ATP ex art. 696 bis c.p.c.: inammissibile se la lite risulta manifestamente inconciliabile (Trib. Padova, Ord. 09.05.2018)

Il ricorso ex art. 696 bis cpc è inammissibile ove manchi il presupposto logico-giuridico alla base di tale strumento processuale, ovvero l’esigenza di prevenire l’insorgenza di una controversia giudiziale.

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Affitto di azienda e inadempimento dell’affittuaria: non c’è nesso di pregiudizialità fra il procedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. e quello di ATP ex art. 696 bis c.p.c. (Trib. Padova, Ord. 14.02.18)

“non appare concepibile un nesso di pregiudizialità fra il presente procedimento cautelare e quello di ATP, ex art.696 bis c.p.c., pendente fra le parti, che non condurrà ad alcuna pronuncia che possa confliggere con quella che definisce il presente procedimento, e ciò senza considerare l’urgenza del presente;”

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Affitto di azienda e inadempimento contrattuale: si al ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. (Trib. Treviso, ord. 19.07.18)

Il rimedio del ricorso all’art. 700 c.p.c. per ottenere il rilascio dell’azienda concessa in affitto appare quello più funzionale ad assicurare la restituzione dell’azienda al proprietario nel più breve tempo possibile, al fine di consentire la ripresa di una piena funzionalità ed operatività, anche economica.

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Rossetti docet: ecco quando è ammessa una domanda nuova ed una fonte di prova nuova (Cass., ord., n° 25631/18)

Nel giudizio di risarcimento del danno (tanto da inadempimento contrattuale, quanto da fatto illecito) non costituiscono domande nuove: (a) la riduzione del quantum rispetto alla originaria pretesa; (b) la deduzione dell’aggravamento del medesimo danno già dedotto con la domanda originaria. La richiesta di risarcimento dei danni sopravvenuti al maturare delle preclusioni istruttorie, anche se di qualità e quantità differenti da quelli richiesti con la domanda originaria, costituisce invece una domanda nuova, ma anche ammissibile se ricorrano i presupposti della rimessione in termini, di cui all’art. 153 c.p.c..
Inoltre, costituisce implicita istanza di rimessione in termini il deposito, con le note conclusive, di documenti formati successivamente tanto alla domanda, quanto al maturare delle preclusioni istruttorie; a fronte di tale produzione, pertanto, il giudice non può dichiararla inammissibile, ma deve valutare se ricorrano i presupposti di cui all’art. 153 c.p.c., ed in caso affermativo esaminare nel merito la rilevanza probatoria dei documenti tardivamente depositati.

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Segnalazione in Centrale Rischi della Banca d’Italia: ammessa la cancellazione con ricorso ex art. 700 c.p.c. in corso di causa

Qualora la segnalazione a sofferenza alla centrale rischi della Banca d’Italia sia stata effettuata in maniera scorretta, come effettivamente accertato da una C.T.U. redatta in corso di causa, ne è ammessa la cancellazione senza necessità di attendere l’emissione della pronuncia definitiva di merito.

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Danno esistenziale: va sempre allegato e provato e può essere liquidato solo in presenza di una radicale alterazione delle proprie abitudini di vita (Cass. Civ. 2056/18)

Cassazione civile, sezione III, sentenza 29 gennaio 2018, n. 2056 – Il c.d. danno esistenziale consiste non già nel mero “sconvolgimento dell’agenda” o nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità della vita, bensì nel radicale cambiamento di vita, nell’alterazione/cambiamento della personalità del soggetto, nello sconvolgimento dell’esistenza

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Tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore

Cassazione civile, sez. VI-3, ordinanza 13 settembre 2017, n. 21187 – Nei rapporti tra avvocato e cliente quest’ultimo riveste la qualità di “consumatore”: ne consegue che alla controversia tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore di cui al D.Lgs. n. 206 del 2005, art. 33, comma 2, lett. u), (Cfr. anche Corte Cass. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014).

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Quindi nella procedura di indennizzo diretto il responsabile è litisconsorte necessario

Cassazione Civile, sez. VI-3, ordinanza 20/09/2017 n° 21896 – In materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, nella procedura di risarcimento diretto di cui al D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 149, promossa dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, sussiste litisconsorzio necessario, analogamente a quanto previsto dall’art. 144, comma 3, del medesimo decreto, nei confronti del danneggiante responsabile.

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Rigetto del ricorso per sequestro conservativo sulla base di un decreto ingiuntivo non provvisoriamente esecutivo azionato nelle more delle celebrazione della prima udienza di comparizione.

Tribunale di Padova, Giudice Giorgio Bertola, Ord. del 29.06.2017 – Il rigetto del ricorso per sequestro conservativo – sulla base di un decreto ingiuntivo non provvisoriamente esecutivo – azionato nelle more delle celebrazione della prima udienza di comparizione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è giustificato dal fatto che sovrapporre la valutazione che si farà alla prima udienza del giudizio di opposizione con quella che si vuole offrire in sede cautelare potrebbe portare a risultati impropri laddove lo strumento processuale tipico per tutelare le ragioni di credito della ricorrente è quello previsto dall’art. 648 c.p.c..

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Opposizione a decreto ingiuntivo: nullità senza sanatoria della citazione per genericità delle difese

Le difese svolte in seno all’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo risultano a tal punto generiche da non permettere di individuare la ragione posta a suo fondamento; con la conseguenza che ben può equipararsi la forma di nullità processuale qui verificatasi a quella contemplata dall’art. 163 n. 4, ossia al caso della citazione, introduttiva di un giudizio a cognizione ordinaria, mancante delle ragioni di fatto e di diritto della domanda (causa petendi).

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