Contratto di leasing: come funziona e quali obblighi assume realmente l’impresa
Il contratto di leasing, chiamato anche locazione finanziaria, consente a un’impresa o a un professionista di utilizzare un bene senza acquistarne immediatamente la proprietà. Nella configurazione tipica, la società di leasing acquista il bene scelto dall’utilizzatore, lo mette a sua disposizione per un periodo determinato e riceve, in cambio, il pagamento di un canone. Alla scadenza, l’utilizzatore può generalmente acquistare il bene pagando il prezzo di riscatto stabilito nel contratto.
La sintesi essenziale è questa: l’impresa utilizza il bene e ne sostiene i costi contrattuali, ma la proprietà rimane alla società di leasing fino all’eventuale riscatto finale.
La disciplina della locazione finanziaria individua tre soggetti che possono partecipare all’operazione: il concedente, normalmente una banca o un intermediario finanziario; l’utilizzatore, cioè l’impresa o il professionista; il fornitore, dal quale il concedente acquista il bene indicato dal cliente. Questa struttura distingue il leasing da una normale compravendita e rende necessario coordinare correttamente più rapporti contrattuali.
Il leasing può riguardare beni molto diversi: autoveicoli aziendali, macchinari industriali, impianti, attrezzature professionali, apparecchiature informatiche, immobili, uffici e capannoni. Proprio perché viene spesso impiegato per investimenti economicamente rilevanti, non deve essere valutato soltanto sulla base dell’importo della rata mensile.
Il costo effettivo dell’operazione può comprendere il maxi canone iniziale, i canoni periodici, gli interessi, le commissioni, le spese di istruttoria, i costi assicurativi, gli oneri di gestione, le spese per eventuali modifiche contrattuali, le penali e il prezzo di riscatto. Le disposizioni sulla trasparenza bancaria richiedono che le condizioni economiche e le spese poste a carico del cliente siano rappresentate nei documenti contrattuali e informativi; per il leasing finanziario assume particolare rilievo anche l’indicazione del tasso interno di attualizzazione.
Prima della firma, consigliamo quindi di verificare il costo complessivo del leasing, anziché limitarsi a confrontare i singoli canoni. Una rata apparentemente conveniente può essere accompagnata da un anticipo elevato, da un valore di riscatto poco favorevole oppure da condizioni particolarmente onerose in caso di ritardo nei pagamenti o di cessazione anticipata del rapporto.
Occorre inoltre comprendere quale tipo di leasing venga concretamente proposto. Nel leasing finanziario, l’operazione è normalmente costruita affinché l’utilizzatore impieghi il bene per un periodo significativo e possa acquistarne la proprietà alla scadenza. Nel leasing operativo, invece, assume maggiore importanza la disponibilità temporanea del bene e possono essere inclusi servizi ulteriori, come manutenzione, assistenza o sostituzione.
La denominazione utilizzata nel preventivo non è però sufficiente. È il contenuto effettivo del contratto a determinare gli obblighi delle parti. Per esempio, un accordo presentato commercialmente come leasing operativo potrebbe attribuire all’utilizzatore gran parte dei costi, dei rischi e delle responsabilità tipici di un leasing finanziario. In altri casi, un’operazione proposta come alternativa flessibile all’acquisto può prevedere condizioni di uscita estremamente rigide.
Il confronto con il contratto di noleggio è particolarmente importante. Nel noleggio l’obiettivo principale è ottenere l’utilizzo temporaneo di un bene, spesso insieme a servizi accessori, senza che l’acquisto finale rappresenti necessariamente lo sviluppo naturale dell’operazione. Nel leasing, invece, la componente finanziaria e l’eventuale opzione di riscatto assumono normalmente un ruolo centrale.
Il leasing non deve essere confuso neppure con il contratto di locazione commerciale. Nella locazione commerciale il proprietario concede il godimento di un immobile dietro pagamento del canone; nel leasing immobiliare, invece, il concedente acquista o fa realizzare l’immobile su indicazione dell’utilizzatore, mantenendone la proprietà fino all’eventuale esercizio dell’opzione finale.
Per l’impresa, il primo punto critico riguarda la scelta del bene. Normalmente è l’utilizzatore a individuare il macchinario, il veicolo, l’impianto o l’immobile e a indicare il fornitore alla società di leasing. Il contratto può quindi prevedere che numerosi rischi relativi alla qualità, all’idoneità o al funzionamento del bene ricadano sull’utilizzatore, anche se il prezzo viene formalmente pagato dal concedente.
