Quando un infortunio in palestra dà diritto al risarcimento
Un infortunio in palestra può trasformarsi da semplice incidente a una vera e propria responsabilità giuridica quando ricorrono determinate condizioni previste dalla legge. Il nostro ordinamento impone infatti a chi gestisce strutture sportive — come palestre, centri fitness, piscine e centri polifunzionali — un preciso dovere di diligenza e sorveglianza, al fine di garantire la sicurezza degli utenti.
La palestra non è solo un luogo di allenamento, ma anche un ambiente potenzialmente pericoloso se non gestito correttamente.
A differenza di ciò che molti pensano, non è sempre la persona infortunata ad essere automaticamente responsabile dell’accaduto. Anzi, in molti casi il gestore può essere chiamato a rispondere dei danni fisici e materiali subiti, se questi derivano da:
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carenze strutturali o manutentive;
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negligenza nella gestione del personale o nella sorveglianza degli utenti;
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mancata adozione di misure di sicurezza adeguate;
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omissione di controlli periodici sugli attrezzi o sulle superfici.
Perché si possa parlare di risarcimento, è necessario che l’infortunio sia diretta conseguenza di una condotta omissiva o colposa del gestore. In termini giuridici, si applica quanto previsto dagli articoli 2043 e 2051 del Codice Civile, che regolano rispettivamente la responsabilità extracontrattuale e quella per danno cagionato da cose in custodia.
“Chiunque cagiona ad altri un danno ingiusto è obbligato a risarcirlo” – art. 2043 c.c.
Ma non solo. A seconda dei casi, si può configurare anche una responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c., quando l’utente ha sottoscritto un abbonamento o una iscrizione presso il centro sportivo: in questo scenario, la palestra ha l’obbligo di garantire non solo la prestazione sportiva, ma anche l’integrità fisica del cliente.
Tabella riepilogativa – Tipologie di responsabilità del gestore
Tipologia | Fondamento giuridico | Esempi |
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Extracontrattuale | Art. 2043 c.c. | Mancata segnalazione di pavimento bagnato |
Oggettiva | Art. 2051 c.c. | Lesioni causate da attrezzo rotto o instabile |
Contrattuale | Art. 1218 c.c. | Infortunio durante un corso incluso nell’abbonamento |
Molti utenti, dopo un infortunio in palestra, cercano soluzioni approssimative rivolgendosi ad agenzie di infortunistica stradale, nella convinzione che operino anche in ambito sportivo. Tuttavia, la competenza in queste materie è prettamente giuridica, e per far valere correttamente i propri diritti è necessario affidarsi a uno studio legale esperto in grado di gestire la responsabilità civile sportiva con competenza e precisione.
Responsabilità del centro sportivo e del gestore: quando scatta davvero
Il gestore di una palestra o di un centro sportivo ha una responsabilità diretta e oggettiva sulla sicurezza degli spazi, delle attrezzature e del personale. Questo significa che in caso di infortunio durante l’allenamento, una lezione o anche negli spogliatoi, il titolare dell’impianto può essere chiamato a risarcire i danni fisici subiti dal cliente, se l’evento è riconducibile a una mancanza strutturale o organizzativa.
Le situazioni che più frequentemente danno origine a una richiesta di risarcimento per infortunio in palestra includono:
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Scivolata su pavimento bagnato non segnalato, in sala attrezzi o negli spogliatoi;
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Attrezzi rotti, instabili o montati male, come panche, cyclette, bilancieri;
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Mancanza di istruzioni da parte del personale su come utilizzare le macchine in sicurezza;
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Affollamento eccessivo o corsi gestiti senza supervisione, con conseguenti scontri tra utenti;
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Presenza di ostacoli non visibili o illuminazione inadeguata nelle aree comuni;
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Infortuni in piscina o sauna, a causa di mancato rispetto delle norme igieniche e di sicurezza.
Tutti questi casi rientrano nel concetto giuridico di culpa in vigilando o, comunque, in un deficit organizzativo, ed espongono il centro sportivo a una richiesta danni per responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 2051 c.c.
Esempio concreto: se una persona si infortuna in palestra utilizzando un macchinario da palestra difettoso (es. panca rotta o cavo usurato), non sarà necessario dimostrare la colpa diretta del gestore, ma sarà sufficiente dimostrare che quell’attrezzo era sotto la sua custodia e non è stato manutenuto adeguatamente.
