Lite temeraria: l’avvocato deve fare da primo filtro valutativo! (Cass. civ., ord. n. 15209/18)

[…] questa Corte intende valorizzare la sanzionabilità dell’abuso dello strumento giudiziario (Cass. n. 10177 del 2015), proprio al fine di evitare la dispersione delle risorse per la giurisdizione (cfr Cass. SS.UU. 12310/2015 in motivazione) e consentire l’accesso alla tutela giudiziaria dei soggetti meritevoli e dei diritti violati, per il quale, nella giustizia civile, il primo filtro valutativo – rispetto alle azioni ed ai rimedi da promuovere – è affidato alla prudenza del ceto forense coniugata con il principio di responsabilità delle parti.

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Responsabilità professionale dell’avvocato: alla condotta omissiva si applica la regola del “più probabile che non”

Cass. civ., Sez. III, Sentenza 24-10-2017, n. 25112: l’accertamento del nesso causale dove essere esteso anche alle conseguenze risarcibili sul piano della causalità giuridica considerando risarcibile anche il mancato vantaggio che il ricorrente avrebbe potuto conseguire se gli avvocati si fossero comportati con la dovuta diligenza.

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Tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore

Cassazione civile, sez. VI-3, ordinanza 13 settembre 2017, n. 21187 – Nei rapporti tra avvocato e cliente quest’ultimo riveste la qualità di “consumatore”: ne consegue che alla controversia tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore di cui al D.Lgs. n. 206 del 2005, art. 33, comma 2, lett. u), (Cfr. anche Corte Cass. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014).

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L’avvocato è responsabile nei confronti del proprio cliente se non lo sconsiglia dall’intraprendere o proseguire un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole

Cassazione Civile, sez. VI-2, ordinanza 13/09/2017 n° 21173 – Il consenso informato irrompe anche nella professione legale: l’avvocato deve sconsigliare dall’intraprendere o proseguire un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole; a tal fine incombe su di lui l’onere di fornire la prova.

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Responsabilità professionale dell’avvocato: la cruciale importanza del conseguimento del consenso informato da parte del cliente

Trib. Verona Sez. III, Sent., 26-01-2016 – L’avvocato ha l’obbligo di informare il proprio cliente, all’atto del conferimento dell’incarico e durante lo svolgimento di esso, delle strategie processuali che sceglie e delle criticità e difficoltà che incontra nel corso del giudizio. La violazione di tale obbligo (consenso informato) comporta la perdita del diritto al compenso per l’attività prestata qualora l’esito della controversia si sia rivelato infausto.

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Responsabilità professionale dell’avvocato per ignoranza di istituti elementari del diritto

Cass. civ. Sez. II, 14-11-2002, n. 16023 – La mancata percezione d’una situazione di prescrizione costituisce una ipotesi d’ignoranza d’istituti elementari ovvero d’incuria o d’imperizia insuscettibili di giustificazione.

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Avvocato: non un qualsiasi errore professionale fa scattare la sua responsabilità

Cass. civ. Sez. VI – 3, Ord., 16-05-2017, n. 12038 – La responsabilità dell’avvocato non può affermarsi per il solo fatto del suo non corretto adempimento dell’attività professionale, occorrendo verificare se l’evento produttivo del pregiudizio lamentato dal cliente sia riconducibile alla condotta del primo, se un danno vi sia stato effettivamente e, infine, se, ove questi avesse tenuto il comportamento dovuto, il suo assistito, alla stregua di criteri probabilistici, avrebbe conseguito il riconoscimento delle proprie ragioni, difettando, altrimenti, la prova del necessario nesso eziologico tra la condotta del legale, commissiva od omissiva (anche per violazione del dovere di informazione), ed il risultato derivatone.

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Responsabilità dell’avvocato per negligenza se omette di formulare tempestivamente una domanda complementare

Cass. civ. Sez. III, Sent., 06-09-2012, n. 14936 – Laddove un avvocato, incaricato di proporre nell’interesse della promissario acquirente una domanda di esecuzione specifica di concludere un contratto, ai sensi dell’art. 2932 c.c., offra, nell’interesse del proprio assistito una somma inferiore a quella ancora dovuta a saldo del corrispettivo promesso, ed ometta di formulare anche la domanda per riduzione del corrispettivo a causa di vizi della cosa oggetto del contratto è configurabile un’ipotesi di responsabilità professionale per negligenza.

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La responsabilità dell’avvocato: grava sul professionista l’obbligo di rappresentare al cliente tutte le questioni ostative al raggiungimento del risultato

Cass. civ. Sez. II, 02-04-2015, n. 6782 – La responsabilità professionale dell’avvocato deriva dall’obbligo di assolvere, sia all’atto del conferimento del mandato che nel corso dello svolgimento del rapporto, (anche) ai doveri di sollecitazione, dissuasione ed informazione del cliente, ai quali sono tenuti nel rappresentare tutte le questioni di fatto e di diritto, comunque insorgenti, ostative al raggiungimento del risultato, o comunque produttive del rischio di effetti dannosi.

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Malavvocatura: avvocato condannato a risarcire € 200.000,00 all’ex cliente malamente assistito

Il Tribunale di Parma con la sentenza 402 del 16 marzo 2016 condannava un avvocato che aveva sbagliato a calcolare il credito del proprio cliente, inducendolo così a sottoscrivere una transazione sui minori (ed errati) importi.

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