Problemi strutturali scoperti dopo l’acquisto di un edificio da ristrutturare: quali tutele sono possibili
Acquistare un edificio da ristrutturare comporta normalmente la consapevolezza di dover sostenere lavori anche importanti. Questo, però, non significa accettare qualsiasi difetto dell’immobile, soprattutto quando dopo il rogito emergono problemi strutturali gravi che non erano riconoscibili al momento dell’acquisto o che non erano stati dichiarati dal venditore.
Crepe profonde, cedimenti delle fondazioni, lesioni di muri portanti, problemi ai solai, alle travi o ai pilastri, interventi strutturali eseguiti senza le necessarie autorizzazioni, carenze statiche o difformità edilizie possono modificare radicalmente l’equilibrio economico dell’operazione. In un edificio di valore, destinato magari a una ristrutturazione da centinaia di migliaia di euro, la scoperta di questi problemi può determinare costi aggiuntivi molto elevati, ritardi nei lavori, impossibilità di utilizzare l’immobile e una significativa perdita di valore.
In questi casi occorre distinguere ciò che era ragionevolmente prevedibile acquistando un edificio da ristrutturare da ciò che, invece, costituisce un vero e proprio vizio occulto dell’immobile. Il Codice civile prevede una garanzia a carico del venditore quando i vizi rendono il bene inidoneo all’uso cui è destinato oppure ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore.
Il fatto che nell’atto di compravendita l’immobile sia descritto come “da ristrutturare” non esclude automaticamente ogni responsabilità del venditore. Occorre verificare quali condizioni fossero conosciute dall’acquirente, quali difetti fossero visibili o facilmente riconoscibili, quali informazioni siano state fornite prima del preliminare e del rogito e, soprattutto, se il venditore fosse a conoscenza di gravi problemi strutturali e li abbia taciuti o occultati. La disciplina della garanzia per vizi prevede inoltre specifiche conseguenze quando il venditore abbia taciuto in mala fede i difetti del bene.
Quando il difetto presenta i requisiti richiesti dalla legge, l’acquirente può, a seconda della gravità della situazione, valutare la risoluzione della compravendita oppure la riduzione del prezzo. Alla tutela relativa al contratto può inoltre aggiungersi, quando ne ricorrono i presupposti, la richiesta di risarcimento dei danni. La scelta tra mantenere l’edificio ottenendo una riduzione del prezzo oppure chiedere lo scioglimento della compravendita deve essere affrontata con particolare cautela nelle operazioni immobiliari di elevato valore.
In una controversia di questo tipo il danno, infatti, raramente coincide soltanto con il costo necessario per riparare una crepa. Possono assumere rilievo i costi di consolidamento strutturale, le nuove progettazioni, le indagini tecniche, il rifacimento di opere già eseguite, l’allungamento dei tempi della ristrutturazione, l’impossibilità temporanea di utilizzare o mettere a reddito il bene e l’eventuale deprezzamento permanente dell’immobile. Per un edificio commerciale, industriale, una villa di pregio o un intero fabbricato, la quantificazione economica può quindi diventare particolarmente significativa.
È inoltre frequente che ai problemi strutturali si accompagnino difformità edilizie, irregolarità urbanistiche o interventi strutturali non correttamente autorizzati. In queste situazioni non è sufficiente stabilire quanto costa materialmente riparare l’edificio: occorre verificare anche lo stato legittimo dell’immobile, i titoli edilizi, l’eventuale possibilità di regolarizzazione e le conseguenze delle difformità riscontrate.
Per questo, quando emergono problemi strutturali scoperti durante la ristrutturazione, noi riteniamo essenziale evitare decisioni affrettate e ricostruire subito ciò che è accaduto. Preliminare, rogito, planimetrie, progetti, titoli edilizi, relazioni tecniche, fotografie anteriori alla vendita, messaggi ed e-mail scambiati con il venditore, dichiarazioni dell’agenzia immobiliare e documentazione relativa a precedenti lavori possono diventare elementi determinanti per stabilire se il problema fosse preesistente e se fosse conosciuto o conoscibile dalle parti.
Particolare attenzione deve essere prestata anche ai termini per contestare i vizi. La disciplina della vendita prevede termini di decadenza e prescrizione che possono essere molto brevi, con regole specifiche in determinate situazioni, compreso il caso in cui il venditore abbia riconosciuto oppure occultato il vizio. Di conseguenza, attendere la conclusione della ristrutturazione o tentare per mesi una soluzione informale può compromettere la tutela dell’acquirente.