“Il custode è responsabile del danno cagionato dalla cosa, salvo che provi il caso fortuito.” – art. 2051 c.c.
In questi casi, la prova del malfunzionamento o della negligenza può ricavarsi da fotografie, testimoni presenti al momento dell’incidente, certificati medici immediatamente successivi all’infortunio, oppure dalle stesse telecamere di sorveglianza eventualmente installate all’interno della struttura.
Per questo motivo, è fondamentale agire con tempestività, raccogliendo subito le prove dell’infortunio e formalizzando una richiesta danni al gestore della palestra. In questa fase, non basta rivolgersi a un’infortunistica generica: è opportuno farsi assistere da uno studio legale specializzato in infortuni sportivi, in grado di valutare la dinamica, ricostruire le responsabilità e ottenere il giusto risarcimento.
Come abbiamo già spiegato nell’articolo dedicato a come ottenere un risarcimento dopo un infortunio da calcio amatoriale, la responsabilità del gestore non è mai automatica, ma va dimostrata con metodo e competenza.
Infortunio causato da attrezzature difettose o pavimenti scivolosi: chi è responsabile?
Tra le cause più frequenti di infortunio in palestra troviamo attrezzature difettose, mancata manutenzione degli impianti, pavimentazione scivolosa o superfici sconnesse. In tutti questi casi, la legge prevede una responsabilità oggettiva del gestore, che ha l’obbligo di mantenere la struttura in condizioni di sicurezza idonee all’attività fisica praticata.
Quando si verifica un infortunio in sala pesi o negli spazi comuni del centro sportivo, è fondamentale distinguere se l’evento sia dipeso da un comportamento imprudente dell’utente oppure da una condizione pericolosa preesistente, che il gestore avrebbe dovuto prevenire.
Esempi tipici di infortuni da struttura maltenuta:
Caso concreto | Responsabilità del gestore |
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Pavimento bagnato non segnalato | Sì |
Panca instabile o rotta | Sì |
Sbarra per trazioni ceduta | Sì |
Tappetino consumato con rischio inciampo | Sì |
Mancanza di tappetini antiscivolo in doccia | Sì |
In situazioni simili, non è necessario provare la colpa soggettiva del titolare, ma semplicemente che l’infortunio è stato causato da un elemento strutturale sotto il suo controllo: si applica quindi l’art. 2051 del Codice Civile, che rende il custode responsabile per il solo fatto del danno, salvo prova contraria.
Un tipico errore commesso da chi subisce un infortunio in palestra è quello di ritenere che, avendo firmato una liberatoria all’iscrizione, non possa avanzare alcuna pretesa. Ma la realtà è ben diversa: le clausole che escludono la responsabilità del gestore sono spesso nulle se contrastano con norme imperative di tutela dell’integrità fisica.
Inoltre, il gestore non può invocare come giustificazione l’imprudenza dell’utente, se non riesce a dimostrare che l’evento è stato determinato esclusivamente da un comportamento imprevedibile dell’infortunato. In assenza di questa prova, l’onere risarcitorio ricade pienamente sulla struttura.
Il nostro Studio riceve regolarmente richieste da parte di utenti che hanno subito un infortunio in palestra e si chiedono chi paga i danni: in molti casi, la responsabilità ricade sulla compagnia assicurativa del centro sportivo, ma è fondamentale formulare correttamente la richiesta danni e fornire tutta la documentazione necessaria.
Infortunio durante un corso o un’attività sportiva guidata: chi risponde dei danni?
Un infortunio durante un corso in palestra, come una lezione di spinning, pilates o funzionale, non è mai da sottovalutare. In questi contesti, infatti, entra in gioco anche la responsabilità diretta dell’istruttore, oltre a quella generale del gestore del centro sportivo.
Il gestore è obbligato a selezionare personale qualificato e abilitato all’insegnamento di discipline sportive. Se un istruttore non è in grado di guidare correttamente l’attività o se impone esercizi non adeguati al livello dell’utente, il centro può essere ritenuto responsabile dell’infortunio per culpa in eligendo, ovvero per aver scelto personale non idoneo.
