Articolo a cura di: Redazione - Studio Legale Calvello
Quando una persona muore durante l’utilizzo di una giostra o di un’attrazione, il fatto che l’incidente sia avvenuto all’interno di un luna park o di un parco divertimenti non rende automaticamente responsabile il gestore. Occorre ricostruire perché l’incidente mortale si è verificato: un guasto, un cedimento strutturale, un dispositivo di ritenuta inefficiente, una manutenzione inadeguata, un errore dell’operatore, il mancato rispetto delle procedure di sicurezza o altre circostanze possono coinvolgere soggetti diversi e richiedono accertamenti tecnici specifici.
Nei casi più gravi assistiamo i familiari partendo dalla dinamica dell’evento e dalla conservazione delle prove, perché stabilire la responsabilità significa individuare gli obblighi concretamente violati e dimostrare il nesso causale tra tali violazioni e la morte. Solo su questa base è possibile affrontare correttamente la richiesta di risarcimento per la perdita del congiunto e degli ulteriori danni patrimoniali e non patrimoniali effettivamente subiti.
Quando una morte su una giostra può dipendere dalla responsabilità del gestore
Il gestore di una giostra o di un’attrazione aperta al pubblico deve organizzare l’attività in condizioni compatibili con la sicurezza degli utenti. Nello spettacolo viaggiante esiste una disciplina tecnica specifica: le attrazioni, comprese quelle installate stabilmente nei parchi di divertimento, sono soggette a requisiti riguardanti progettazione, costruzione, collaudo e utilizzazione, oltre agli adempimenti previsti per la registrazione e l’identificazione dell’attività. In caso di incidente mortale, però, la presenza delle autorizzazioni o della documentazione amministrativa non esaurisce l’accertamento: occorre verificare come l’attrazione era effettivamente mantenuta, controllata e utilizzata nel momento dell’incidente.
Una caduta dalla giostra, l’espulsione del passeggero durante il movimento, l’apertura di una barra di protezione, il cedimento di un componente, il malfunzionamento della cintura o del sistema di ritenuta sono circostanze molto diverse tra loro. Lo stesso vale quando l’incidente deriva dall’avvio dell’attrazione senza una corretta verifica dei passeggeri, dall’ammissione di una persona che non possiede i requisiti previsti per utilizzare quella specifica attrazione, dal mancato rispetto delle procedure operative oppure dall’omessa sospensione dell’esercizio in condizioni incompatibili con la sicurezza.
In queste situazioni acquistano particolare rilievo i controlli effettuati prima dell’apertura e durante l’esercizio, la manutenzione ordinaria e straordinaria, le prescrizioni del costruttore, la formazione degli addetti, le verifiche sui dispositivi di sicurezza e le procedure predisposte per fronteggiare anomalie ed emergenze. Una morte causata dal malfunzionamento di una giostra richiede quindi di risalire dalla conseguenza alla causa tecnica e organizzativa dell’incidente, evitando di fermarsi alla constatazione che l’attrazione abbia improvvisamente smesso di funzionare come previsto.
Sul piano civilistico possono assumere rilievo, secondo la concreta configurazione del caso, le regole generali sulla responsabilità per fatto illecito, quelle relative ai danni cagionati dalle cose in custodia e, quando ne ricorrano effettivamente i presupposti, la disciplina dell’esercizio di attività pericolose. Non esiste però una qualificazione unica applicabile indistintamente a qualsiasi incidente su una giostra. La scelta del fondamento della responsabilità incide anche sul regime probatorio e deve essere compiuta dopo avere ricostruito il rapporto tra soggetto, attrazione e attività esercitata.
È altrettanto necessario esaminare il comportamento della vittima. L’eventuale inosservanza di istruzioni chiaramente impartite, una condotta imprevedibile o l’uso dell’attrazione in modo difforme dalle regole possono incidere sulla valutazione causale e, nei casi previsti dalla legge, sulla misura del risarcimento. Non è però sufficiente invocare genericamente un comportamento imprudente dell’utente: occorre accertare quale condotta abbia realmente provocato l’incidente e se le misure di sicurezza predisposte fossero adeguate al rischio concretamente verificatosi.
