Monthly Archives: novembre 2018

Separazione e divorzio: l’assegnazione della casa familiare è condizionata soltanto all’interesse dei figli

L’assegnazione della casa coniugale non rappresenta una componente delle obbligazioni patrimoniali conseguenti alla separazione o al divorzio o un modo per realizzare il mantenimento del coniuge più debole e, nel nuovo regime, introdotto già con la 1.54/2006, è espressamente condizionata soltanto all’interesse dei figli.

Argomento : Diritto di Famiglia | Tags : , , , , , |

ATP ex art. 696 bis c.p.c.: inammissibile se la lite risulta manifestamente inconciliabile (Trib. Padova, Ord. 09.05.2018)

Il ricorso ex art. 696 bis cpc è inammissibile ove manchi il presupposto logico-giuridico alla base di tale strumento processuale, ovvero l’esigenza di prevenire l’insorgenza di una controversia giudiziale.

Argomento : Procedura Civile, Prova in materia civile | Tags : , , , , , , |

Affitto di azienda e inadempimento dell’affittuaria: non c’è nesso di pregiudizialità fra il procedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. e quello di ATP ex art. 696 bis c.p.c. (Trib. Padova, Ord. 14.02.18)

“non appare concepibile un nesso di pregiudizialità fra il presente procedimento cautelare e quello di ATP, ex art.696 bis c.p.c., pendente fra le parti, che non condurrà ad alcuna pronuncia che possa confliggere con quella che definisce il presente procedimento, e ciò senza considerare l’urgenza del presente;”

Argomento : Civile, Giurisprudenza Patavina-Tribunale, Procedura Civile | Tags : , , , , |

Affitto di azienda e inadempimento contrattuale: si al ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. (Trib. Treviso, ord. 19.07.18)

Il rimedio del ricorso all’art. 700 c.p.c. per ottenere il rilascio dell’azienda concessa in affitto appare quello più funzionale ad assicurare la restituzione dell’azienda al proprietario nel più breve tempo possibile, al fine di consentire la ripresa di una piena funzionalità ed operatività, anche economica.

Argomento : Procedura Civile | Tags : , , , , |

Rossetti docet: ecco quando è ammessa una domanda nuova ed una fonte di prova nuova (Cass., ord., n° 25631/18)

Nel giudizio di risarcimento del danno (tanto da inadempimento contrattuale, quanto da fatto illecito) non costituiscono domande nuove: (a) la riduzione del quantum rispetto alla originaria pretesa; (b) la deduzione dell’aggravamento del medesimo danno già dedotto con la domanda originaria. La richiesta di risarcimento dei danni sopravvenuti al maturare delle preclusioni istruttorie, anche se di qualità e quantità differenti da quelli richiesti con la domanda originaria, costituisce invece una domanda nuova, ma anche ammissibile se ricorrano i presupposti della rimessione in termini, di cui all’art. 153 c.p.c..
Inoltre, costituisce implicita istanza di rimessione in termini il deposito, con le note conclusive, di documenti formati successivamente tanto alla domanda, quanto al maturare delle preclusioni istruttorie; a fronte di tale produzione, pertanto, il giudice non può dichiararla inammissibile, ma deve valutare se ricorrano i presupposti di cui all’art. 153 c.p.c., ed in caso affermativo esaminare nel merito la rilevanza probatoria dei documenti tardivamente depositati.

Argomento : Diritto Immobiliare, Procedura Civile, Prova in materia civile | Tags : , , , , , , , |

Onorari dell’avvocato: la misura dei compensi dovuti dal cliente al proprio legale prescinde dalla liquidazione contenuta nella sentenza

La liquidazione operata dal Giudice non è vincolante, nè impedisce che l’avvocato possa chiedere un compenso maggiore rispetto a quello liquidato dovendosi ritenere che la liquidazione operata dal giudice attiene ai rapporti tra le parti, ma non vincola la determinazione del compenso professionale nei rapporti tra l’avvocato e il cliente.

Argomento : Rimborso forfetario delle spese generali | Tags : , , , , , , |