Danno estetico: il centro estetico deve risarcire per l’errata epilazione (Trib. Vicenza, Sent. 20.02.2018)

Il c.d. danno estetico non è che una forma di invalidità permanente (e quindi un danno biologico), sicchè il pregiudizio di tipo estetico viene abitualmente risarcito all’interno del danno biologico, inclusivo di ogni pregiudizio diverso da quello consistente nella diminuzione o nella perdita della capacità di produrre reddito.

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Lite temeraria: l’avvocato deve fare da primo filtro valutativo! (Cass. civ., ord. n. 15209/18)

[…] questa Corte intende valorizzare la sanzionabilità dell’abuso dello strumento giudiziario (Cass. n. 10177 del 2015), proprio al fine di evitare la dispersione delle risorse per la giurisdizione (cfr Cass. SS.UU. 12310/2015 in motivazione) e consentire l’accesso alla tutela giudiziaria dei soggetti meritevoli e dei diritti violati, per il quale, nella giustizia civile, il primo filtro valutativo – rispetto alle azioni ed ai rimedi da promuovere – è affidato alla prudenza del ceto forense coniugata con il principio di responsabilità delle parti.

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Malpractice medica: criteri di ripartizione dell’onere della prova (Trib. Ferrara, Dr. Rizzieri, sent. 22.03.2018)

Tribunale di Ferrara, Giudice Dott. Rizzieri, sentenza 22 marzo 2018 La natura della responsabilità civile può discendere, a seconda del caso concreto, dal contratto (essendo possibile che il paziente concluda con il professionista un contratto d’opera) o dal c.d. contatto …

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Consenso informato medico: il decalogo della Cassazione (7248/2018)

In tema di attività medico-chirurgica, il consenso informato deve basarsi su informazioni dettagliate, idonee a fornire la piena conoscenza della natura, portata ed estensione dell’intervento medico-chirurgico, dei suoi rischi, dei risultati conseguibili e delle possibili conseguenze negative, non essendo all’uopo idonea la sottoscrizione, da parte del paziente, di un modulo del tutto generico.

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Responsabilità professionale dell’avvocato: alla condotta omissiva si applica la regola del “più probabile che non”

Cass. civ., Sez. III, Sentenza 24-10-2017, n. 25112: l’accertamento del nesso causale dove essere esteso anche alle conseguenze risarcibili sul piano della causalità giuridica considerando risarcibile anche il mancato vantaggio che il ricorrente avrebbe potuto conseguire se gli avvocati si fossero comportati con la dovuta diligenza.

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Tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore

Cassazione civile, sez. VI-3, ordinanza 13 settembre 2017, n. 21187 – Nei rapporti tra avvocato e cliente quest’ultimo riveste la qualità di “consumatore”: ne consegue che alla controversia tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore di cui al D.Lgs. n. 206 del 2005, art. 33, comma 2, lett. u), (Cfr. anche Corte Cass. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014).

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L’avvocato è responsabile nei confronti del proprio cliente se non lo sconsiglia dall’intraprendere o proseguire un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole

Cassazione Civile, sez. VI-2, ordinanza 13/09/2017 n° 21173 – Il consenso informato irrompe anche nella professione legale: l’avvocato deve sconsigliare dall’intraprendere o proseguire un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole; a tal fine incombe su di lui l’onere di fornire la prova.

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Responsabilità professionale dell’avvocato: la cruciale importanza del conseguimento del consenso informato da parte del cliente

Trib. Verona Sez. III, Sent., 26-01-2016 – L’avvocato ha l’obbligo di informare il proprio cliente, all’atto del conferimento dell’incarico e durante lo svolgimento di esso, delle strategie processuali che sceglie e delle criticità e difficoltà che incontra nel corso del giudizio. La violazione di tale obbligo (consenso informato) comporta la perdita del diritto al compenso per l’attività prestata qualora l’esito della controversia si sia rivelato infausto.

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Responsabilità professionale del commercialista per omessa impugnazione di un provvedimento giudiziale

Il Tribunale di Perugia conferma – sul solco già tracciato dalla sentenza della Cassazione civile n. 2638 del 05/02/2013 – la necessità, per la parte che domandi il risarcimento del danno per mancata impugnazione di un provvedimento giudiziale, di allegare tutti quegli elementi concreti, in fatto o in diritto, utili a far ritenere che l’esito del giudizio di primo grado potesse essere modificato in senso ulteriormente favorevole all’appellante.

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Responsabilità professionale dell’avvocato per ignoranza di istituti elementari del diritto

Cass. civ. Sez. II, 14-11-2002, n. 16023 – La mancata percezione d’una situazione di prescrizione costituisce una ipotesi d’ignoranza d’istituti elementari ovvero d’incuria o d’imperizia insuscettibili di giustificazione.

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