Questa ripartizione delle responsabilità può creare difficoltà quando il bene viene consegnato in ritardo, presenta difetti, non raggiunge le prestazioni promesse oppure non risulta adatto all’attività aziendale. L’impresa potrebbe trovarsi obbligata a pagare i canoni pur non potendo utilizzare pienamente il bene, salvo che il contratto e i rapporti con il fornitore prevedano rimedi adeguati.
Per ridurre tale rischio, è necessario coordinare il leasing con il contratto di fornitura o con il contratto di compravendita commerciale. Devono risultare chiari le caratteristiche tecniche del bene, i tempi di consegna, le modalità di collaudo, le garanzie, gli interventi in caso di malfunzionamento e i soggetti legittimati a contestare eventuali difetti.
Quando il bene richiede installazione, configurazione o interventi continuativi, possono assumere rilievo anche il contratto di manutenzione e il contratto di assistenza tecnica. Limitarsi a firmare il modulo predisposto dalla società finanziaria, senza verificare l’intera operazione economica, significa lasciare scoperti proprio i problemi che possono incidere maggiormente sulla continuità aziendale.
Un altro aspetto fondamentale riguarda il rischio di perdita o danneggiamento del bene. Anche se la proprietà rimane al concedente, il contratto può porre sull’utilizzatore gli obblighi di custodia, manutenzione, assicurazione e conservazione. Un furto, un incendio, un guasto grave o un danno causato da terzi non determinano automaticamente la cessazione dell’obbligo di pagare i canoni.
L’impresa deve quindi accertare quali eventi siano coperti dall’assicurazione, quali franchigie restino a proprio carico, chi debba denunciare il sinistro, come venga calcolato l’eventuale indennizzo e se la perdita totale del bene comporti il pagamento anticipato delle somme residue. Una clausola formulata in modo poco chiaro può trasferire sull’utilizzatore conseguenze economiche molto più ampie del valore effettivo del danno.
È altrettanto importante esaminare la durata del rapporto. Un leasing pluriennale incide sull’organizzazione finanziaria dell’impresa e può diventare problematico quando il bene diventa tecnologicamente superato, l’attività cambia, il ramo aziendale viene ceduto oppure la società incontra una riduzione dei ricavi. La possibilità di interrompere il contratto non può essere data per scontata.
Il recesso anticipato, quando ammesso, può essere subordinato al pagamento dei canoni residui, di un indennizzo, di una penale o di ulteriori spese. In altri casi il contratto consente soltanto il subentro di un nuovo utilizzatore, previa autorizzazione della società di leasing. Per questo motivo, prima della firma occorre comprendere non soltanto come inizierà il rapporto, ma anche come potrà terminare se l’investimento non sarà più sostenibile o utile.
La convenienza fiscale rappresenta un ulteriore elemento da valutare, ma non dovrebbe mai essere esaminata isolatamente. Il trattamento dei canoni dipende dalla natura del bene, dall’attività esercitata, dalla durata fiscale minima prevista, dal regime contabile e dalla concreta utilizzazione del bene.
La valutazione deve pertanto coinvolgere sia il consulente fiscale sia il legale. Il primo verifica il trattamento tributario e contabile; il secondo controlla la distribuzione dei rischi, gli obblighi dell’impresa, le clausole di risoluzione, le penali, le garanzie e i rimedi in caso di inadempimento.
Nella nostra attività di contrattualistica aziendale analizziamo il leasing come parte di un’operazione economica complessiva. Non ci limitiamo a verificare che il modulo contenga gli elementi formali necessari, ma esaminiamo se il contratto protegga concretamente l’impresa rispetto al concedente, al fornitore, all’assicuratore e agli eventuali soggetti incaricati della manutenzione.
Un contratto di leasing correttamente valutato deve permettere all’imprenditore di conoscere, prima della firma, quanto pagherà realmente, quali responsabilità assumerà, quali rimedi avrà in caso di difetti del bene e quali conseguenze subirà se non riuscirà più a sostenere i canoni. È su questi aspetti, più che sulla sola rata mensile, che si misura la reale convenienza dell’operazione.