Quando il valore dell’edificio è elevato o i lavori necessari possono incidere in maniera importante sull’investimento, è quindi opportuno coinvolgere rapidamente un avvocato insieme ai tecnici competenti. Prima di scegliere tra causa, trattativa, richiesta di riduzione del prezzo, risarcimento o risoluzione del contratto è necessario comprendere quanto vale realmente il danno, quali prove esistono e quale rimedio protegge meglio l’interesse economico dell’acquirente.
Per le operazioni immobiliari economicamente rilevanti può essere utile approfondire anche cosa fare quando nasce una controversia in una compravendita immobiliare di grande valore e come affrontare un contenzioso immobiliare di grande valore per tutelare il patrimonio.
Quando i problemi strutturali possono essere considerati vizi occulti dell’immobile
Il punto centrale, quando si acquistano un edificio o un immobile da ristrutturare e successivamente emergono gravi problemi strutturali, è stabilire se quei difetti rientrassero nelle condizioni che l’acquirente poteva ragionevolmente aspettarsi oppure costituissero vizi occulti già esistenti al momento della vendita.
Un edificio da ristrutturare può presentare impianti obsoleti, finiture deteriorate, serramenti da sostituire o altre condizioni compatibili con l’età e lo stato del fabbricato. Diverso è scoprire, dopo il rogito o durante l’apertura del cantiere, che sono necessari importanti interventi sulle fondazioni, sui solai, sui muri portanti o su altri elementi essenziali della struttura.
La distinzione è particolarmente importante perché la garanzia prevista nella compravendita riguarda, in linea generale, i vizi che rendono il bene inidoneo all’uso cui è destinato oppure ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore. Non è invece dovuta per i vizi che l’acquirente conosceva al momento della vendita o che erano facilmente riconoscibili, salvo le ipotesi specificamente previste dalla legge.
La dicitura “immobile da ristrutturare”, quindi, non costituisce di per sé una rinuncia dell’acquirente a contestare qualsiasi problema successivamente scoperto. Occorre esaminare concretamente che cosa fosse visibile durante le visite, quali informazioni fossero state fornite dal venditore, quale documentazione fosse disponibile e quale fosse l’effettiva natura dei difetti.
Questo aspetto diventa ancora più delicato quando il venditore abbia eseguito in precedenza lavori che possono avere nascosto il problema. Una parete appena intonacata che copre lesioni significative, controsoffitti che impediscono di vedere determinate parti strutturali o interventi apparentemente estetici utilizzati per mascherare infiltrazioni, cedimenti o fessurazioni possono assumere particolare rilevanza nella ricostruzione della vicenda.
Se vi sono elementi per ritenere che il venditore conoscesse i vizi dell’immobile e non li abbia dichiarati, la posizione giuridica deve essere valutata con particolare attenzione. Abbiamo approfondito specificamente questo problema nell’articolo dedicato al caso in cui il venditore conosceva i vizi dell’immobile e non li ha dichiarati e nell’approfondimento relativo al venditore che nasconde gravi difetti dell’immobile.
Difetti strutturali, abusi edilizi e irregolarità urbanistiche possono presentarsi insieme
Durante una ristrutturazione può emergere un problema ancora più complesso: il difetto materiale dell’edificio può essere collegato a opere realizzate in maniera irregolare dal punto di vista edilizio, urbanistico o strutturale.
Può accadere, ad esempio, che siano stati modificati muri portanti, realizzate aperture, trasformati solai, ampliati locali o effettuati altri interventi senza i necessari titoli o adempimenti. In casi simili occorre distinguere almeno due profili: da una parte la sicurezza e il costo degli interventi necessari; dall’altra la regolarità giuridico-amministrativa dell’edificio.
La presenza di un abuso edilizio o di una difformità urbanistica non determina automaticamente, in ogni situazione, la risoluzione della compravendita. È necessario verificare la natura e la gravità dell’irregolarità, la documentazione contrattuale, le dichiarazioni rese in sede di vendita, la possibilità o meno di regolarizzare la situazione e l’incidenza economica sul bene.
Anche le difformità catastali devono essere esaminate correttamente. Catasto e disciplina urbanistico-edilizia operano su piani differenti: una planimetria catastale apparentemente regolare non dimostra, da sola, che tutte le opere presenti nell’edificio siano state legittimamente realizzate sotto il profilo edilizio e urbanistico.
