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Il Ricorso all'Assemblea nel Condominio: Poteri dell'Amministratore e Controllo dei Condomini

Amministratore condominiale

Il Ricorso all’Assemblea nel Condominio: Poteri dell’Amministratore e Controllo dei Condomini

Nel complesso e delicato equilibrio che caratterizza la vita condominiale, la figura dell’amministratore riveste un ruolo fondamentale. Costantemente chiamato a mediare tra le esigenze dei singoli condomini e la gestione complessiva del condominio, l’amministratore svolge il proprio incarico in base a un mandato specifico, regolamentato in modo chiaro dal Codice Civile.

Il rapporto di mandato tra l’amministratore e il condominio è disciplinato dall’articolo 1129 del Codice Civile, che richiama la disciplina del mandato per quanto non regolamentato. In questo contesto, l’amministratore si trova a dover rispondere ed eseguire la volontà del condominio, espressa attraverso le decisioni assembleari. Al contempo, detiene poteri propri elencati nell’articolo 1130 del Codice Civile e eventualmente derivanti dal regolamento condominiale.

Poteri Ordinari e Straordinari dell’Amministratore: Un Equilibrio da Rispettare

L’amministratore gode di libertà d’azione per la gestione ordinaria del condominio, ma per decisioni di natura straordinaria è necessaria una delibera assembleare. Questo equilibrio, sancito dall’articolo 1133 del Codice Civile, è vitale per garantire la partecipazione democratica dei condomini nelle scelte rilevanti.

Tuttavia, nell’esercizio dei suoi poteri ordinari, l’amministratore potrebbe prendere decisioni che non tutti i condomini condividono. In questi casi, il singolo condomino ha il diritto di richiedere un pronunciamento dell’assemblea, che valuterà l’operato dell’amministratore.

Il Ricorso all’Assemblea: Strumento di Controllo e Garanzia dei Condomini

L’articolo 1133 del Codice Civile è chiaro nel sostenere che i provvedimenti presi dall’amministratore nei limiti dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini. Tuttavia, se un condomino ritiene che l’amministratore abbia agito al di fuori di tali poteri o in modo illegittimo, ha il diritto di ricorrere all’assemblea.

La Suprema Corte ha recentemente delineato il discrimine tra atti di ordinaria amministrazione e atti straordinari, sottolineando la necessità di autorizzazione assembleare per questi ultimi. Gli atti che comportano oneri economici rilevanti richiedono la delibera dell’assemblea, garantendo così una partecipazione consapevole dei condomini.

Responsabilità dell’Amministratore e Ricorso all’Autorità Giudiziaria

Se l’amministratore agisce entro i propri poteri, l’assemblea può decidere se confermare o modificare la sua decisione, senza attribuirgli responsabilità. Se, invece, l’amministratore eccede nei propri poteri e l’assemblea non ratifica la sua azione, egli sarà personalmente responsabile delle conseguenze.

In sintesi, il ricorso all’assemblea rappresenta uno strumento essenziale per i condomini, un baluardo democratico che assicura il rispetto delle regole e la salvaguardia degli interessi comuni. In quest’ottica, l’amministratore svolge un ruolo cruciale nell’equilibrio tra poteri e responsabilità, contribuendo al buon funzionamento della vita condominiale.

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