Esempi frequenti di infortuni legati a corsi guidati:
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distorsione causata da un salto errato in una lezione HIIT senza correzione dell’istruttore;
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strappo muscolare durante esercizi non adatti alla preparazione dell’utente;
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cadute dovute a disattenzione del trainer nella gestione del gruppo;
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uso scorretto di attrezzi (kettlebell, elastici, step) durante lezioni collettive.
In tutti questi casi, il danneggiato ha diritto a chiedere un risarcimento per infortunio sportivo, anche se ha firmato un modulo di iscrizione. L’assicurazione della palestra copre in genere i danni causati dall’attività fisica, ma non liquida automaticamente l’indennizzo: serve una formale denuncia dell’accaduto con supporto medico e legale.
Importante: non tutti sanno che l’assicurazione base FIGC o quelle delle federazioni sportive non sempre coprono infortuni in palestra, come spieghiamo in dettaglio nel nostro articolo dedicato a cosa copre davvero l’assicurazione FIGC.
Inoltre, non va dimenticato che molti utenti si rivolgono a agenzie di infortunistica stradale convinti che possano gestire anche questi sinistri sportivi. In realtà, la normativa applicabile è diversa, così come lo è la valutazione medico-legale del danno subito. Per questo motivo è opportuno rivolgersi a un avvocato esperto in infortuni sportivi, che sappia agire rapidamente nei confronti del centro sportivo o dell’istruttore, anche in via stragiudiziale.
Il risarcimento danni per infortunio in palestra durante un corso può comprendere:
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spese mediche e fisioterapiche;
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mancato guadagno o impossibilità temporanea di lavorare;
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danno biologico permanente o temporaneo;
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danno morale, se l’infortunio ha inciso sulla qualità della vita.
Una gestione corretta del sinistro può fare la differenza tra un semplice rimborso delle spese vive sostenute per le cure e un risarcimento completo dei danni subiti. Come già indicato nel nostro approfondimento su risarcimento per infortunio sportivo, l’assistenza legale specializzata è la chiave per ottenere giustizia in tempi rapidi e con il giusto riconoscimento economico.
Cosa fare subito dopo un infortunio in palestra: prove, denuncia e richiesta risarcimento
Quando si subisce un infortunio in palestra o centro sportivo, il fattore tempo è cruciale. I primi minuti e le prime ore dopo l’incidente sono determinanti per raccogliere le prove necessarie a dimostrare la responsabilità della struttura e per avviare la richiesta di risarcimento in modo efficace.
Molti utenti commettono l’errore di sottovalutare l’infortunio iniziale, magari un dolore alla caviglia o una contusione alla schiena, salvo poi accorgersi nei giorni successivi che si tratta di una lesione muscolare, tendinea o articolare più grave, che richiede cure, assenza dal lavoro o interventi riabilitativi.
Ecco dunque le azioni fondamentali da compiere immediatamente dopo l’evento, valide sia in caso di infortunio da attrezzatura rotta, scivolata su pavimento bagnato, che trauma durante un corso sportivo:
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Farsi assistere subito dal personale della palestra e farsi annotare l’accaduto nel registro degli incidenti (obbligatorio per legge in molte strutture);
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Richiedere il soccorso medico immediato, anche tramite 118 se necessario, e recarsi al pronto soccorso per la redazione di un referto;
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Scattare fotografie al luogo dell’incidente (attrezzo difettoso, pavimento umido, assenza di cartelli, ecc.);
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Raccogliere i dati dei testimoni presenti, come altri utenti o istruttori;
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Conservare tutta la documentazione medica, comprese visite successive, prescrizioni e certificati di inabilità;
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Contattare un avvocato esperto in risarcimenti per infortuni sportivi per la redazione della richiesta danni.
Suggerimento professionale: anche se la palestra è coperta da assicurazione, la compagnia può rifiutare il risarcimento se non viene formalizzata correttamente la denuncia. Non affidarti a moduli generici, ma valuta una lettera redatta da uno studio legale specializzato.