Per un immobile di pregio, un edificio commerciale o un fabbricato destinato a un investimento importante, queste irregolarità possono incidere non soltanto sui costi della ristrutturazione, ma anche sulla possibilità di utilizzare, trasformare, finanziare, locare o successivamente rivendere l’immobile. Il danno economico deve quindi essere valutato considerando l’operazione nel suo complesso e non soltanto il costo immediato delle opere correttive.
Il momento in cui il problema viene scoperto è determinante
La situazione cambia anche a seconda che il difetto emerga prima del preliminare, dopo la firma del preliminare ma prima del rogito, oppure quando la compravendita è già stata conclusa.
Se i problemi strutturali vengono scoperti prima della stipula definitiva, può essere necessario valutare se esistano ancora le condizioni per procedere all’acquisto, se chiedere l’eliminazione delle criticità, se rinegoziare il prezzo oppure, quando ne ricorrano i presupposti, se contestare l’inadempimento e non procedere al rogito. In presenza di una caparra confirmatoria, devono inoltre essere esaminate attentamente le conseguenze dell’eventuale inadempimento e la possibilità di esercitare i rimedi previsti dalla legge.
Quando invece il rogito è già stato stipulato e il prezzo è stato pagato, la strategia cambia. A seconda delle caratteristiche del vizio e delle circostanze concrete, possono entrare in gioco riduzione del prezzo, risoluzione della compravendita, restituzione del prezzo e risarcimento dei danni.
In operazioni immobiliari di grande valore è particolarmente importante non scegliere il rimedio soltanto sulla base del costo preventivato per i lavori. Se, per esempio, un edificio acquistato per una somma considerevole necessita di un consolidamento strutturale molto oneroso e conserva comunque un rilevante deprezzamento commerciale, il problema può essere economicamente assai più ampio della semplice spesa necessaria per eseguire le opere.
Lo stesso vale quando l’acquisto riguarda una villa o un immobile di particolare pregio. In queste situazioni può essere utile esaminare anche le specifiche problematiche illustrate nel nostro approfondimento sull’acquisto di un immobile di lusso con gravi problemi o, nel caso di una residenza di particolare valore, nell’articolo dedicato all’acquisto di una villa di pregio con vizi nascosti e al risarcimento dei danni.
La verifica deve quindi partire dalla documentazione contrattuale e tecnica e arrivare a una ricostruzione precisa dello stato dell’edificio al momento della compravendita. Solo dopo aver chiarito natura, origine, gravità e conoscibilità dei problemi strutturali è possibile valutare correttamente la posizione dell’acquirente e quella del venditore.
Responsabilità del venditore, prove e rimedi: riduzione del prezzo, risoluzione e risarcimento dei danni
Quando dopo l’acquisto di un edificio da ristrutturare emergono gravi problemi strutturali non dichiarati, la questione decisiva non è soltanto dimostrare che il difetto esiste. Occorre ricostruire quando è sorto, se fosse già presente al momento della compravendita, se fosse riconoscibile dall’acquirente e quali informazioni possedesse il venditore.
È su questi elementi che si costruisce normalmente una controversia per vizi occulti dell’immobile. Nelle operazioni economicamente rilevanti, noi riteniamo particolarmente importante coordinare fin dall’inizio l’attività legale con quella tecnica: una contestazione giuridicamente corretta, ma priva di adeguato supporto tecnico, può rendere molto più difficile dimostrare l’origine e l’effettiva gravità del problema.
Come provare che i problemi strutturali erano già presenti al momento della vendita
La prova può derivare da diversi elementi. Una perizia strutturale può individuare la natura delle lesioni, dei cedimenti o delle carenze costruttive e fornire indicazioni sulla loro origine e sulla loro preesistenza. Possono essere rilevanti anche fotografie precedenti alla vendita, documentazione relativa a vecchi lavori, pratiche edilizie, progetti strutturali, comunicazioni tra le parti, preventivi richiesti dal precedente proprietario e ogni altro documento dal quale emerga che il problema era già conosciuto o era stato affrontato in passato.
In determinate controversie può risultare opportuno valutare anche strumenti processuali diretti a accertare tempestivamente lo stato dell’edificio, soprattutto quando devono iniziare lavori urgenti che inevitabilmente modificheranno i luoghi. Il punto è evitare che gli interventi necessari per mettere in sicurezza o ristrutturare il fabbricato eliminino proprio gli elementi utili a dimostrare la situazione originaria.