Quali clausole del contratto di leasing meritano maggiore attenzione prima della firma
La maggior parte delle controversie relative al contratto di leasing non nasce dal mancato pagamento dei canoni, bensì da clausole che l’utilizzatore ha accettato senza comprenderne pienamente gli effetti. Un contratto predisposto unilateralmente dalla società di leasing contiene spesso condizioni standard che, sebbene legittime, possono attribuire all’impresa obblighi molto più gravosi di quanto inizialmente immaginato.
Per questo motivo consigliamo sempre di analizzare il testo contrattuale prima della sottoscrizione. Un controllo preventivo è generalmente molto meno oneroso rispetto alla gestione di una controversia quando il rapporto è già iniziato.
Tra gli aspetti che richiedono particolare attenzione vi è innanzitutto la disciplina dell’inadempimento. Occorre verificare con precisione quando un ritardo nel pagamento dei canoni possa determinare la risoluzione del contratto, quali siano i termini di tolleranza eventualmente previsti e quali conseguenze economiche derivino dalla cessazione anticipata del rapporto.
Non è raro che il contratto stabilisca l’obbligo di corrispondere non soltanto i canoni scaduti, ma anche una parte significativa di quelli futuri, oltre agli interessi, alle spese di recupero e agli eventuali costi sostenuti dalla società concedente. Comprendere preventivamente queste clausole permette all’impresa di valutare il reale rischio economico dell’operazione.
Particolare attenzione merita anche il valore di riscatto finale. Molti imprenditori valutano il leasing considerando principalmente l’importo del canone mensile, senza soffermarsi sul prezzo necessario per acquisire definitivamente la proprietà del bene. Un valore di riscatto particolarmente elevato può modificare sensibilmente la convenienza economica dell’intera operazione.
Occorre inoltre verificare se il contratto disciplini in modo chiaro le modalità di esercizio dell’opzione di acquisto, i termini entro i quali deve essere comunicata la volontà di riscattare il bene e le eventuali conseguenze derivanti da una comunicazione tardiva.
Un’altra clausola spesso sottovalutata riguarda la manutenzione. In molti casi il contratto attribuisce all’utilizzatore l’obbligo di mantenere il bene in perfetto stato di efficienza, sostenendo integralmente le spese ordinarie e straordinarie. Per macchinari industriali, impianti produttivi o veicoli commerciali questi costi possono incidere in modo significativo sul bilancio aziendale.
È quindi opportuno verificare se esistano contratti collegati, come un contratto di manutenzione oppure un contratto di assistenza tecnica, che disciplinino tempi di intervento, responsabilità del fornitore, sostituzione del bene durante le riparazioni e livelli minimi di servizio.
Anche la disciplina dell’assicurazione merita particolare attenzione. Il contratto può imporre specifiche coperture assicurative, individuare il beneficiario dell’indennizzo oppure prevedere che determinate tipologie di danno rimangano integralmente a carico dell’utilizzatore. Prima della firma è quindi opportuno verificare quali eventi siano effettivamente coperti e quali rischi rimangano esclusi.
Quando il leasing riguarda beni ad elevato valore economico, come impianti industriali, immobili o linee produttive, è importante verificare anche le clausole relative alla responsabilità in caso di distruzione, perdita, furto o inutilizzabilità del bene. In alcune situazioni, infatti, l’obbligo di pagamento dei canoni continua anche se il bene non può essere utilizzato.
Un ulteriore elemento da esaminare riguarda la possibilità di cedere il contratto o sostituire l’utilizzatore. Se nel corso degli anni l’azienda viene ceduta, cambia assetto societario oppure decide di trasferire il bene ad altra società del gruppo, il contratto potrebbe richiedere l’autorizzazione preventiva della società concedente oppure vietare completamente la cessione.
È consigliabile verificare anche le clausole che disciplinano eventuali modifiche dell’organizzazione aziendale, fusioni, scissioni, conferimenti d’azienda o cessioni di ramo d’impresa, così da evitare che operazioni straordinarie possano determinare l’inadempimento contrattuale.
Nel caso di leasing aventi ad oggetto software, infrastrutture informatiche o beni tecnologici, può essere opportuno coordinare il rapporto con altri accordi collegati, come il contratto di licenza software, il contratto SaaS oppure il contratto di sviluppo software, evitando sovrapposizioni di responsabilità tra i diversi fornitori coinvolti nel progetto.
Infine, particolare attenzione deve essere riservata alle clausole che disciplinano il foro competente, gli strumenti di risoluzione delle controversie, le comunicazioni tra le parti e le modalità di contestazione degli eventuali inadempimenti. Una clausola apparentemente secondaria può incidere in maniera significativa sui tempi e sui costi necessari per tutelare i propri diritti.