Per procedere alla richiesta danni contro il centro sportivo, è necessario inviare una comunicazione formale — di norma una raccomandata A/R o una PEC — in cui vengano indicati:
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data, ora e dinamica dell’infortunio;
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cause presumibili dell’incidente;
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soggetti presenti;
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danni subiti e documentazione medica allegata;
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richiesta formale di risarcimento, eventualmente con diffida ad adempiere;
- richiesta estremi polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Questa fase è delicata: una formulazione errata può compromettere l’intera procedura. Per questo, l’intervento tempestivo di un avvocato può evitare errori strategici e aumentare sensibilmente le probabilità di ottenere l’indennizzo/risarcimento.
Ricordiamo che l’infortunio sportivo può generare sia danni patrimoniali che non patrimoniali, come:
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spese mediche;
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perdita di reddito da lavoro;
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danno biologico;
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danno morale.
Infine, occorre considerare anche i termini di prescrizione per avviare la richiesta risarcitoria: in genere si applica la prescrizione quinquennale prevista dall’art. 2947 c.c., ma nei casi più gravi, come lesioni gravi o invalidanti, è possibile ricorrere anche a un ATP (Accertamento Tecnico Preventivo).
Assicurazione palestra, liberatoria firmata e responsabilità: cosa conta davvero?
Una delle domande più frequenti da parte di chi ha subito un infortunio in palestra o centro fitness è: “Ma se ho firmato una liberatoria, posso comunque chiedere il risarcimento?”.
La risposta è sì: la firma di una liberatoria non esonera automaticamente la palestra o il gestore dalla responsabilità in caso di danni. Questo perché il nostro ordinamento tutela in via prioritaria l’integrità fisica della persona, e le clausole che limitano tale tutela possono essere dichiarate nulle se in contrasto con l’art. 1229 c.c., che vieta l’esonero da responsabilità per dolo o colpa grave.
“È nullo qualsiasi patto che esclude o limita la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave.” – art. 1229 c.c.
Ciò significa che, anche se il modulo di iscrizione alla palestra contiene una clausola che “scarica” il centro da eventuali responsabilità, questa non è opponibile all’utente in caso di infortunio causato da negligenza, carenze di sicurezza, attrezzature difettose o errori del personale.
E l’assicurazione del centro sportivo?
Ogni palestra o centro sportivo dovrebbe essere coperto da una polizza di responsabilità civile verso terzi, obbligatoria in molti contesti, specie se la struttura è affiliata a federazioni o enti di promozione sportiva. Tuttavia, la sola esistenza di una polizza non garantisce automaticamente un indennizzo: la compagnia assicurativa valuterà attentamente la dinamica dell’evento e l’effettiva responsabilità della palestra prima di procedere.
Alcune polizze coprono soltanto:
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gli istruttori o i dipendenti (non i clienti);
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gli infortuni “occasionali” e non quelli derivanti da uso regolare degli impianti;
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esclusivamente determinati orari o tipologie di attività.
In ogni caso, ciò che non copre l’assicurazione dovrà coprirlo la struttura sportiva in caso di sua responsabilità. Per questo è fondamentale che la persona infortunata si faccia assistere da uno studio legale che conosca in modo approfondito le dinamiche della responsabilità sportiva, e che possa verificare le condizioni di polizza, i massimali, e le clausole di esclusione.
Attenzione agli errori più comuni dopo un infortunio in palestra:
Errore frequente | Conseguenza |
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Non segnalare immediatamente l’accaduto | Perdita di prove decisive |
Fidarsi della sola assicurazione del centro | Offerta al ribasso o rifiuto |
Aspettare troppo a rivolgersi a un avvocato | Prescrizione o difficoltà probatorie |
Pensare che la liberatoria firmata chiuda ogni possibilità | Rinuncia infondata a un diritto esistente |
L’esperienza maturata in anni di assistenza in materia di infortuni sportivi, infortuni nei centri fitness e contenziosi risarcitori ci insegna che un intervento tempestivo, con una valutazione professionale del danno, è essenziale per ottenere un giusto risarcimento.
Infortunistiche stradali o avvocato? Perché è fondamentale rivolgersi a un legale specializzato
Dopo un infortunio in palestra o in un centro sportivo, molte persone tendono a comportarsi come farebbero in seguito a un incidente stradale. È infatti piuttosto diffusa l’abitudine di contattare un’agenzia di infortunistica stradale, nella convinzione che possa gestire qualsiasi richiesta di risarcimento danni, a prescindere dal contesto.