Prima di demolire, consolidare o modificare le parti interessate dai difetti è quindi prudente documentare accuratamente lo stato dei luoghi. Nei casi economicamente più importanti può essere necessario valutare, con l’avvocato e i tecnici incaricati, se una semplice perizia di parte sia sufficiente oppure se sia opportuno ricorrere a strumenti di accertamento tecnico previsti dall’ordinamento.
Riduzione del prezzo o risoluzione della compravendita
Quando ricorrono i presupposti della garanzia per vizi, la disciplina della vendita consente all’acquirente di chiedere, secondo le circostanze, la risoluzione del contratto oppure la riduzione del prezzo. Non si tratta di due soluzioni economicamente equivalenti e la scelta deve essere valutata con attenzione.
La riduzione del prezzo può essere particolarmente interessante quando l’acquirente intende conservare l’edificio ma il valore effettivo del bene, tenuto conto dei problemi scoperti, risulta inferiore rispetto a quello considerato al momento dell’acquisto. La quantificazione non dovrebbe essere effettuata in modo approssimativo: il costo dei lavori costituisce un dato importante, ma non necessariamente coincide con la misura della riduzione del valore del bene.
La risoluzione della compravendita assume invece rilievo quando la gravità dei vizi e le condizioni concrete consentono di mettere in discussione la permanenza stessa del contratto. In caso di risoluzione devono essere considerate le conseguenze restitutorie previste dalla legge, compresa la restituzione del prezzo secondo la disciplina applicabile.
In un’operazione immobiliare di elevato valore, decidere se conservare l’immobile chiedendo una riduzione del prezzo oppure perseguire la risoluzione richiede una valutazione patrimoniale complessiva. Un edificio acquistato per essere trasformato in struttura commerciale, sede aziendale, investimento immobiliare o residenza di pregio potrebbe non avere più, dopo la scoperta dei problemi, le caratteristiche economiche e funzionali sulle quali era stata costruita l’operazione.
Quando può essere richiesto anche il risarcimento dei danni
La presenza dei presupposti previsti dalla legge può consentire di affiancare ai rimedi relativi alla compravendita una domanda di risarcimento dei danni. Anche in questo caso è fondamentale evitare automatismi: esistenza, imputabilità e quantificazione delle singole conseguenze economiche devono essere dimostrate.
Nei casi più rilevanti possono venire in considerazione, a seconda della situazione concreta, i costi delle indagini e delle opere necessarie, le spese direttamente conseguenti ai problemi riscontrati, l’eventuale perdita di valore dell’immobile e ulteriori pregiudizi patrimoniali causalmente collegati alla vicenda e giuridicamente risarcibili.
Per un immobile commerciale o industriale il problema può essere ancora più significativo. Un edificio che non possa essere utilizzato nei tempi programmati può interferire con l’avvio di un’attività, un trasferimento aziendale, una locazione o un progetto di investimento. In questi casi non è sufficiente affermare genericamente di avere subito una perdita: ogni voce di danno deve essere ricostruita e provata. Per situazioni di questo tipo abbiamo dedicato specifici approfondimenti all’acquisto di un immobile commerciale con problemi non dichiarati e all’acquisto di un capannone industriale con gravi vizi.
L’obiettivo della richiesta risarcitoria deve essere quello di ottenere, quando ne esistano i presupposti, un giusto e congruo risarcimento rispetto ai danni effettivamente dimostrabili, senza confondere il risarcimento con la riduzione del prezzo o con gli effetti restitutori conseguenti all’eventuale risoluzione del contratto.
Attenzione ai termini di decadenza e prescrizione
Uno degli errori più pericolosi è rinviare la contestazione pensando di poter affrontare la questione una volta terminati i lavori. La disciplina codicistica della garanzia per vizi della vendita contempla termini particolarmente stringenti di denuncia e prescrizione, fermo restando che devono essere considerate le specifiche circostanze del caso e le eccezioni previste dalla legge, anche con riguardo alla condotta del venditore.
Per questo motivo, quando vengono scoperti difetti strutturali potenzialmente gravi, è opportuno individuare con precisione quando il vizio è stato effettivamente scoperto, quali verifiche tecniche lo hanno reso conoscibile e quali comunicazioni siano già intercorse con il venditore. Una semplice telefonata o una trattativa informale non dovrebbero essere considerate, senza un’analisi giuridica, sufficienti a tutelare la posizione dell’acquirente rispetto ai termini applicabili.
Nei contenziosi di grande valore la rapidità non significa iniziare immediatamente una causa. Significa piuttosto mettere in sicurezza le prove, verificare i termini, quantificare correttamente il problema e formulare una contestazione coerente con il rimedio che si intende perseguire.