Gestore, proprietario, manutentore e costruttore: individuare chi risponde dell’incidente mortale
In un incidente mortale su una giostra la prima difficoltà consiste spesso nell’individuare chi aveva il controllo effettivo dell’attrazione e quale soggetto fosse tenuto all’adempimento dell’obbligo che si assume violato. Gestore, proprietario della giostra, titolare del parco divertimenti, impresa incaricata della manutenzione, costruttore e soggetti addetti ai controlli possono essere persone o società differenti. La responsabilità non può essere attribuita indistintamente a tutti per il solo fatto di avere partecipato, a diverso titolo, all’attività.
Se l’incidente dipende, ad esempio, dalla mancata sostituzione di un componente usurato, occorre accertare chi dovesse controllarlo, con quale periodicità, quali verifiche fossero state realmente eseguite e se eventuali anomalie fossero già emerse. Se invece viene ipotizzato un difetto originario dell’attrazione, l’indagine può estendersi alla progettazione e alla costruzione. Quando assume rilievo un errore durante l’esercizio, devono essere esaminate le procedure impartite agli operatori e il comportamento concretamente tenuto dall’addetto prima e durante il funzionamento della giostra.
Per questa ragione, nei casi di morte su una giostra o un’attrazione è importante acquisire tempestivamente la documentazione tecnica e conservare le fonti di prova. Possono risultare determinanti i verbali delle autorità intervenute, la documentazione relativa all’attrazione, i registri e gli interventi di manutenzione, le certificazioni disponibili, le istruzioni del costruttore, fotografie e filmati dell’incidente, eventuali registrazioni delle telecamere, le testimonianze delle persone presenti e gli accertamenti tecnici eseguiti sul mezzo. Se l’attrazione viene sequestrata nell’ambito di un procedimento penale, gli accertamenti svolti in quella sede possono assumere rilievo anche per la successiva tutela risarcitoria dei familiari.
Occorre considerare anche ciò che accade immediatamente dopo l’incidente. Organizzazione dell’emergenza, presenza di personale preparato e tempestività dei soccorsi devono essere ricostruite quando vi sia ragione di ritenere che abbiano inciso sull’esito. Un ritardo nei soccorsi, però, non può essere considerato automaticamente causa della morte: è necessario dimostrare, anche attraverso la documentazione sanitaria e le valutazioni medico-legali, se una diversa tempestività dell’intervento avrebbe avuto una concreta rilevanza causale.
Quando la vittima è deceduta, questa ricostruzione costituisce il presupposto per valutare il risarcimento spettante ai familiari in seguito a un evento accidentale mortale. Il danno non coincide con un importo predeterminato legato alla sola gravità dell’accaduto: devono essere esaminate separatamente le posizioni dei congiunti, il rapporto concretamente esistente con la vittima e le eventuali conseguenze patrimoniali della perdita. Prima della quantificazione occorre disporre di una ricostruzione sufficientemente solida della responsabilità e del nesso causale, perché da essa dipende la possibilità di ottenere un giusto e congruo risarcimento.
Responsabilità, prova e risarcimento dopo la morte su una giostra o un’attrazione
Una volta individuati i possibili responsabili, la tutela dei familiari richiede di dimostrare con precisione la causa dell’incidente, la condotta o l’omissione rilevante e il collegamento causale con la morte. Nei sinistri più gravi questo accertamento può essere complesso, soprattutto quando l’attrazione viene modificata, riparata o rimossa dopo l’evento. Per questo la raccolta delle prove dovrebbe iniziare il prima possibile, acquisendo i verbali delle autorità intervenute, fotografie e video, nominativi dei testimoni, eventuali registrazioni di videosorveglianza e tutta la documentazione tecnica disponibile relativa alla giostra.
Particolare attenzione deve essere riservata ai registri di manutenzione, agli interventi effettuati prima dell’incidente, alle verifiche periodiche, alle prescrizioni del costruttore e alla documentazione concernente i dispositivi di sicurezza. Se viene contestato un guasto meccanico, un cedimento strutturale o il malfunzionamento di una barra, di una cintura o di un altro sistema di ritenuta, può rendersi necessaria una consulenza tecnica capace di stabilire se il componente fosse difettoso, usurato o mantenuto in modo inadeguato e quale ruolo abbia avuto nella dinamica mortale. L’accertamento deve distinguere un eventuale difetto originario dell’attrazione da una successiva carenza di manutenzione o da un errore commesso durante il suo utilizzo.