Tuttavia, questa scelta può rivelarsi rischiosa, per due motivi fondamentali:
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L’infortunistica stradale nasce per gestire sinistri tra veicoli a motore, e non ha competenze specifiche in materia di responsabilità civile sportiva, normativa delle strutture ricettive, obblighi di sicurezza e responsabilità contrattuale.
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Le agenzie di infortunistica non sono studi legali: non possono assistere il danneggiato in giudizio, non hanno poteri di diffida legale e spesso si limitano a trattare con le assicurazioni sulla base di moduli standardizzati, senza una reale ricostruzione giuridica del danno.
Se un infortunio avviene in una palestra, non può essere trattato come se fosse un incidente stradale: la dinamica, le prove richieste, le normative di riferimento e le responsabilità in gioco sono completamente diverse.
La corretta quantificazione del danno richieda sempre un’analisi legale approfondita, che tenga conto non solo dei referti medici, ma anche delle responsabilità contrattuali o extracontrattuali in gioco.
Allo stesso modo, nel caso di un infortunio da caduta in palestra, un incidente negli spogliatoi, oppure un trauma durante un corso fitness, è necessario analizzare:
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se il gestore ha rispettato gli obblighi di vigilanza e manutenzione;
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se l’attrezzatura era idonea all’uso e ben mantenuta;
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se l’istruttore ha seguito con attenzione l’attività;
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se il danno poteva essere evitato con misure preventive.
Solo uno studio legale competente in materia di risarcimento danni da responsabilità sportiva può affrontare e risolvere in modo completo questi aspetti, garantendo al cliente:
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assistenza nella fase sia stragiudiziale che giudiziale all’occorrenza;
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invio di diffide legali verso il centro sportivo;
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interlocuzione con le compagnie assicurative;
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calcolo preciso del danno biologico, morale e patrimoniale;
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consulenza medico-legale affidabile e riconosciuta.
A differenza delle agenzie di infortunistica, noi possiamo rappresentare il danneggiato in giudizio se necessario, e ottenere risarcimenti completi anche nei casi più articolati.
Esempio reale: infortunio da scivolata in palestra per pavimento bagnato non segnalato
Una nostra assistita, 38 anni, impiegata, si è rivolta allo Studio Legale Calvello dopo aver subito un infortunio in palestra durante una normale sessione di allenamento in sala attrezzi. Il sinistro è avvenuto mentre si spostava tra due macchinari, quando ha improvvisamente perso l’equilibrio a causa di un tratto di pavimento bagnato e scivoloso, non segnalato con alcun cartello o delimitazione visiva.
La caduta le ha provocato una distorsione al ginocchio con lesione del legamento collaterale, certificata da pronto soccorso e successivi accertamenti ortopedici, con prognosi di oltre 30 giorni, trattamenti fisioterapici e ripercussioni temporanee sull’attività lavorativa.
La donna aveva regolarmente firmato un modulo di iscrizione e liberatoria, ma ciò non ha impedito di procedere, dato che l’infortunio era chiaramente dovuto a carenza strutturale e omessa vigilanza da parte della palestra.
Il nostro Studio ha:
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redatto e inviato una richiesta danni stragiudiziale al centro sportivo e alla compagnia assicurativa;
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dimostrato, attraverso testimonianze di altri clienti e fotografie scattate dopo l’incidente, che l’area non era segnalata né pulita a dovere;
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quantificato con precisione il danno biologico temporaneo, le spese mediche e il danno morale, allegando tutta la documentazione sanitaria.
Dopo un primo tentativo di offerta al ribasso da parte dell’assicurazione del centro sportivo, siamo riusciti a ottenere, in via transattiva, un congruo risarcimento, comprensivo di:
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rimborso spese mediche e fisioterapia;
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danno biologico documentato da certificazione medico-legale;
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danno patrimoniale da mancata presenza lavorativa;
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danno morale correlato al periodo di immobilità e disagio personale.
Questo caso dimostra come anche un infortunio apparentemente banale possa avere gravi conseguenze, e come il supporto di un avvocato esperto in risarcimento danni da palestra possa fare la differenza tra un risarcimento parziale e un risultato pienamente soddisfacente.