Quando il valore dell’operazione o del danno è particolarmente elevato, può essere utile esaminare anche il nostro approfondimento dedicato a come affrontare una controversia relativa a un immobile da oltre un milione di euro. In situazioni di questa portata, una valutazione iniziale accurata può essere determinante per scegliere tra negoziazione, iniziative stragiudiziali, accertamenti tecnici e azione giudiziaria.
Esempio pratico: edificio di pregio acquistato per la ristrutturazione con gravi problemi strutturali emersi dopo il rogito
Consideriamo, a titolo esemplificativo, il caso di una società che acquista per un importo superiore al milione di euro un intero edificio da ristrutturare, destinato a un’importante operazione immobiliare. Prima della compravendita il fabbricato presenta evidenti necessità di ammodernamento, già considerate nel prezzo e nel progetto dell’acquirente. Dopo il rogito, però, con l’apertura del cantiere emergono lesioni strutturali e criticità dei solai sensibilmente più gravi rispetto a quanto appariva durante le visite.
Le prime verifiche tecniche evidenziano che non si tratta semplicemente di lavori normalmente prevedibili per un edificio datato. Sono necessari interventi di consolidamento rilevanti, con un significativo aumento dei costi e un conseguente ritardo dell’intera operazione.
In una situazione di questo tipo noi procederemmo innanzitutto a coordinare l’analisi giuridica con quella tecnica. Esamineremmo preliminare, rogito, documentazione urbanistica ed edilizia, progetti strutturali, precedenti interventi sul fabbricato, fotografie e comunicazioni intercorse prima della vendita. Parallelamente, sarebbe necessario documentare lo stato dell’edificio prima che i lavori di consolidamento modifichino le parti interessate.
L’elemento decisivo potrebbe emergere dalla documentazione relativa a precedenti lavori commissionati dal venditore: relazioni tecniche, preventivi o interventi eseguiti prima della vendita potrebbero dimostrare che alcune criticità strutturali erano già state individuate. Se tali circostanze non fossero state comunicate all’acquirente, diventerebbe particolarmente importante ricostruire ciò che il venditore conosceva prima della compravendita e ciò che aveva effettivamente dichiarato.
Una volta acquisiti gli elementi tecnici e documentali, sarebbe possibile quantificare l’incidenza economica dei problemi e impostare una contestazione formale. Se la società acquirente avesse ancora interesse a completare l’operazione, una possibile soluzione potrebbe consistere, ricorrendone i presupposti, in una riduzione del prezzo accompagnata dal riconoscimento delle ulteriori conseguenze economiche effettivamente dimostrabili. Se invece i difetti fossero tali da compromettere radicalmente l’operazione, dovrebbe essere valutata anche la diversa strada della risoluzione della compravendita.
Una controversia di questo tipo potrebbe inoltre essere definita attraverso una trattativa strutturata, evitando il giudizio, qualora le prove raccolte consentissero alle parti di raggiungere un accordo economicamente adeguato. In altri casi, invece, potrebbe rendersi necessario procedere giudizialmente.
L’aspetto essenziale è non limitare l’analisi al preventivo dei lavori di riparazione: in un’operazione immobiliare importante devono essere valutati il valore effettivo dell’edificio, l’incidenza dei vizi sull’investimento, le conseguenze dei ritardi e gli ulteriori danni che possano essere concretamente provati.
L’esempio è necessariamente generale e anonimizzato: ogni compravendita deve essere valutata sulla base del contratto, delle caratteristiche dell’immobile, delle prove disponibili e della condotta delle parti. Una soluzione ottenibile in una determinata vicenda non implica che lo stesso risultato possa essere raggiunto in casi apparentemente simili.
FAQ sui problemi strutturali nascosti scoperti dopo l’acquisto di un edificio
Ho acquistato un edificio da ristrutturare e durante i lavori sono emersi gravi problemi strutturali: posso rivalermi sul venditore?
Potenzialmente sì. Il fatto che l’edificio sia stato acquistato “da ristrutturare” non significa che l’acquirente abbia accettato qualsiasi difetto esistente. Occorre verificare se i problemi strutturali fossero già presenti al momento della compravendita, se fossero conosciuti o facilmente riconoscibili dall’acquirente e quali informazioni siano state fornite dal venditore. Se emergono vizi occulti rilevanti, possono sussistere i presupposti per esercitare i rimedi previsti dalla legge.
