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Cessione studio legale

Avvocato prossimo alla pensione: cosa fare dello studio legale e della clientela

Articolo a cura di: Redazione - Studio Legale Calvello

Per un avvocato che si avvicina alla pensione, decidere quando smettere di esercitare è soltanto una parte del problema. Resta da stabilire cosa fare dello studio, delle pratiche ancora in corso, dei rapporti professionali consolidati negli anni, dell’organizzazione e dell’avviamento costruito durante la carriera.

Quando nello studio è già presente un figlio, un socio o un collaboratore destinato a proseguire l’attività, il passaggio può essere organizzato internamente. La situazione è diversa quando manca un successore. In questo caso la chiusura dello studio non è necessariamente l’unica soluzione: può essere valutato il trasferimento dell’attività a un altro professionista o a uno studio interessato a proseguirla.

Lo Studio Legale Calvello valuta direttamente l’acquisizione e l’integrazione di studi legali avviati, anche attraverso un percorso graduale che consenta al collega uscente di accompagnare il passaggio prima della cessazione definitiva dell’attività.

Andare in pensione non significa necessariamente chiudere lo studio

Uno studio attivo da venti, trenta o quarant’anni può avere un valore che non coincide con i beni materiali presenti al suo interno. Scrivanie, archivi, computer e locali rappresentano soltanto una parte dell’organizzazione professionale.

Nel tempo si sono formati rapporti continuativi con persone, famiglie, imprese e altri professionisti. Possono esistere incarichi ricorrenti, pratiche ancora in corso, collaborazioni consolidate, procedure interne, personale e una presenza professionale riconosciuta nel territorio o in determinati settori.

Chiudere semplicemente lo studio può comportare la dispersione di questo patrimonio professionale. Per questo, quando il pensionamento è programmabile con un certo anticipo, è opportuno considerare anche la possibilità di individuare uno studio interessato a subentrare nell’attività.

La clientela di un avvocato può essere ceduta?

Parlare di “cessione della clientela” richiede una precisazione. Il cliente di un avvocato non può essere trasferito a un altro professionista come avverrebbe con un normale bene o con un contratto liberamente cedibile.

Il rapporto professionale ha carattere personale e fiduciario. Il cliente conserva quindi la libertà di decidere se proseguire il rapporto con il professionista indicato dall’avvocato uscente e, quando necessario, di conferirgli un nuovo incarico.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 9 febbraio 2010, n. 2860, ha però riconosciuto la validità del contratto di trasferimento a titolo oneroso di uno studio professionale. Con riferimento alla clientela, la Corte ha escluso una cessione in senso tecnico e ha individuato, invece, la possibilità per il professionista cedente di assumere obblighi diretti a favorire la prosecuzione dei rapporti professionali con il soggetto subentrante.

In concreto, quindi, il valore dell’operazione non deriva dalla “vendita” dei singoli clienti, ma dalla capacità di organizzare un passaggio nel quale il professionista uscente presenta il collega subentrante e crea le condizioni perché i rapporti possano proseguire, lasciando comunque al cliente la propria libertà di scelta.

Il passaggio graduale può essere preferibile alla chiusura improvvisa

Un avvocato prossimo alla pensione non deve necessariamente scegliere tra continuare a lavorare a pieno ritmo e chiudere lo studio da un giorno all’altro.

Quando le condizioni lo consentono, il passaggio può essere programmato nel tempo. Il professionista uscente può continuare a essere presente durante una fase di affiancamento, presentare il nuovo referente ai clienti, completare determinate pratiche e ridurre progressivamente il proprio impegno.

Questo modello può essere particolarmente adatto agli studi nei quali una parte rilevante dell’attività deriva da rapporti consolidati. Un’impresa assistita da molti anni, una famiglia seguita per diverse questioni o un amministratore di condominio che affida abitualmente determinate controversie allo stesso avvocato hanno instaurato un rapporto fiduciario che difficilmente può essere sostituito con una semplice comunicazione di cessazione dell’attività.

La presenza temporanea del professionista uscente consente invece di presentare personalmente il collega che proseguirà l’attività e di rendere il cambiamento comprensibile alla clientela.

Come si valuta uno studio legale prima del pensionamento

Non esiste un valore automaticamente determinabile sulla base del numero dei fascicoli presenti in archivio. Due studi con lo stesso fatturato possono avere caratteristiche molto diverse.

Occorre comprendere, anzitutto, da dove provengono i ricavi. Un’attività composta prevalentemente da incarichi occasionali presenta caratteristiche differenti rispetto a uno studio che assiste stabilmente imprese, amministratori, assicurazioni o altri soggetti dai quali provengono incarichi ricorrenti.

Devono poi essere considerate le materie trattate, l’andamento economico degli ultimi anni, la concentrazione del fatturato su pochi clienti, il numero dei rapporti effettivamente attivi, le pratiche pendenti, l’organizzazione dello studio, i costi della struttura e l’eventuale presenza di dipendenti o collaboratori.

Ha rilievo anche la disponibilità dell’avvocato uscente a partecipare al periodo di transizione. Quanto maggiore è la componente fiduciaria della clientela, tanto più un passaggio accompagnato può incidere sulla concreta continuità dei rapporti.

La valutazione economica dovrebbe quindi essere effettuata soltanto dopo avere compreso la struttura reale dell’attività. Il fatturato rappresenta un dato importante, ma da solo non descrive il valore e soprattutto la trasferibilità di uno studio professionale.

Cosa fare se non esiste un figlio, un socio o un collaboratore che possa continuare l’attività

L’assenza di un successore interno è probabilmente la situazione nella quale è più utile programmare per tempo il pensionamento.

Aspettare l’ultimo momento riduce le possibilità di organizzare un passaggio ordinato. Quando invece la decisione viene affrontata con anticipo, è possibile individuare il professionista o lo studio potenzialmente interessato, verificare la compatibilità delle rispettive aree di attività e stabilire modalità e tempi della transizione.

Non occorre che il pensionamento sia imminente. Anche un avvocato che preveda di lasciare la professione tra uno, due o tre anni può iniziare a esaminare le alternative disponibili senza assumere immediatamente alcun impegno.

La programmazione anticipata permette inoltre di affrontare separatamente questioni che, al momento della cessazione, rischierebbero di sovrapporsi: pratiche pendenti, rapporti con collaboratori e dipendenti, sede dello studio, archivi, adempimenti amministrativi e modalità di presentazione del professionista subentrante.

Valutiamo l’acquisizione di studi legali di colleghi prossimi alla pensione

Lo Studio Legale Calvello è direttamente interessato a esaminare opportunità di acquisizione e integrazione di studi legali, in particolare quando il titolare intenda andare in pensione, cessare l’attività o ridurre progressivamente il proprio impegno professionale e non disponga di un successore.

La valutazione può iniziare molto prima della cessazione effettiva. Il primo confronto serve a conoscere, in termini generali, le caratteristiche dello studio, le principali materie trattate, le dimensioni dell’attività e le intenzioni del professionista.

In questa fase non è necessario comunicare i nominativi dei clienti, trasmettere fascicoli o fornire informazioni riservate relative alle singole pratiche.

Se esistono le condizioni per approfondire l’operazione, potranno essere successivamente esaminate la struttura dello studio, le modalità di valorizzazione dell’attività, i tempi della cessazione e l’eventuale periodo di affiancamento.

Per conoscere il progetto e richiedere un primo confronto è possibile consultare la pagina dedicata alla cessione dello studio legale e all’acquisizione di studi professionali da parte dello Studio Legale Calvello.

Il primo contatto è riservato e non comporta alcun impegno.

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