Domande frequenti sugli infortuni in palestra: tutto quello che devi sapere
1. Se mi faccio male in palestra, ho sempre diritto al risarcimento?
No, non in tutti i casi. Hai diritto al risarcimento solo se l’infortunio è causato da responsabilità del gestore, come manutenzione inadeguata, attrezzature difettose, pavimenti scivolosi non segnalati o errori dell’istruttore. Se ti fai male per una distrazione personale, quindi, per fatto proprio, la palestra potrebbe non essere tenuta a risarcire.
2. La palestra è responsabile se scivolo negli spogliatoi?
Sì, se lo scivolamento è stato causato da pavimento bagnato senza cartello di avviso, mancanza di tappetini antiscivolo, o pulizia negligente, la responsabilità del centro sportivo può essere fatta valere con richiesta danni.
3. Cosa succede se l’attrezzo con cui mi alleno si rompe?
In caso di attrezzo da palestra rotto o instabile, la responsabilità è del gestore, perché si tratta di bene in custodia ai sensi dell’art. 2051 c.c.. Puoi chiedere un risarcimento per tutti i danni subiti, anche permanenti.
4. La liberatoria che ho firmato mi impedisce di chiedere il risarcimento?
Assolutamente no. Le liberatorie non hanno valore se contrastano con norme imperative, come la responsabilità per colpa grave o omissioni in materia di sicurezza. Il gestore non può esonerarsi da obblighi di vigilanza e manutenzione.
5. Qual è il ruolo dell’assicurazione della palestra?
Il centro sportivo potrebbe avere una polizza RC, ma questo non garantisce automaticamente il risarcimento. Spesso l’assicurazione rifiuta la richiesta se la denuncia non è formalizzata correttamente o se mancano le prove.
6. A chi devo rivolgermi: infortunistica stradale o avvocato?
Ti consigliamo di rivolgerti sempre a un avvocato esperto in risarcimento per infortuni sportivi. Le infortunistiche stradali non hanno competenze specifiche in ambito di responsabilità sportiva e non possono rappresentarti eventualmente in giudizio.
7. Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento?
In genere hai 5 anni dalla data dell’infortunio per esercitare l’azione risarcitoria. Tuttavia, è sempre meglio agire immediatamente, per conservare le prove e aumentare le probabilità di successo.
8. Cosa devo fare subito dopo un infortunio in palestra?
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Fai annotare l’incidente dal personale;
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Fatti visitare dal medico o, meglio ancora, recati subito al pronto soccorso;
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Scatta fotografie al luogo e agli attrezzi coinvolti;
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Raccogli dati dei testimoni;
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Contatta uno studio legale specializzato.
9. È possibile ottenere un risarcimento anche senza testimoni?
Sì, anche in assenza di testimoni diretti, è possibile procedere se hai referti medici, fotografie, video, documenti del centro e prova del danno. Ogni elemento può contribuire alla ricostruzione dei fatti.
10. Quali voci include il risarcimento per infortunio in palestra?
Le voci risarcibili sono molteplici:
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Spese mediche;
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Riabilitazione;
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Perdita di reddito da lavoro;
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Danno biologico;
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Danno morale;
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Spese future per terapie o interventi.
Hai subito un infortunio in palestra o centro sportivo? Possiamo aiutarti
Se hai avuto un infortunio in palestra, in un centro fitness o durante un’attività sportiva guidata, non aspettare. Le conseguenze fisiche ed economiche possono essere più serie di quanto sembri, e una gestione legale tempestiva può fare la differenza tra ottenere un risarcimento completo o perderne il diritto.
Come Studio Legale Calvello, da oltre 25 anni assistiamo clienti in tutta Italia in materia di risarcimento per infortuni sportivi, responsabilità di palestre, centri sportivi e istruttori. Sappiamo come ricostruire i fatti, raccogliere le prove, dialogare con le compagnie assicurative e — se necessario — procedere in giudizio per ottenere il giusto riconoscimento del danno subito.
Valutiamo il tuo caso e Ti spieghiamo subito come muoverti al meglio.
Ci occupiamo di ogni aspetto: prove, perizia medico-legale, lettere formali, trattativa o causa.
Anche se hai firmato una liberatoria o l’assicurazione ti ha già dato una risposta negativa, potresti comunque avere diritto a un risarcimento. Contattaci!