La stessa attenzione è necessaria quando la morte non è immediata. La documentazione sanitaria consente di ricostruire le lesioni provocate dall’incidente, il decorso clinico e l’eventuale incidenza delle procedure di emergenza e dei soccorsi. Se si sostiene che un intervento tardivo o inadeguato abbia contribuito all’esito mortale, occorre dimostrare quale conseguenza avrebbe avuto una condotta tempestiva e corretta: la mera esistenza di un ritardo non permette, da sola, di attribuirgli efficacia causale.
Accertata la responsabilità, la morte può determinare pretese risarcitorie differenti. I familiari possono chiedere, quando ne ricorrono i presupposti e ne venga fornita adeguata prova, il danno da perdita del rapporto parentale, che deve essere valutato considerando concretamente la relazione con la persona deceduta. Possono assumere rilievo anche conseguenze patrimoniali, ad esempio quando la vittima contribuiva stabilmente al mantenimento della famiglia e la sua morte determina la perdita di un apporto economico effettivo e ragionevolmente prevedibile. Per un esame più ampio di queste conseguenze abbiamo dedicato uno specifico approfondimento alla morte causata dalla negligenza di un’impresa e al risarcimento dei familiari.
Deve essere tenuta distinta la posizione risarcitoria dei familiari da quella riferibile alla vittima. Quando tra le lesioni e il decesso trascorre un intervallo temporale, possono porsi ulteriori questioni relative ai danni maturati direttamente in capo alla persona deceduta e alla loro eventuale trasmissione agli eredi. La valutazione dipende dalle circostanze concrete, dalla durata della sopravvivenza, dalle condizioni di coscienza della vittima e dalla natura del pregiudizio effettivamente verificatosi: non ogni incidente mortale genera automaticamente le medesime voci di danno.
Anche la presenza di una polizza assicurativa del gestore o di altro soggetto responsabile deve essere verificata senza confondere l’esistenza della copertura con il diritto al pagamento integrale del danno. Occorre esaminare chi sia assicurato, quale rischio sia coperto, il massimale applicabile, eventuali franchigie e le contestazioni sollevate dalla compagnia. Nei casi con più soggetti coinvolti possono inoltre esistere diverse coperture assicurative, collegate alle rispettive responsabilità.
La richiesta di risarcimento deve quindi essere costruita sulla prova della responsabilità e sulla documentazione delle conseguenze subite da ciascun avente diritto. È lo stesso criterio che utilizziamo nell’esame degli incidenti mortali avvenuti in luoghi aperti al pubblico: prima di quantificare il danno occorre comprendere esattamente che cosa è accaduto, chi aveva l’obbligo di impedire quel rischio e se la violazione di tale obbligo abbia causato l’evento.
Un caso seguito dallo Studio: l’incidente mortale durante il funzionamento di un’attrazione
In un caso seguito dal nostro Studio, che riportiamo con nomi e dettagli modificati per tutelare la riservatezza del rapporto tra cliente e avvocato, i familiari di “Marco” ci hanno contattato dopo un incidente mortale avvenuto durante l’utilizzo di un’attrazione in un’area aperta al pubblico. La prima ricostruzione lasciava aperte diverse ipotesi sulla causa dell’evento e sulla posizione del gestore. Abbiamo acquisito la documentazione disponibile, esaminato gli accertamenti compiuti dopo l’incidente e ricostruito gli obblighi relativi alla gestione e alla sicurezza dell’attrazione. L’elemento decisivo è stato distinguere le responsabilità connesse all’esercizio dell’attrazione da quelle riferibili agli altri soggetti coinvolti, evitando una richiesta risarcitoria generica. Su questa base è stato possibile definire la posizione dei familiari e avviare nei confronti dei soggetti individuati una richiesta di risarcimento fondata sulle specifiche circostanze del caso. Ogni incidente presenta dinamiche, prove e responsabilità proprie e questo risultato non implica che vicende analoghe possano avere necessariamente il medesimo esito.
