ATP ex art. 696 bis c.p.c.: inammissibile se la lite risulta manifestamente inconciliabile (Trib. Padova, Ord. 09.05.2018)

Il ricorso ex art. 696 bis cpc è inammissibile ove manchi il presupposto logico-giuridico alla base di tale strumento processuale, ovvero l’esigenza di prevenire l’insorgenza di una controversia giudiziale.

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Rossetti docet: ecco quando è ammessa una domanda nuova ed una fonte di prova nuova (Cass., ord., n° 25631/18)

Nel giudizio di risarcimento del danno (tanto da inadempimento contrattuale, quanto da fatto illecito) non costituiscono domande nuove: (a) la riduzione del quantum rispetto alla originaria pretesa; (b) la deduzione dell’aggravamento del medesimo danno già dedotto con la domanda originaria. La richiesta di risarcimento dei danni sopravvenuti al maturare delle preclusioni istruttorie, anche se di qualità e quantità differenti da quelli richiesti con la domanda originaria, costituisce invece una domanda nuova, ma anche ammissibile se ricorrano i presupposti della rimessione in termini, di cui all’art. 153 c.p.c..
Inoltre, costituisce implicita istanza di rimessione in termini il deposito, con le note conclusive, di documenti formati successivamente tanto alla domanda, quanto al maturare delle preclusioni istruttorie; a fronte di tale produzione, pertanto, il giudice non può dichiararla inammissibile, ma deve valutare se ricorrano i presupposti di cui all’art. 153 c.p.c., ed in caso affermativo esaminare nel merito la rilevanza probatoria dei documenti tardivamente depositati.

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Malpractice medica: criteri di ripartizione dell’onere della prova (Trib. Ferrara, Dr. Rizzieri, sent. 22.03.2018)

Tribunale di Ferrara, Giudice Dott. Rizzieri, sentenza 22 marzo 2018 La natura della responsabilità civile può discendere, a seconda del caso concreto, dal contratto (essendo possibile che il paziente concluda con il professionista un contratto d’opera) o dal c.d. contatto …

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Cinghiale: la presenza del segnale stradale di pericolo non esonera la Regione Veneto da responsabilità in caso di incidente

La responsabilità dell’Ente Regionale, preposto a fronteggiare tali eventi, non può essere esclusa dalla sia pur presente apposizione di un cartello stradale di segnalazione di pericolo esistente sul tratto stradale a circa 700 metri dal luogo del sinistro.

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Colpo di frusta: la radiografia non è esclusivo mezzo di prova (Cass. civ. n. 1272/18)

In materia di danni da c.d. micropermanente, l’accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica deve avvenire con rigorosi ed oggettivi criteri medico-legali, che, tuttavia, non sempre richiedono un esame clinico strumentale obiettivo.

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Sms come fonte di prova in giudizio per giustificare l’addebito della separazione

Cass. civ. Sez. I, Sentenza del 06-03-2017, n. 5510 – La violazione dell’obbligo di fedeltà, desumibile da alcuni SMS amorosi pervenuti sul cellulare del marito, giustifica l’addebito quando si pone come causa della crisi coniugale

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Immissioni illecite: il danno non patrimoniale può essere provato anche per presunzioni

Cassazione civile, sentenza 28 agosto 2017, n. 20445 – Il danno non patrimoniale conseguente a immissioni illecite è risarcibile indipendentemente dalla sussistenza di un danno biologico documentato, quando sia riferibile alla lesione del diritto al normale svolgimento della vita personale e familiare all’interno di un’abitazione e comunque del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita, trattandosi di diritti costituzionalmente garantiti.

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Opposizione a decreto ingiuntivo: nullità senza sanatoria della citazione per genericità delle difese

Le difese svolte in seno all’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo risultano a tal punto generiche da non permettere di individuare la ragione posta a suo fondamento; con la conseguenza che ben può equipararsi la forma di nullità processuale qui verificatasi a quella contemplata dall’art. 163 n. 4, ossia al caso della citazione, introduttiva di un giudizio a cognizione ordinaria, mancante delle ragioni di fatto e di diritto della domanda (causa petendi).

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Causa persa per colpa dell’avvocato: cosa deve provare il cliente per ottenere il risarcimento?

Trib. Roma Sez. XIII, Sent., 21-01-2014 – La giurisprudenza oggi richiede la “ragionevole probabilità” che la diversa attività posta in essere dal legale avrebbe conseguito l’effetto sperato secondo il criterio “del più probabile che non”.

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Responsabilità professionale dell’avvocato per mancata proposizione del ricorso per Cassazione e riparto dell’onere probatorio

La sola circostanza che il cliente non abbia rilasciato la procura speciale, non esclude la responsabilità del professionista

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