Posso chiedere la restituzione del prezzo se i problemi strutturali sono molto gravi?
Quando ne ricorrono i presupposti, la gravità dei vizi può consentire di chiedere la risoluzione della compravendita. La risoluzione comporta conseguenze restitutorie che possono comprendere la restituzione del prezzo secondo la disciplina applicabile. Non ogni difetto, tuttavia, consente di sciogliere il contratto: natura e gravità dei problemi devono essere valutate in concreto. Se l’acquirente intende invece conservare l’immobile, può assumere rilievo la diversa tutela della riduzione del prezzo.
Se il venditore sostiene di non conoscere i difetti strutturali, non è responsabile?
Non necessariamente. La garanzia per i vizi della cosa venduta non dipende esclusivamente dalla prova che il venditore conoscesse il difetto. La conoscenza del vizio da parte del venditore può però assumere particolare importanza sotto diversi profili, compresa la valutazione della sua condotta e del risarcimento del danno. Quando vi è il sospetto che il problema fosse già noto prima del rogito, è opportuno verificare precedenti perizie, lavori, preventivi, pratiche edilizie, fotografie e comunicazioni. Sul punto può essere utile il nostro approfondimento dedicato al caso in cui il venditore conosceva i vizi dell’immobile e non li ha dichiarati.
Posso chiedere anche il risarcimento per la perdita di valore dell’immobile e per i maggiori costi della ristrutturazione?
Quando sussistono i relativi presupposti, oltre ai rimedi previsti sulla compravendita può essere richiesta la tutela risarcitoria per i danni giuridicamente imputabili e concretamente dimostrabili. In una controversia economicamente importante possono assumere rilievo i maggiori costi direttamente conseguenti ai vizi, le spese tecniche, l’eventuale perdita di valore dell’edificio e ulteriori pregiudizi patrimoniali causalmente collegati alla vicenda. Ogni voce deve però essere provata e correttamente quantificata per poter formulare una richiesta di giusto e congruo risarcimento.
Quanto tempo ho per contestare i vizi scoperti dopo il rogito?
La disciplina della garanzia per vizi prevede termini di decadenza e prescrizione particolarmente brevi, con specifiche eccezioni previste dalla legge. Il calcolo dei termini può dipendere anche dal momento in cui il vizio è stato effettivamente scoperto e dalla condotta tenuta dal venditore. Per questo motivo, soprattutto quando sono in gioco immobili di valore o interventi strutturali molto costosi, è prudente rivolgersi rapidamente a un avvocato senza attendere la conclusione della ristrutturazione o l’esito di lunghe trattative informali.
Problemi strutturali nascosti in un edificio acquistato? Possiamo valutare il tuo caso
Quando dopo il rogito emergono gravi problemi strutturali, vizi occulti, difformità edilizie o irregolarità urbanistiche, è importante comprendere rapidamente quale sia la reale portata del problema e quali tutele possano essere concretamente esercitate nei confronti del venditore.
Questo è particolarmente importante nelle compravendite di valore elevato. Un intervento di consolidamento imprevisto, un edificio che non può essere utilizzato nei tempi programmati o una significativa perdita di valore possono trasformare l’acquisto in una controversia immobiliare economicamente rilevante.
Lo Studio Legale Calvello, con oltre 25 anni di esperienza, assiste privati, professionisti, imprenditori e società nella valutazione e gestione di controversie immobiliari complesse. Esaminiamo la documentazione contrattuale e tecnica, la posizione del venditore, le prove disponibili, i termini da rispettare e l’effettiva incidenza economica dei problemi riscontrati.
A seconda delle circostanze, possiamo valutare se sussistano i presupposti per richiedere la riduzione del prezzo, la risoluzione della compravendita, la restituzione del prezzo e, quando dovuto, il risarcimento dei danni, individuando la strategia più appropriata rispetto al valore dell’immobile e agli interessi economici coinvolti.
Se hai acquistato un edificio da ristrutturare e hai scoperto problemi strutturali che non erano stati dichiarati o che non risultavano riconoscibili al momento dell’acquisto, puoi richiedere una valutazione del caso allo Studio Legale Calvello. È utile trasmetterci, quando disponibili, il preliminare, il rogito, le relazioni tecniche, le fotografie, la documentazione urbanistica ed edilizia e le comunicazioni intercorse con il venditore.
Una valutazione tempestiva consente di verificare i termini applicabili, preservare le prove e comprendere quali iniziative, stragiudiziali o giudiziali, possano essere concretamente intraprese.



