(https://www.studiolegalecalvello.it/consulenza-studio-legale/).



