Articolo a cura di: Redazione - Studio Legale Calvello
Il Garante per la protezione dei dati personali accerta violazioni del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati: telecamere in aree di transito, assenza di DPIA e utilizzo irregolare dei filmati
Una scuola è stata sanzionata dal Garante per la protezione dei dati personali per uso illecito della videosorveglianza in aree frequentate da studenti minorenni.
Il caso nasce da un incidente scolastico: durante l’orario scolastico un minore subiva un infortunio. Nell’ambito della richiesta di risarcimento, emergeva che la scuola disponeva di una registrazione dell’episodio, non estratta direttamente dal sistema di videosorveglianza ma ripresa con un cellulare dallo schermo di un computer. Tale filmato veniva, quindi, consegnato a un investigatore privato, incaricato dalla compagnia assicuratrice ai fini della gestione della richiesta di risarcimento. I genitori del minore, frequentante l’Istituto San Giuseppe La Salle di Milano, la cui attività è riferibile alla Provincia della Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane (Titolare del Trattamento), presentavano, quindi, reclamo ai sensi dell’art. 77 del Regolamento.
Dall’istruttoria è risultato che l’istituto utilizzava 38 telecamere collegate a DVR, con conservazione delle immagini fino a 14 giorni. Sebbene non fossero riprese aule o corridoi, le telecamere inquadravano comunque aree di passaggio frequentate da studenti e personale.
Il Garante ha ribadito che la videosorveglianza nelle scuole è ammessa solo in casi di stretta necessità (es. tutela da atti vandalici), con limiti precisi: informativa chiara, riprese circoscritte e attivazione preferibilmente fuori dall’orario scolastico.
Nel caso concreto, il trattamento è stato ritenuto illecito perché coinvolgeva minori (soggetti particolarmente tutelati), mancava una base giuridica adeguata e non era stata effettuata la valutazione d’impatto. Inoltre, anche l’utilizzo successivo del video è stato considerato illegittimo, in quanto fondato su dati raccolti in violazione della normativa.
Per tali ragioni, l’Autorità ha accertato la violazione dei principi di liceità, correttezza e trasparenza previsti dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati e ha irrogato una sanzione di 12.000 euro.
Il provvedimento: Garante Privacy