FAQ sulla morte su giostra o attrazione e sul risarcimento ai familiari
Chi risponde se una persona muore a causa del malfunzionamento di una giostra?
La responsabilità dipende dalla causa concreta dell’incidente. Può riguardare il gestore, il proprietario dell’attrazione, il soggetto incaricato della manutenzione, il costruttore o altri soggetti, anche con responsabilità concorrenti. Occorre verificare se la morte sia riconducibile, ad esempio, a un difetto dell’attrazione, alla mancata manutenzione, al cedimento di un componente, all’inefficienza dei dispositivi di sicurezza o a un errore nella gestione. Non è corretto attribuire automaticamente la responsabilità al gestore per il solo fatto che l’incidente sia avvenuto sulla giostra.
Quali danni possono chiedere i familiari della persona deceduta?
I familiari possono chiedere, quando ne sussistono i presupposti, il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale e degli eventuali danni patrimoniali direttamente provocati dalla morte. La quantificazione richiede una valutazione concreta della relazione con la vittima e delle conseguenze della perdita. Se la persona è sopravvissuta per un certo periodo dopo l’incidente, devono essere valutati separatamente gli eventuali danni maturati direttamente in capo alla vittima e trasmissibili agli eredi.
Cosa bisogna fare se si sospetta che la giostra non fosse adeguatamente mantenuta?
È importante conservare e acquisire tempestivamente le prove dell’incidente. Verbali delle autorità, fotografie, filmati, registrazioni delle telecamere, testimonianze e documentazione tecnica possono permettere di ricostruire lo stato dell’attrazione. Particolare rilievo possono avere i registri di manutenzione, le verifiche effettuate, gli interventi precedenti all’incidente e le prescrizioni del costruttore. Nei casi più complessi può essere necessario un accertamento tecnico sul componente o sul sistema di sicurezza che si ritiene abbia provocato l’evento.
L’assicurazione del parco divertimenti paga sempre il risarcimento?
No. L’esistenza di una polizza non comporta automaticamente il pagamento del danno né assicura che l’intero importo richiesto sia coperto. Devono essere verificati il soggetto assicurato, il rischio previsto dalla polizza, il massimale, eventuali franchigie o esclusioni e le contestazioni della compagnia. Prima della questione assicurativa rimane comunque necessario accertare la responsabilità per l’incidente.
Quanto tempo hanno i familiari per chiedere il risarcimento?
I termini dipendono dal fondamento giuridico della domanda e dalle caratteristiche della vicenda, compresa l’eventuale esistenza di un procedimento penale. In un incidente mortale su una giostra è quindi opportuno verificare tempestivamente la prescrizione applicabile senza attendere l’avvicinarsi della scadenza, anche perché fotografie, registrazioni, testimonianze e documentazione tecnica possono diventare più difficili da acquisire con il trascorrere del tempo.
Morte su una giostra: richiedere una valutazione del caso
Quando un familiare muore durante l’utilizzo di una giostra o di un’attrazione, stabilire se esista una responsabilità del gestore richiede l’esame della dinamica dell’incidente, dello stato e della manutenzione dell’attrazione, dei dispositivi di sicurezza, del comportamento degli operatori e degli eventuali accertamenti già eseguiti. Nei casi più complessi devono essere valutate anche le posizioni del proprietario, del manutentore, del costruttore e degli altri soggetti coinvolti.
Per i familiari della vittima è importante che l’analisi della responsabilità preceda la quantificazione del danno: solo ricostruendo correttamente causa dell’incidente, nesso causale e conseguenze della perdita è possibile formulare una richiesta di giusto e congruo risarcimento fondata sulle caratteristiche effettive del caso.
Se un vostro familiare è deceduto in un incidente su una giostra o un’attrazione e volete sottoporre allo Studio la documentazione disponibile, potete richiedere una valutazione del caso allo Studio Legale Calvello. Esamineremo preliminarmente la richiesta per verificare la natura dell’incidente, i possibili profili di responsabilità e gli elementi necessari per valutare un’eventuale iniziativa risarcitoria.