Prima di sottoscrivere qualsiasi contratto di leasing consigliamo quindi di effettuare una verifica complessiva dell’operazione, analizzando non soltanto il testo contrattuale ma anche tutti gli accordi collegati. In molte operazioni, infatti, il leasing rappresenta soltanto uno degli elementi di un rapporto giuridico più ampio che può comprendere fornitura, manutenzione, assistenza tecnica, servizi digitali o ulteriori obbligazioni contrattuali.
Quando il contratto di leasing può diventare un problema e come tutelare la propria impresa
Un contratto di leasing può rappresentare uno strumento estremamente utile per finanziare gli investimenti aziendali, ma può trasformarsi rapidamente in una fonte di contenzioso quando una delle parti non rispetta gli obblighi assunti oppure quando intervengono eventi non previsti al momento della sottoscrizione.
Nella nostra esperienza professionale assistiamo frequentemente imprenditori che ci contattano quando il problema è già sorto. In realtà, molte controversie potrebbero essere evitate attraverso una corretta analisi preventiva del contratto e una negoziazione delle clausole maggiormente sbilanciate.
Uno dei casi più frequenti riguarda il ritardo nella consegna del bene. Può accadere che il macchinario, il veicolo aziendale o l’impianto vengano consegnati con mesi di ritardo oppure che non corrispondano alle caratteristiche promesse durante la trattativa commerciale. Nonostante ciò, il contratto di leasing potrebbe prevedere l’inizio dell’obbligo di pagamento dei canoni oppure limitare fortemente le responsabilità del concedente.
Per questo motivo è fondamentale che il contratto di leasing sia coordinato con il contratto di fornitura, disciplinando con precisione le modalità di consegna, il collaudo, la verifica della conformità del bene e le conseguenze derivanti da eventuali ritardi o difetti.
Un’altra situazione particolarmente delicata riguarda i vizi o i malfunzionamenti del bene. Se un macchinario presenta difetti che impediscono o limitano l’attività produttiva, l’impresa rischia di subire un doppio danno: da un lato non può utilizzare il bene per cui ha programmato l’investimento, dall’altro continua a sostenere i canoni del leasing.
In queste circostanze è essenziale individuare correttamente il soggetto responsabile. A seconda delle clausole contrattuali, le contestazioni potrebbero dover essere rivolte al fornitore, alla società concedente oppure a entrambi. Una gestione errata delle comunicazioni può compromettere la possibilità di ottenere il risarcimento del danno o la sostituzione del bene.
Non meno rilevanti sono le problematiche che derivano dalle difficoltà economiche dell’utilizzatore. Una riduzione del fatturato, la perdita di un importante cliente, una crisi di mercato oppure un evento straordinario possono rendere difficoltoso il pagamento dei canoni periodici.
In questi casi è opportuno intervenire tempestivamente. Attendere l’accumulo delle rate insolute può favorire l’avvio delle procedure previste dal contratto, con richieste di pagamento sempre più elevate e l’eventuale restituzione del bene.
Quando emergono difficoltà finanziarie, consigliamo di valutare immediatamente la possibilità di rinegoziare il rapporto contrattuale, verificando se esistano margini per modificare la durata del leasing, rimodulare i canoni oppure individuare soluzioni condivise con la società concedente. Ogni situazione deve essere esaminata singolarmente, tenendo conto del contenuto del contratto e delle concrete esigenze dell’impresa.
Può accadere anche che sia la società concedente a non rispettare gli obblighi assunti. Pensiamo ai casi in cui non venga perfezionata correttamente l’operazione, vengano applicati costi non previsti, siano richiesti importi diversi da quelli pattuiti oppure non vengano rispettate le condizioni economiche concordate.
Anche il fornitore del bene può rendersi inadempiente, ad esempio consegnando un bene differente rispetto a quello ordinato, installando apparecchiature incomplete, omettendo gli interventi di assistenza previsti oppure non rispettando le garanzie promesse.
Quando il leasing è collegato a servizi continuativi, come accade per infrastrutture informatiche o piattaforme digitali, diventa spesso necessario coordinare il rapporto con ulteriori accordi contrattuali, quali il contratto di service, il contratto di servizi digitali oppure il contratto di outsourcing. Una mancata armonizzazione tra questi contratti può creare sovrapposizioni di responsabilità o, al contrario, lasciare prive di disciplina situazioni particolarmente delicate.
Occorre inoltre prestare attenzione alle clausole che regolano la restituzione del bene alla scadenza del leasing. Il contratto può prevedere specifici standard di conservazione, limiti di usura, modalità di riconsegna e costi aggiuntivi qualora il bene presenti deterioramenti superiori a quelli considerati fisiologici.
Prima della riconsegna è consigliabile effettuare una verifica tecnica dello stato del bene e documentarne accuratamente le condizioni. Questo semplice accorgimento può evitare contestazioni successive e richieste economiche spesso rilevanti.
Particolare attenzione deve essere riservata anche alle operazioni straordinarie dell’impresa. Fusioni, scissioni, trasformazioni societarie, cessioni di quote o di azienda possono incidere sul contratto di leasing se quest’ultimo contiene clausole che subordinano tali operazioni al consenso della società concedente. Una verifica preventiva consente di evitare contestazioni che potrebbero compromettere operazioni societarie di notevole importanza strategica.
Quando il contratto presenta clausole poco chiare, obblighi particolarmente gravosi oppure condizioni economiche non adeguatamente illustrate durante la trattativa, è opportuno richiedere una revisione legale prima della sottoscrizione. Intervenire in questa fase permette spesso di riequilibrare il contenuto dell’accordo, ridurre il rischio di future controversie e tutelare in modo più efficace gli interessi dell’impresa.
Nel nostro lavoro analizziamo il contratto di leasing valutando l’intera operazione economica, individuando le clausole che meritano maggiore attenzione, verificando i rapporti con gli altri contratti collegati e proponendo eventuali modifiche prima della firma. Un controllo preventivo rappresenta quasi sempre la scelta più efficace per evitare contenziosi complessi e costosi negli anni successivi.
Esempio pratico: come una revisione preventiva del contratto di leasing ha evitato una controversia costosa
Una società manifatturiera ci ha contattato dopo aver ricevuto la bozza di un contratto di leasing per l’acquisizione di nuovi macchinari destinati alla produzione. L’investimento era particolarmente rilevante e l’azienda aveva la necessità di rendere operative le nuove linee produttive entro pochi mesi.
Durante una prima lettura il contratto sembrava equilibrato. I canoni risultavano sostenibili e il prezzo di riscatto appariva in linea con il valore dei beni. Analizzando più approfonditamente tutta la documentazione, tuttavia, abbiamo individuato alcune clausole che avrebbero potuto esporre l’impresa a rischi economici molto elevati.
Il contratto prevedeva, ad esempio, che gran parte delle responsabilità relative ai ritardi nella consegna e agli eventuali difetti dei macchinari ricadessero sull’utilizzatore. In pratica, anche qualora il fornitore non avesse rispettato i tempi concordati oppure avesse consegnato beni non perfettamente funzionanti, l’impresa avrebbe comunque potuto essere obbligata a corrispondere regolarmente i canoni del leasing.
Abbiamo inoltre riscontrato una disciplina poco chiara riguardante il collaudo dei macchinari, le modalità di contestazione dei difetti, le tempistiche per la denuncia dei vizi e le conseguenze derivanti da eventuali malfunzionamenti successivi alla consegna.
Dopo avere analizzato anche il contratto di fornitura, abbiamo evidenziato diverse incongruenze tra i due accordi. Alcuni obblighi erano disciplinati in maniera differente, mentre altre situazioni non risultavano regolamentate da nessuno dei due contratti.
Abbiamo quindi proposto una revisione della documentazione contrattuale, introducendo clausole più precise sulla consegna dei beni, sulle procedure di collaudo, sulle responsabilità del fornitore, sui tempi di intervento in caso di guasti e sulle conseguenze derivanti da eventuali inadempimenti.
È stata inoltre chiarita la procedura da seguire nel caso in cui i macchinari non fossero risultati conformi alle specifiche tecniche concordate, prevedendo termini certi per la contestazione e strumenti di tutela più efficaci per l’utilizzatore.
Le modifiche sono state accettate prima della sottoscrizione del contratto.
Alcuni mesi dopo la consegna si sono verificati ritardi nell’installazione di una parte degli impianti e sono emersi alcuni problemi tecnici che hanno richiesto interventi correttivi da parte del fornitore. Grazie alle clausole inserite durante la fase di negoziazione, la gestione della vicenda è avvenuta secondo procedure già concordate, evitando contestazioni sulla ripartizione delle responsabilità e consentendo all’azienda di ottenere rapidamente gli interventi necessari.
Questo caso dimostra come il vero valore di una consulenza legale non consista soltanto nel risolvere una controversia già iniziata, ma soprattutto nel prevenirla. Una revisione preventiva del contratto di leasing permette infatti di individuare criticità spesso poco evidenti, negoziare condizioni più equilibrate e ridurre sensibilmente il rischio di future contestazioni tra utilizzatore, società di leasing e fornitore.
Domande frequenti sul contratto di leasing
Quando conviene stipulare un contratto di leasing invece di acquistare direttamente il bene?
La risposta dipende da numerosi fattori, tra cui il valore dell’investimento, la durata prevista dell’utilizzo, la situazione finanziaria dell’impresa, il trattamento fiscale applicabile e le condizioni economiche offerte dalla società di leasing. Non esiste una soluzione valida per ogni azienda: ogni operazione deve essere valutata nel suo complesso, considerando sia gli aspetti economici sia quelli giuridici.
È possibile recedere anticipatamente da un contratto di leasing?
Il recesso anticipato non è sempre previsto e, quando è consentito, può comportare il pagamento di penali, indennizzi o dei canoni ancora dovuti. Prima della firma è quindi fondamentale verificare le clausole che disciplinano la cessazione anticipata del rapporto, così da conoscere in anticipo i costi che potrebbero derivare da un’eventuale interruzione del leasing.
Cosa succede se il bene consegnato presenta difetti o non funziona correttamente?
Occorre analizzare il contenuto del contratto di leasing e degli eventuali accordi collegati, come il contratto di fornitura. A seconda delle clausole sottoscritte, le responsabilità possono ricadere sul fornitore, sulla società concedente oppure essere ripartite tra più soggetti. Una gestione tempestiva delle contestazioni è fondamentale per tutelare i diritti dell’impresa.
Il contratto di leasing può essere modificato dopo la firma?
Le modifiche sono possibili soltanto se tutte le parti interessate raggiungono un nuovo accordo. Per questa ragione è consigliabile verificare attentamente ogni clausola prima della sottoscrizione, evitando di confidare nella possibilità di correggere successivamente condizioni economiche o obblighi contrattuali particolarmente gravosi.
Perché è utile far controllare un contratto di leasing da un avvocato prima della sottoscrizione?
Una verifica preventiva consente di individuare clausole squilibrate, obblighi poco chiari, penali eccessive, responsabilità non adeguatamente disciplinate e possibili criticità nei rapporti con il fornitore o con la società di leasing. Intervenire prima della firma permette spesso di negoziare condizioni più favorevoli ed evitare controversie che potrebbero comportare costi molto più elevati rispetto a una consulenza preventiva.
Affidati allo Studio Legale Calvello per la revisione e la redazione del tuo contratto di leasing
Un contratto di leasing ben strutturato non si limita a disciplinare il pagamento dei canoni, ma tutela concretamente gli interessi dell’impresa durante tutta la durata del rapporto. Una clausola poco chiara, una responsabilità attribuita impropriamente o una penale eccessivamente gravosa possono trasformare un investimento strategico in una controversia complessa e costosa.
Prima di firmare un contratto di leasing è opportuno verificare attentamente ogni clausola, analizzare i rapporti con gli eventuali contratti collegati e valutare le conseguenze giuridiche ed economiche dell’operazione nel suo complesso.
Lo Studio Legale Calvello, con oltre venticinque anni di esperienza nella contrattualistica aziendale, assiste imprese, professionisti, startup e società nella redazione, revisione, negoziazione e gestione dei contratti di leasing, individuando preventivamente le criticità e proponendo soluzioni concrete per ridurre il rischio di future controversie.
Analizziamo ogni contratto in modo personalizzato, valutando la posizione dell’utilizzatore, del concedente e del fornitore, verificando la corretta distribuzione delle responsabilità e la coerenza con gli altri accordi eventualmente collegati all’operazione.
Se desideri far controllare un contratto di leasing prima della firma, modificare un accordo già predisposto oppure ricevere assistenza in una controversia con la società di leasing o con il fornitore, puoi richiedere una consulenza con il nostro Studio Legale. Ti aiuteremo a individuare la soluzione più idonea per tutelare i tuoi interessi e quelli della tua impresa.



